Abbiamo visto Frozen 2 - Il Segreto di Arendelle

Giovedì, 14 Novembre 2019

Un viaggio alla ricerca della propria identità, del senso ultimo della propria vita: cosa spinge una regina come Elsa, che vive con le sue persone care ed un popolo felice, a seguire una voce che la chiama?

L'ultimo film della Walt Disney è anche il più mistico e ricerca la felicità dell'uomo nella pacificazione con gli elementi primari, terra, acqua, aria e fuoco e nelle radici della propria identità. Bellissimo!

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Regia di Jennifer Lee e Chris Buck

Sceneggiatura di Jennifer Lee

Prodotto da Peter Del Vecho

Produttore esecutivo Byron Howard

Musiche di Kristen Anderson-Lopez e Robert Lopez e Christophe Beck

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Voci italiane:

 

Serena Autieri (Elsa)

Serena Rossi (Anna)

Enrico Brignano (Olaf)

Paolo De Santis (Kristoff)

 

Giuliano Sangiorgi interpreta il brano “Nell’Ignoto” 

(“Into the Unknown”) che accompagna i titoli di coda del film.

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Data di uscita: 27 novembre

Distribuzione: The Walt Disney Company Italia

Durata: 103 minuti

Per avventurarsi nell’ignoto, anche per una regina forte come Elsa, c’è bisogno di coraggio, passione, grinta, immaginazione…e un po’ di magia.

Elsa possiede un dono, il potere di creare il ghiaccio e la neve. Ha imparato a controllare la propria magia soltanto recentemente e ha da poco rivelato i propri poteri al suo regno dopo averli nascosti per anni, temendo di essere perseguitata per la sua diversità. “Elsa è un personaggio affascinante con la miracolosa abilità di utilizzare il potere della natura”, afferma il regista Chris Buck. “Il suo legame con la natura c’è sempre stato, ma lei non ne conosce assolutamente il motivo”.

Dunque, pur essendo felicissima di poter finalmente accettare i propri poteri e stare con sua sorella Anna, i loro amici e gli abitanti di Arendelle, Elsa si sente inquieta. La regista Jennifer Lee, che ha firmato anche la sceneggiatura, afferma: “Elsa percepisce un richiamo che nessun altro riesce a sentire. Cerca di bloccarlo, ma il richiamo non si ferma: le mostra frammenti del suo passato e le promette risposte riguardo alla sua identità, quindi Elsa è decisa a trovare quella voce”.

Le risposte promesse dalla voce, però, minacciano il loro regno e tutto ciò che Elsa e Anna abbiano mai desiderato, compreso il legame tra di loro. Dunque, quando Elsa decide di affrontare un pericoloso viaggio attraverso le foreste incantate e i mari oscuri oltre Arendelle, Anna è determinata ad accompagnare la sorella per stare al suo fianco e aiutarla a risolvere il mistero… insieme a Kristoff, Olaf e Sven. In Frozen – Il Regno di Ghiaccio, Elsa temeva che i suoi poteri fossero troppo forti per essere accettati dal mondo. In Frozen 2 – Il Segreto di Arendelle, dovrà sperare che siano abbastanza forti per salvarlo. 

Secondo il produttore Peter Del Vecho, tanto tempo fa questi personaggi divennero più che semplici personaggi agli occhi dei filmmaker. “È come se fossero membri della nostra famiglia”, afferma. “Ci affezioniamo a loro perché rappresentano dei modelli da imitare ma sono anche pieni di difetti, e la loro storia è tutt’altro che terminata. E come succede a molti narratori, ci siamo accorti che non riuscivamo a smettere di pensare a questi personaggi. Volevamo saperne di più e approfondire maggiormente il legame tra le due sorelle”. 

 “Frozen – Il Regno di Ghiaccio terminava con il classico ‘vissero tutti felici e contenti’”, afferma Lee. “Frozen 2 – Il Segreto di Arendelle ha inizio nel momento immediatamente successivo. La vita porta con sé delle difficoltà e delle sorprese. Questo film è incentrato sulla lotta per trovare il proprio posto nel mondo, fare la cosa giusta e compiere tutto ciò che è necessario per diventare adulti. È ancora ricco di divertimento e umorismo, ma è anche una storia molto emozionante incentrata sull’idea di diventare ciò che siamo nati per essere”.

