Spencer, di Pablo Larrain

Mercoledì, 08 Settembre 2021

SINOSSI
 

Il matrimonio fra la Principessa Diana e il Principe Carlo è in crisi da tempo. Malgrado le voci di presunti flirt e di un imminente divorzio, si cerca di preservare la pace in vista delle festività natalizie, tradizionalmente trascorse dai reali nella proprietà di Sandringham. Sono giorni in cui si mangia, si beve, si spara e si va a caccia. Diana conosce le regole del gioco. Ma quest’anno non sarà come gli altri.

SPENCER immagina ciò che potrebbe essere successo in quei pochi, fatidici giorni.

NOTE DI REGIA

Tutti noi conosciamo bene le favole e le sue icone idealizzate: Diana Spencer è riuscita a stravolgere questo noto paradigma, frutto della cultura popolare. SPENCER è la storia di una principessa che decide di non diventare regina, scegliendo di costruire da sola la propria identità. La sua storia è appunto il rovesciamento dello schema di una favola. Mi ha sempre colpito la decisione di Diana, proprio perché immagino quanto le sia costata. È questo è il fulcro del film. Volevo esplorare il percorso interiore che, fra dubbi e determinazione, l’ha condotta a scegliere la libertà per se stessa e per i suoi figli. La sua decisione ha caratterizzato anche ciò che ci ha lasciato: un patrimonio di onestà e umanità senza eguali.

Quando ho girato Jackie, nel 2016, ho sviluppato un forte interesse nei confronti di quelle personalità femminili che hanno cambiato il volto del 20° secolo. Sia Diana che Jackie hanno costruito la propria identità individualmente e non necessariamente in funzione degli uomini a cui sono state legate. Entrambe hanno compreso come utilizzare i media del loro tempo, per riuscire a trasmettere una certa immagine di sé al mondo esterno, sebbene lo abbiano fatto ognuna a modo suo.

Lasciare Carlo e la vita di corte, è una decisione intima a cui Diana giunge quando si rende conto che la propria identità è più importante di quella della famiglia reale e della sua stessa nazione. Ma non c’è inadeguatezza in questo: lo fa solo per necessità. Vive in un ambiente che la schiaccia, che la sminuisce, quindi si sente chiamata a difendere se stessa e i suoi figli. Può sembrare che l’esperienza di Diana a Sandrigham, offra solo uno scorcio della sua esistenza. In realtà non è così: lì c’è tutta la sua vita, riflessa in una manciata di giorni.

Su Diana è stato detto di tutto, nei giornali, nei libri, nelle riviste. Un’infinità di storie, alcune vere, altre no. Abbiamo svolto una ricerca molto approfondita sulla sua vita, sulle tradizioni natalizie della famiglia reale e sulle storie dei fantasmi di Sandringham House. Eppure i membri della Famiglia Reale sono estremamente discreti. Non appena concludono le apparizioni pubbliche, le porte del palazzo si richiudono e non si sa più nulla di loro. Questo ha alimentato la nostra fantasia e ci siamo messi al lavoro. Non aspiravamo a realizzare un docudrama, bensì a creare una storia basata sia su elementi reali che sull’immaginazione, per raccontare la vita di una donna con gli strumenti che abbiamo a disposizione. Il fascino del cinema è proprio questo: c’è sempre spazio per la fantasia.

Ovviamente, in un film incentrato sui personaggi come questo, gli attori sono di fondamentale importanza. Un buon rapporto fra la protagonista, la macchina da presa e il regista, è la chiave per costruire un personaggio che tutti pensano di conoscere già.

Kristen Stewart è una delle attrici migliori del panorama odierno. Ha ottenuto tanto successo perché possiede una qualità fondamentale per il cinema, e cioé il mistero. Kristen può essere misteriosa, fragile e allo stesso tempo forte, ed è proprio questo di cui abbiamo bisogno. L’insieme di questi elementi mi ha ispirato. Il modo in cui si è relazionata al copione e al personaggio è molto bello. Ha dato vita a una performance stupenda e intrigante. Quando un filmmaker trova un’attrice in grado di trasmettere la drammaticità della storia solo attraverso il suo sguardo, allora senza dubbio ha trovato la protagonista della vicenda che intende raccontare. Kristen è una vera forza della natura.

