Viviroma.it spettacoli a Roma - Abbiamo visto: "LA MIA BANDA SUONA IL POP" di Fausto Brizzi

Martedì, 18 Febbraio 2020

LA MIA BANDA SUONA IL POP

Regista: FAUSTO BRIZZI

Genere: Commedia

Italia, 2020

Durata: 95 min

Data di uscita: 20 febbraio 2020

Distribuzione: Medusa Film

Con: Christian De Sica e Diego Abatantuono

Fausto Brizzi torna sul grande schermo con una nuova commedia. Il cast è come al solito formato da stelle nostrane, partendo da Diego Abatantuono (un incrocio tra Dio e Sandokan) per arrivare fino a Christian De Sica (abbastanza appesantito), Massimo Ghini, Paolo Rossi, Angela Finocchiaro e la sempre statuaria Natasha Stefanenko che nulla avrebbe da invidiare alle più famose Bond Girl. Il film parla della reunion di una pop band anni ’80 chiamata “Popcorn” i cui membri, mettendo da parte vecchi dissapori, per il Dio Denaro accettano di suonare alla festa di compleanno di un importante magnate russo loro storico fan. Si fa un po’ il verso ai più famosi gruppi nostrani (vedi Ricchi e Poveri, Cugini di campagna, Albano e Romina), giocando sul fascino che tutt'oggi riescono a suscitare nell'Europa dell'est, e più precisamente in Russia, e sulla voglia di notorietà che le vecchie glorie del mondo dello spettacolo ancora oggi hanno per paura di finire per sempre nel dimenticatoio.

 

Il film si lascia guardare, strappando anche qualche risata, ma siamo lontani dalla vera comicità o dai film che hanno reso famosi gli interpreti. Gli attori, infatti, ripropongono i vecchi cavalli di battaglia del loro bagaglio artistico senza portare nulla di nuovo, risultando anche piuttosto affaticati nella recitazione. Nel girato più di qualche particolare lascia perplessi come il perché un milionario russo abbia un caveau segreto lasciato completamente vuoto, nascondendo la sua fortuna (un sacchettino di diamanti) nella tomba del nonno. Oppure come alcune scene senza senso che sembrano essere messe lì solo per riempire qualche vuoto. Alla fine nulla di nuovo: una commedia leggera, senza pretese e con qualche piccola mancanza anche se con molte - anzi moltissime - citazioni d’autore rubate a vecchi film.

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