Secondo Buck, in Frozen – Il Regno di Ghiaccio i personaggi avevano appena iniziato a scoprire il mondo. “Stavano ancora cercando di scoprire la loro identità”, afferma. “Ora è come se avessero appena terminato il college e stiano rimettendo in ordine le loro vite. Ma di fronte a loro ci sono molte cose sconosciute. Volevamo scoprire cosa questo avrebbe comportato per ognuno di loro”.

“Il mondo diventa un po’ più difficile per i nostri personaggi, un po’ più tosto”, prosegue Buck. “È un film pieno di cambiamenti e questo tema si riflette all’interno della storia e persino nell’aspetto visivo del film. L’autunno rispecchia la maturità che vediamo nei nostri personaggi, e questo cambio di stagione porta con sé una nuova tavolozza cromatica ricca di colori autunnali molto intensi che non avevamo mai esplorato prima d’ora. Se osservate un singolo fotogramma di Frozen – Il Regno di Ghiaccio, capirete di quale film si tratta semplicemente guardando i colori. Con Frozen 2 – Il Segreto di Arendelle accadrà la stessa cosa”.

Frozen – Il Regno di Ghiaccio arrivò al cinema nel 2013, presentando al mondo una formidabile coppia di sorelle, un affascinante ragazzo di montagna e un indimenticabile pupazzo di neve che ama i caldi abbracci. Divenne il film d’animazione con il più alto incasso globale di tutti i tempi. Vinse un premio Oscar® come Miglior film d’animazione dell’anno. L’iconico brano principale del film, “Let It Go”/“All’Alba Sorgerò”, con le musiche e i testi di Kristen Anderson-Lopez e Robert Lopez, ottenne un premio Oscar® come Miglior canzone originale. 

In Frozen 2 – Il Segreto di Arendelle i Lopez hanno scritto sette nuove canzoni originali che catturano le emozioni, il divertimento e gli intrighi del film. I compositori hanno dichiarato che per gran parte delle musiche del primo film avevano tratto ispirazione dalle loro figlie, e sembra che sia stato lo stesso anche per il secondo capitolo. “Anna ed Elsa stanno crescendo”, afferma Anderson-Lopez. “Anche le nostre figlie stanno crescendo e hanno all’incirca la stessa età della figlia di Jennifer Lee. Hanno ispirato gran parte delle nostre scelte perFrozen – Il Regno di Ghiaccio e con Frozen 2 – Il Segreto di Arendelle è accaduta la stessa cosa. Man mano che diventano più indipendenti, le nostre figlie devono prendere la propria strada e affrontare i momenti di crisi senza la nostra protezione. Per noi, questo ha dato inizio a una nuova fase come genitori che è entrata a far parte dei film”.

Lopez aggiunge: “Ai miei occhi, tutte le nostre canzoni affrontano il tema della crescita. Volevamo mostrare fin da subito il tono epico che Jennifer e Chris avevano creato per questo nuovo film”. 

Proprio come il primo film, ispirato alla fiaba di Hans Christian Andersen “La Regina delle Nevi” (1845), Frozen 2 – Il Segreto di Arendelle abbraccia le caratteristiche delle fiabe, della mitologia e di altre storie che spesso venivano scritte per spiegare qualcosa di inspiegabile. Questa nuovissima storia si svolge tre anni dopo il primo film: Elsa è la regina e Anna è felicissima di averla vicino insieme a Kristoff, Olaf e Sven, tutti coloro che ama. Il legame tra le due sorelle è molto forte e rappresenta il cuore della storia. Ma secondo i filmmaker il film è attraversato da una vena nascosta di angoscia e inquietudine che poi darà vita a una grande avventura, facendo chiarezza su tutto ciò che sappiamo riguardo ai personaggi. “Frozen 2 – Il Segreto di Arendelle è più grande ed epico rispetto al primo film”, afferma Buck. “Ma la cosa più importante è che Frozen – Il Regno di Ghiaccio e Frozen 2 – Il Segreto di Arendelle andranno a formare un’unica storia”.