Per il personaggio di Diana, non volevamo semplicemente trovare qualcuno che le somigliasse; il nostro lavoro è stato utilizzare gli strumenti del cinema, quali il tempo, lo spazio e il silenzio, per creare il mondo interiore di una persona connotata da mistero e fragilità. Entrambi questi suoi lati emergono chiaramente nelle scene caratterizzate dagli elementi soprannaturali. Non volevo scivolare nel paranormale o nell’assurdo, bensì esplorare la sua vita interiore. Ciò che Diana vede è il riflesso dei suoi ricordi, delle sue paure, delle sue illusioni. Questi elementi raccontano ciò che accade dentro di sé e mostrano la sua grande e splendida vulnerabilità.

  • Pablo Larraín


IL CAST

Kristen Stewart | ‘Principessa Diana’

Kristen Stewart è una delle giovani attrici più talentuose e richieste di Hollywood. Nel 2015 è stata la prima attrice americana ad aver ricevuto un César Award come attrice non protagonista per il suo ruolo nel film di Olivier Assayas Clouds of Sils Maria (Sils Maria), in cui ha recitato al fianco di Juliette Binoche. Il film le è valso diversi altri premi da parte di NYFCC, BSFC, BOFCA e NSFC. Nel gennaio 2017 ha presentato al Sundance Film Festival 2017 il suo esordio alla regia, Come Swim.

Prossimamente inizierà a lavorare nella produzione di David Cronenberg Crimes of the Future, al fianco di Viggo Mortensen e Léa Seydoux. L’abbiamo ammirata nei panni di Jean Seberg nel film di Amazon Studios Seberg, e nella commedia romantica di Hulu, Happiest Season (Non ti presento i miei). Altri suoi progetti recenti riguardano Charlie’s Angels di Sony e Underwater di Twentieth Century Fox.

Le plate internazionali sono rimaste conquistate da Kristen nel 2002, quando hanno ammirato la sua avvincente performance al fianco di Jodie Foster in Panic Room. È stata catapultata nel firmamento delle stelle del cinema grazie al ruolo di Bella Swan nella saga di Twilight. La serie ha incassato oltre 3,3 miliardi di dollari in tutto il mondo e comprende cinque lungometraggi. Ha recitato inoltre nel film campione di incassi della Universal Snow White and The Huntsman (Biancaneve e il cacciatore) e nell’adattamento di Walter Salles per il grande schermo del romanzo di Jack Kerouac, On the Road.

La sua carriera è costellata da un vasto assortimento di personaggi apparsi in tanti altri film, fra cui: Adventureland, Into the Wild diretto da Sean Penn, The Runaways, Welcome to the Rileys, The Cake Eaters (The Cake Eaters – Le vie dell’amore), The Yellow Handkerchief, What Just Happened (Disastro a Hollywood), In The Land of Women (Il bacio che aspettavo), The Messengers, Zathura (Zathura – Un’avventura spaziale), Speak (Le parole non dette), Fierce People (Gioventù violata), Catch That Kid (Tre ragazzi e un bottino), Undertow, Cold Creek Manor (Oscure presenze a Cold Creek), The Safety of Objects (La sicurezza degli oggetti), Camp X-Ray, Still Alice, Anesthesia, American Ultra, Equals, il drammatico film di guerra di Ang Lee, Billy Lynn’s Long Halftime (Billy Lynn: Un giorno da eroe) Walk e Lizzie. Fra i suoi crediti più recenti: Personal Shopper di Olivier Assayas, Café Society di Woody Allen, Certain Women di Kelly Reichardt e JT Leroy (Jeremiah Terminator Leroy).

Timothy Spall | ‘Maggiore Alistair Gregory’

Timothy Spall (titolo onorifico: OBE/Officer of the Most Excellent Order of the British Empire) è uno degli attori inglesi più amati nonché uno dei caratteristi di maggior talento. Ha ricevuto grandi consensi per il suo ruolo di J.M.W Turner nel film Mr Turner (Turner, 2014) di Mike Leigh, che gli è valso sette riconoscimenti internazionali, compreso il premio come Migliore Attore al Festival di Cannes. Ha studiato al National Youth Theatre e alla RADA, iniziando a recitare a teatro, presso il Birmingham Repertory Theatre e con la Royal Shakespeare Company. Di recente è tornato a calcare le scene nell’elogiata produzione di The Caretaker all’Old Vic Theatre.

