Viviroma.it spettacoli a Roma - LA VOLTA BUONA

Mercoledì, 01 Luglio 2020
 

Con La volta buonaVincenzo Marra, ci regala una storia di sentimenti, di racconto del degrado sociale nonché umano, sia in Italia che in Uruguay. Come molti altri è nella sezione “Alice nella città’” e come sappiamo tutti i protagonisti sono giovani o bambini, come quello scelto dal regista per interpretare il protagonista del film: Pablito.

 

La sua faccia ha una tristezza naturale come se fosse un connotato e non può che abbinarsi perfettamente al profilo psicologico che il piccolo ha nel film. Infatti la storia è incentrata sulla vita di Bartolomeo, interpretato egregiamente da Massimo Ghini, un talent scout calcistico e del traffico di giovanissimi giocatori, intercettati, comprati a genitori poveri e poi venduti speculandoci sopra senza nessun rispetto delle loro condizioni umane.

 

Pablo, il talentuoso Ramiro Garcia, rappresenta una possibilità forse l’ultima per Bartolomeo di salvarsi dai cravattari romani che lo perseguitano per i debiti di gioco e ormai sta per essere sommerso dall’incapacità di recuperarli.

 

La sua vita è l’emblema del fallimento: vive in una periferia triste della capitale, ha una figlia che non vuole vederlo e una ex infuriata per l’assenza dell’uomo nel supportare la famiglia. Insomma incarna l’immagine del disadattato sociale, dell’outsider moderno, del balordo ma non un criminale.

 

Improvvisamente riceve una chiamata da un vecchio amico, anche lui finito in pessime condizioni nel tentare di rifarsi una vita in Uruguay che gli prospetta l’acquisto di un fenomeno del calcio locale... 

Si possono immaginare le scene di due bugiardi cronici che cercano di sbarcare il lunario, come Bartolomeo e Bruno - un bravo Max Tortora - si incontrano dopo anni che non lavoravano più assieme e ritentano l’affare. Purtroppo il piccolo fenomeno ha un difetto fisico quindi una volta tornato a Roma Bartolomeo dovrà subire le minacce del giovane e spietato manager calcistico interpretato da un talento ormai noto Francesco Montanari.

 

Accade il miracolo lo vogliono; peccato che però la società acquirente, non desidera includere le cure del bambino nel contratto. 

Per tutti significa la svolta: molti soldi, fine del degrado e una nuova vita... È a questo punto del film che l’anima del regista emerge con forza come in tutti i suoi altri lavori: in un momento di assoluta svolta il protagonista decide di cambiare pagina di una vita che non è ancora perduta e si riprende il bambino salvandolo e con l’intenzione di rimandarlo dalla famiglia. Il riscatto sociale e umano sono le forze centripete del film, rappresentano delle tematiche importanti e delicate, che solo con un certo grado di lirismo si possono inserire in una storia costellata di dolori e povertà. Marra ci riesce con maestria e ci convince che nulla è mai perduto nemmeno per coloro che vivono ai margini, nemmeno per quei personaggi che di sicuro ha visto nei suoi numerosi viaggi in America Latina e che di sicuro gli hanno evocato una miseria parallela seppur non uguale che è quella più vicina a noi...

 

Un film che scuote le coscienze, chissà se i benpensanti italiani avranno tratto insegnamento almeno per una serata su cosa significhi dare una possibilità di riscatto a un essere umano : straniero, italiano, bambino, adulto, “così vicino così lontano”. 

Un plauso particolare oltre che alla direzione degli attori anche alle musiche e alla scelta delle location.

 

 

 


 

 

 

 

(La volta buonaRegia: Vincenzo Marra; sceneggiatura: Vincenzo Marra; fotografia: Gianluca Laudadio; montaggio: Luca Benedetti; musica: Pasquale Catalano; interpreti: Massimo Ghini, Ramiro Garcia, Max Tortora, Francesco Montanari; produzione: Marco Belardi; origine: Italia; durata: 95’

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