Nella versione italiana del film Serena Autieri, Serena Rossi, Enrico Brignano e Paolo De Santis tornano a prestare le voci rispettivamente a Elsa, Anna, Olaf e Kristoff. Il film è diretto da Chris Buck (Frozen – Il Regno di GhiaccioTarzanSurf’s Up – I Re delle Onde) e Jennifer Lee (Chief Creative Officer di Walt Disney Animation Studios, sceneggiatrice/regista di Frozen – Il Regno di Ghiaccio, autrice del musical di Broadway Frozen, sceneggiatrice di Nelle Pieghe del Tempo). Lee ha firmato anche la sceneggiatura. Il film è prodotto da Peter Del Vecho (Frozen – Il Regno di GhiaccioLa Principessa e il Ranocchio), mentre Byron Howard (Zootropolis) è il produttore esecutivo. Kristen Anderson-Lopez (il film Frozen – Il Regno di Ghiaccio e l’omonimo musical di Broadway, lo spettacolo Off-Broadway In Transit) e Robert Lopez (il film Frozen – Il Regno di Ghiaccio e l’omonimo musical di Broadway, lo spettacolo di Broadway The Book of Mormon) hanno scritto sette nuove canzoni originali per il film, mentre Christophe Beck, che aveva scritto la colonna sonora diFrozen – Il Regno di Ghiaccio, ha firmato la colonna sonora orchestrale. Un’avventura ricca di azione, emozioni e umorismo, il film targato Walt Disney Animation Studios Frozen 2 – Il Segreto di Arendelle arriverà nelle sale italiane il 27 novembre 2019.

MITOLOGIA E FIABE

La storia si evolve mentre i filmmaker sviluppano rapporti più profondi con i personaggi

Per rispondere a tutte le domande rimaste in sospeso dopo la conclusione di Frozen – Il Regno di Ghiaccio, i filmmaker hanno deciso di approfondire la loro conoscenza dei personaggi principali e si sono immersi nei meccanismi interni delle fiabe e della mitologia. “Ci siamo resi conto che nel primo film, inconsapevolmente, avevamo raccontato sia un mito sia una fiaba”, afferma il produttore Peter Del Vecho. “Elsa era indubbiamente un personaggio epico e, generalmente, i personaggi epici reggono il peso del mondo sulle proprie spalle e sono in grado di compiere azioni di cui gli uomini comuni non sono capaci. Spesso hanno anche un destino tragico e senza l’aiuto di Anna, sarebbe stato lo stesso anche per Elsa nel primo film”.

La regista Jennifer Lee afferma che Anna, invece, è il tipico personaggio fiabesco. “È l’ottimista della storia”, afferma Lee. “I personaggi delle fiabe sono semplicemente umani. Non sono magici ma spesso sono costretti ad affrontare i pericoli del mondo magico. Si avventurano nella tana del lupo, sopportando avversità e sconfitte con grande difficoltà, per poi emergerne trionfanti”.

Quando è arrivato il momento di progettare i personaggi di Frozen 2 – Il Segreto di Arendelle, i filmmaker sono ovviamente partiti dall’aspetto che essi avevano nel primo film. “Volevamo mantenerci fedeli al linguaggio visivo e al design del primo film”, afferma l’art director dei personaggi Bill Schwab. “Deve essere chiaro che ci troviamo ancora nello stesso mondo, ma allo stesso tempo volevamo rivisitarlo leggermente, creando nuovi costumi e nuovi personaggi che supportassero la storia”.

“Il film si svolge tre anni dopo Frozen – Il Regno di Ghiaccio, dunque abbiamo leggermente ‘invecchiato’ i personaggi”, prosegue Schwab. “È quasi impercettibile, ma i personaggi sono sicuramente più maturi. Sono cresciuti e hanno vissuto tante esperienze. Abbiamo deciso di mostrare questa idea tramite i loro costumi e persino attraverso le loro acconciature”.