 

Timothy è noto soprattutto per aver interpretato il personaggio di Peter Pettigrew nella serie cinematografica di Harry Potter, e il suo vasto curriculum comprende: The King's Speech (Il discorso del re), The Damned United (Il maledetto United), Sweeney Todd: The Demon Barber of Fleet Street (Sweeney Todd – Il diabolico barbiere di Fleet Street), Pierrepoint, All Or Nothing (Tutto o niente), Lucky Break, Topsy Turvy (Topsy-Turvy – Sottosopra), Secrets and Lies (Segreti e budie). Fra i suoi crediti televisivi spiccano: Hatton Garden per ITV, Summer of Rockets, Fungus the Bogeyman, The Enfield Haunting, Blandings, The Syndicate, The Fattest Man In Britain, Oliver Twist, The Street, Bodily Harm, Auf Wiedersehen Pet, Perfect Strangers, Shooting the Past, Our Mutual Friend e il documentario Timothy Spall: Somewhere at Sea.

I suoi lavori più recenti comprendono: Mrs Lowry and Son, The Corrupted, Stanley: A Man of Variety (che Timothy ha collaborato a scrivere), The Party di Sally Potter, Electric Dreams di Phillip K. Dick per Channel 4, Denial con Rachel Weisz e Tom Wilkinson, The Changeover, The Journey e Finding Your Feet con Imelda Staunton e Celia Imrie. 

Prossimamente lo vedremo in The Last Bus e It Snows In Benidorm.    

Jack Farthing | ‘Principe Carlo’

Jack Farthing è noto soprattutto per il ruolo di George Warleggan nella serie TV della BBC Poldark. Presto apparirà nel film di esordio alla regia di Maggie Gyllenhaal, The Lost Daughter, basato sul romanzo di Elena Ferrante e interpretato da Olivia Colman, Dakota Johnson, Jessie Buckley, Peter Sarsgaard e Paul Mescal.

Altri suoi importanti crediti cinematografici comprendono: Love, Wedding, Repeat (Un amore e mille matrimoni) diretto da Dean Craig, Official Secrets (Official secrets: Segreto di Stato) con Keira Knightly per la regia di Gavin Hood, Burn Burn Burn diretto da Chanya Button e Riot Club (Posh) di Lone Scherfig.

 

Per la televisione Jack ha interpretato John Lennon nel drammatico Cilla, Blandings (BBC) e ha lavorato in Da Vinci’s Demons (BBC), Shakespeare Uncovered: Hamlet (BBC) nel ruolo protagonista, Silk (BBC), Dancing On The Edge (BBC) diretto da Stephen Polliakoff, e Pram Face (BBC).

 

I suoi crediti teatrali comprendono Wild (diretto da James Macdonald) per Hampstead Theatre, Mary Boome (diretto da Auriol Smith) per Orange Tree Theatre, Charley’s Aunt (diretto da Braham Murray) e Comedy of Errors (diretto da Roxana Silbert) per il Royal Exchange. Al Shakespeare Globe, Jack ha recitato in Love Labours Lost e Romeo And Juliet, entrambi diretti da Dominic Dromgoole.

 

Sean Harris | ‘Darren’

Sean Harris, vincitore di un BAFTA award, apparirà presto nell’atteso film di David Lowery The Green Knight e in The Unknown Man di See Saw, al fianco di Joel Edgerton. Di recente è apparso in The King di David Michod, con Timothee Chalamet. È stato apprezzato per il suo ritratto del malvagio Solomon Lane nella saga di grande successo internazionale Mission: Impossible. Ha ricevuto tre nomination consecutive ai BIFA Awards per le sue performance in ’71 di Yann Demange, Macbeth di Justin Kurzel e Trespass Against Us (Codice criminale) di Adam Smith. Altri suoi importanti crediti comprendono Prometheus di Ridley Scott; 24 Hour Party People di Michael Winterbottom, Red Riding di Channel 4, e Southcliffe di Sean Durkin per cui ha vinto il BAFTA come Migliore Attore.

 

Sally Hawkins | ‘Maggie’

Sally è una delle attrici inglesi contemporanee di maggior talento, il cui lavoro è stato spesso premiato con Oscar, BAFTA e Golden Globe.

 

Deve la sua notorietà soprattutto al ruolo di Mrs Brown nei film Paddington di Paul King, accanto a Hugh Bonneville, Julie Walters, Nicole Kidman e Hugh Grant.

Il suo lavoro più recente, Eternal Beauty (Bellezza infinita), scritto e diretto da Craig Roberts e interpretato da David Thewlis e Penelope Wilton, è stato presentato nel 2019 al BFI London Film Festival ed è uscito nelle sale nel 2020, con grandi consensi di pubblico e critica.

Recetemente ha lavorato con Stephen Frears in The Lost King in cui recita il ruolo di Philippa Langley, la scrittrice inglese nota per aver scoperto i resti di Riccardo III a Leicester.

Ha lavorato di nuovo con Craig Roberts nel suo film più recente, The Fantastic Flitcrofts (The Phantom of the Open), di cui è stata protagonista al fianco di Mark Rylance.

Presto la vedremo in A Boy Called Christmas (Un bambino chiamato Natale) per la regia di Gil Kenan, al fianco di Maggie Smith, Jim Broadbent, Kristen Wig, Toby Jones e Michiel Huisman. 

Nel 2017 ha recitato nel film di Guillermo del Toro The Shape Of Water (La forma dell’acqua), con Michael Shannon, Octavia Spencer e Richard Jenkins. Ha ricevuto nomination come Migliore Attrice agli Academy Award, ai BAFTA e ai Golden Globe.

Nel 2017 è apparsa insieme a Ethan Hawke in Maudie di Aisling Walsh, il film che racconta la storia dell’artista folk disabile, originario della Nuova Scozia. Ha fatto parte del cast della seconda stagione dell’apprezzata miniserie d’ispirazione shakespeariana The Hollow Crown, interpretando il ruolo di Eleanor, la Duchessa di Gloucester, al fianco di Benedict Cumberbatch e Judi Dench. 

Nel 2013 ha recitato con Cate Blanchett in Blue Jasmine di Woody Allen, ottenendo nomination come Migliore Attrice Non Protagonosta agli Academy Award, BAFTA e Golden Globe. In seguito ha vinto un Empire Award per la sua apprezzata performance, nonché un Golden Globe per il suo ritratto dell’allegra Poppy in Happy Go Lucky (La felicità porta fortuna) di Mike Leigh.

Altri suoi crediti cinematografici comprendono X+Y (Morgan Matthews, 2014), Made In Dagenham (We Want Sex, Nigel Cole, 2010), Never Let Me Go (Non lasciarmi, Mark Romanek, 2010), Submarine (Richard Ayoade. 2010), An Education (Lone Scherfig, 2009), Great Expectations (Grandi speranze, Mike Newell, 2012), Cassandra’s Dread (Sogni e delitti, Woody Allen, 2007), e Layer Cake (The Pusher, Matthew Vaughan, 2004), All Or Nothing (Tutto o niente) e Vera Drake (Il segreto di Vera Drake, Mike Leigh, 2002/2004). Fra le sue più importanti apparizioni televisive ricordiamo: Persuasion (ITV) di Adrian Shergold, Shiny Shiny Bright New Hole In My Heart (BBC), Fingersmith (BBC) e Tipping The Velvet (BBC)di Marc Munden.

A teatro, Sally ha incarnato la protagonista di Constellations di Nick Payne, in scena al Royal Court Theatre e alla West End. Ha inotre recitato in: Romeo and Juliet alla West End; Much Ado About Nothing e A Midsummer Night’s Dream all’Open Air Theatre di Regent's Park; The Wintering e Country Music al Royal Court Theatre; House Of Bernada Alba al National Theatre; e Mrs Warren’s Profession a Broadway.