Le tecnologie che avevano aiutato a creare i personaggi di Frozen – Il Regno di Ghiaccio sono state completamente rivoluzionate rispetto al 2013, dunque gli artisti e i tecnici responsabili della creazione di Anna ed Elsa hanno dovuto sostanzialmente ricominciare da zero. “Dovevamo rispettare la visione originale, ma dal punto di vista tecnico siamo riusciti a fare un lavoro migliore”, afferma il character look development supervisor Alexander Alvarado. 

 

I PERSONAGGI DI FROZEN 2 – IL SEGRETO DI ARENDELLE

ELSA è l’archetipo del personaggio mitologico: è magica e straordinaria e si impegna per essere una brava regina per il suo popolo, che l’ha finalmente accettata. Ma nel profondo non può fare a meno di chiedersi da dove provengano i suoi poteri. Il mistero la conduce in un viaggio per scoprire una verità sul passato che era rimasta sepolta. Elsa si avventura nel profondo di una terra inesplorata e misteriosa, dove i suoi poteri verranno messi alla prova oltre i loro limiti. Nel corso del viaggio scoprirà la vita a cui era destinata ma così facendo rischierà di perdere tutto, compresa se stessa. “Elsa è sempre stata un personaggio affascinante, ma stavolta abbiamo l’opportunità di esplorare il suo legame con la natura”, afferma il regista Chris Buck. “con cui non ha soltanto una connessione, ma è in grado di utilizzare le forze della natura grazie ai suoi poteri di ghiaccio. Ma, come scopriremo, non è finita qui: Elsa dovrà affrontare gli spiriti della natura, ossia vento, fuoco, terra e acqua”.

Anche se Elsa aveva imparato a controllare la propria magia in Frozen – Il Regno di Ghiaccio, i suoi poteri maturano insieme a lei. “La sua magia è ancora legata alle sue emozioni”, afferma l’head of effects animation Dale Mayeda. “Gran parte della sua magia apparirà familiare, soprattutto quando è felice. È molto lirica, piena di curve a S e ricca di turbini inconfondibili”.

Ma tutto comincia a cambiare quando Elsa percepisce il richiamo di una voce che proviene da lontano. Cerca di ignorarlo, ma questo richiamo è troppo forte e diventa irresistibile nel corso della canzone originale “Nell’Ignoto” (“Into the Unknown”). “Quando inizia a sentire questo richiamo, Elsa vuole evitarlo”, afferma la regista Jennifer Lee. “Ma il richiamo non si ferma e le mostra frammenti del suo passato, facendole vedere ciò che la sua magia potrebbe essere in grado di fare”.

“Questa voce la perseguita e all’inizio la fa arrabbiare”, afferma Idina Menzel, che torna a prestare la voce a Elsa nella versione originale. “Deve scoprire la sua vera identità e capire da dove provengano i suoi poteri. Nel profondo, sa che per ottenere le risposte che cerca dovrà avventurarsi nell’ignoto e seguire questa voce misteriosa”.

Man mano che la canzone prosegue, Elsa inizia a vedere delle immagini che le anticipano ciò che la aspetta, raffigurate attraverso la sua magia. “All’inizio queste visioni ghiacciate sono molto delicate”, afferma Mayeda. “Sono fatte di particelle. La magia di Elsa sembra controllata da queste visioni. Non è necessariamente lei a controllarla. Man mano che cresce, questa magia diventa sempre più elaborata e tangibile. Più avanti, la sua magia le mostra altre visioni con personaggi diversi che continuano a evolversi durante il suo viaggio. La sua magia evolve insieme a lei, ma Elsa si accorge che la natura la sta mettendo alla prova”.

“I personaggi mitici sono magici”, afferma Lee. “Ma non parlano di aspirazioni. Sono incentrati sulle risposte e le verità difficili che dobbiamo affrontare. Spesso hanno anche un aspetto tragico e in questo modo ci insegnano qualcosa su noi stessi”.

Menzel afferma: “Amo quello che Elsa rappresenta. A mio parere, è sempre positivo vedere la personificazione di una donna che abbraccia la propria forza e il proprio potere. Ha smesso di chiedere scusa per i suoi poteri. Ora li controlla ed è orgogliosa di averli”.