 

 

I REALIZZATORI


Pablo Larraín | Regista

Insieme a suo fratello Juan de Dios, Pablo Larraín ha fondato Fábula, una società che si occupa di cinema, televisione, pubblicità e servizi di produzione e che ha all’attivo oltre 40 film, 15 programmi di intrattenimento televisivo e 500 spot pubblicitari.

 

Nel 2006 Pablo ha diretto il suo primo lungometraggio, Fuga, a cui è seguito Tony Manero, del 2007, presentato alla Quinzaine des Réalisateurs del Festival di Cannes 2008.

Il suo terzo film a soggetto, Post Mortem, è stato presentato in concorso al Festival di Venezia del 2010. Nel 2012 il suo quarto film, intitolato No (No – I giorni dell’arcobaleno), si è aggiudicato il primo premio della Quinzaine des Réalisateurs a Cannes, ed è stato nominato agli Oscar come Miglior Film in Lingua Straniera.

Nel 2014, Larraín ha diretto la sua prima opera per il Teatro Municipal di Santiago, Katya Kabanova di Leos Janacek. Ha esordito nella regia di un lavoro teatrale con Acceso, al Teatro La Memoria.

The Club (Il Club) è il suo quinto lungometraggio ed è stato presentato in concorso al Festival di Berlino 2015 dove ha vinto l’Orso d’Argento/Gran Premio della Giuria ed è stato nominato ai Golden Globe come Miglior Film in Lingua Straniera.

Nel 2016 ha presentato Neruda, con Gael García Bernal, al Festival di Cannes; il film è stato nominato ai Golden Globe come Miglior Film in Lingua Straniera.

Quello stesso anno ha presentato Jackie con Natalie Portman, al Festival di Venezia, aggiudicandosi il Leone d’Oro per la Migliore Sceneggiatura. Jackie è stato nominato a tre Academy Award: come Miglior Film, Migliore Musica e Migliori Costumi.

Nel 2017 ha prodotto il film di Sebastián Lelio A Fantastic Woman (Una donna fantastica), vincitore dell’Oscar 2018 per il Miglior Film in Lingua Straniera. Quello stesso anno ha prodotto Gloria Bell di Lelio Sebastián, interpretato da Julianne Moore e John Turturro.

Nel 2019 ha presentato Ema al Festival di Venezia; il film è interpretato da Mariana DiGirolamo, Gael García Bernal e Santiago Cabrera.

Pablo Larraín è il produttore esecutivo della serie TV La Jauría, diretta da Lucía Puenzo e prodotta insieme a Fremantle, e di El Presidente, diretto da Armando Bó e prodotto in collaborazione con Gaumont Distribution e Kapow, per Amazon Prime.

Nel 2019/2020, Larraín ha diretto Lisey’s Story (La storia di Lisey), una serie in otto puntate scritta da Stephen King, interpretata da Julianne Moore, Clive Owen e Jenifer Jason Leigh, prodotta dalla Bad Robot di JJ Abrams, e attualmente trasmessa in streaming su Apple +.

Juan de Dios Larraín | Produttore

Dopo aver studiato legge, Juan de Dios Larraín ha fondato, insieme a suo fratello Pablo, Fábula, una società che si occupa di cinema, televisione, pubblicità e servizi di produzione.

 

Nel corso della sua lunga carriera di produttore, Juan de Dios è stato responsabile di 26 film a soggetto fra cui No – I giorni dell’arcobaleno, vincitore come Miglior Film alla Quinzaine des Réalisaterus a Cannes 2012, e nominato agli Oscar come Miglior Film in Lingua Straniera; The Club (Il Club), presentato in concorso al Festival di Berlino 2015 dove ha vinto l’Orso d’Argento/ Premio Speciale della Giuria e A Fantastic Woman (Una donna fantastica), premio Oscar come Miglior Film in Lingua Straniera 2018.

Nel 2018, Fábula ha inaugurato un ufficio a Los Angeles e ha prodotto il film Gloria Bell, con Julianne Moore e John Turturro, presentato al Festival di Toronto.

Ema, diretto da Pablo Larraín e interpretato da Mariana Di Girolamo e Gael García Bernal, è la sua produzione più recente; il film è stato selezionato in concorso al Festival di Venezia 2019, dove ha vinto l’ ARCA Award.

Nobody Knows I'm Here (Nessuno sa che io sono qui) è stato presentato nel 2020 nella versione online del Tribeca Film Festival, aggiudicandosi il premio per il Miglior Regista Esordiente. Il film ha segnato la sua prima collaborazione con Netflix, che è proseguita con Homemade, un’antologia di cortometraggi realizzati durante la pandemia da vari filmmaker, fra cui Pablo Larraín, Sebastián Lelio, Ladj Ly, Paolo Sorrentino, Rachel Morrison, Ana Lily Amirpour e Kristen Stewart.

In televisione, Juan de Dios ha prodotto Prófugos, la prima serie HBO girata in Cile nel 2010, la cui seconda stagione è stata presentata nel 2013. Più recentemente ha prodotto le serie La Jauría, diretta da Lucía Puenzo, in associazione con Fremantle, e El Presidente, diretta da Armando Bó e prodotta in associazione con Gaumont Distribution e Kapow; entrambe sono distribuite su Amazon Prime nel 2020.

Di recente, Juan de Dios ha prodotto un film a soggetto e una serie TV attraverso il nuovo ufficio di Fábula a Città del Messico.

Jonas Dornbach | Produttore

Jonas Dornbach è cresciuto a Perugia, in Italia. Dal 2002 al 2009 è stato amministratore delegato della propria società, la Kinoherz. Ha completato gli studi presso l’Accademia di Cinema e Televisione di Berlino (DFFB) con il lungometraggio Auf Nummer Sicher? diretto da David Dietl nel 2006. Il film ha ricevuto il premio Studio Hamburg 2008 come Miglior Film. Nel 2007 ha ottenuto l’attestato EAVE degli imprenditori europei dell’audivisivo, e ha lavorato come manager di produzione in Everyone Else di Maren Ade.


Dal 2010 è produttore della Komplizen Film di cui, dal 2014, è diventato socio e amministratore delegato. Fra i numerosi altri film da lui curati, Jonas ha prodotto
Tabu di Miguel Gomes, una coproduzione che ha vinto il Premio Alfred Bauer e il Premio FIPRESCI al Berlinale 2012; Hedi Schneider is Stuck di Sonja Heiss, presentato nel 2013 al Berlinale Forum; Toni Erdmann di Maren Ade, in concorso a Cannes nel 2016, vincitore di premi tedeschi ed europei e nominato ai Golden Globe, César, BAFTA e agli Oscar come Miglior Film in Lingua Straniera. Jonas ha inoltre prodotto Western di Valeska Grisebach, presentato nella sezione Un Certain Régard a Cannes 2017 e A Fantastic Woman (Una donna fantastica) di Sebastián Lelio, una coproduzione che ha vinto l’Oscar come Miglior Film Straniero nel 2018.


Jonas Dornbach è membro dei circuiti ACE e EAVE nonché delle Accademie del cinema tedesco, inglese ed europeo.

 

Paul Webster | Produttore

Paul Webster ha iniziato la sua carriera letteralmente dal “basso”, lavorando come fattorino nell’ufficio seminterrato della Gate Cinema a Londra. Dopo dieci anni trascorsi nel settore della distribuzione e della proiezione dei film, è passato a occuparsi di produzione, a metà degli anni ’80. Il suo primo lungometraggio, Dream Demon (La casa al n. 13 in Horror Street) per Palace Pictures ha dato il via a una collaborazione quinquennale con la Working Title Films, per cui ha prodotto cinque film a soggetto, inaugurando e dirigendo la nuova sede della società a Los Angeles.

 

In seguito si è messo in proprio, occupandosi della produzione di quattro film americani fra cui l’apprezzato Little Odessa, The Pallbearer e The Yards. Fra il 1995-97 è stato il capo della produzione della Miramax Films, per cui ha supervisionato, fra l’altro, i film premi Oscar The English Patient (Il paziente inglese, Good Will Hunting (Will Hunting – Genio ribelle) e Shakespeare in Love.

 

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Autore

Redazione

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