“Il suo potere e il legame con la natura emergono nel corso del tempo”, aggiunge Buck. “Elsa accetta la teoria di Olaf, ossia che l’acqua possiede una memoria, ad esempio. Elsa è in grado di estrarre l’acqua da alcuni oggetti per rivelare determinate memorie, una cosa che non era mai stata in grado di fare prima d’ora”.

Questo legame con la natura si riflette nel suo abbigliamento. Secondo la visual development artist Brittney Lee, il guardaroba di Elsa non si limita a tessuti esistenti nel mondo reale. “È in grado di creare tessuti di ghiaccio grazie alla sua magia”, afferma Lee. “Abbiamo deciso di non limitarci ai materiali che erano disponibili in Norvegia a quell’epoca. Possiede dei tessuti più leggeri che hanno un aspetto molto etereo”. 

Lo scenografo Michael Giaimo afferma: “La maturità è la parola chiave. E questa volta i personaggi stanno per affrontare un viaggio. Dovevamo capire cosa far indossare a Elsa nella foresta incantata. Né lei né Anna potevano indossare una gonna lunga fino a terra. Dovevano essere pratiche, quindi indossano entrambe dei pantaloni simili a quelli da equitazione”. 

Brittney Lee aggiunge che, anche in questo caso, la tavolozza cromatica degli abiti di Elsa si limitava a colori freddi. “Se avessimo scelto dei colori troppo caldi, il risultato sarebbe apparso immediatamente sbagliato”. 

 

ANNA è il personaggio fiabesco ideale: è imperturbabile e perennemente ottimista. Per essere felice le basta avere accanto la propria famiglia, vedere Arendelle al sicuro e sapere che non rimarrà più sola. Il suo spirito positivo si riflette in una canzone che Anna inizia a cantare per tranquillizzare Olaf, incerto nei confronti del mondo che lo circonda e in continua evoluzione. Il brano, intitolato “Qualche Cosa Non Cambia Mai” (“Some Things Never Change”) ed eseguito da Anna, Kristoff, Elsa e Olaf, introduce l’idea del cambiamento che, nonostante il titolo, è all’orizzonte.

Dunque proprio quando la vita inizia a sembrare beatamente immutabile per Anna, Arendelle viene minacciata ed Elsa è chiamata a risolvere un pericoloso mistero: c’è una verità sepolta a proposito del passato della loro famiglia? “Anna non aveva nulla da perdere nel primo film”, afferma il regista Chris Buck. “Ma ora ha tutto da perdere, perché ha ottenuto tutto ciò che aveva sempre desiderato. Mentre Elsa si trova a desiderare ardentemente delle risposte, Anna sta cercando di tenere tutto e tutti accanto a sé. Si chiede come mai non possano semplicemente essere tutti felici e vivere insieme nel castello per il resto delle loro vite. Ma questa non è la vita reale, giusto?”.

Anna ha un cuore davvero grande ed è devota a sua sorella. Quindi, quando Elsa dichiara di doversi avventurare nell’ignoto, Anna è determinata ad accompagnarla in ogni passo del cammino. Mentre viaggia con Elsa, Kristoff, Olaf e Sven nelle foreste incantate oltre Arendelle, Anna inizia a chiedersi se potranno mai tornare alla felicità del passato. “Anna si accorge che questa voce sta allontanando sua sorella da lei e questo la terrorizza”, afferma l’head of story Normand Lemay. “È un sentimento nuovo per un’eterna ottimista come Anna. Per questo cerca di tenere Elsa stretta a sé… forse anche troppo”. 

Inevitabilmente, gli sforzi di Anna in Frozen 2 – Il Segreto di Arendelle la portano a vivere un momento particolarmente difficile nel corso del suo viaggio, come viene raccontato nel brano “Fai ciò che è giusto” (“Do the Next Right Thing”). “È un vero e proprio mantra che mi trovo a ripetere nella mia vita quando sono ansiosa o depressa: l’unica soluzione è pensare alla prossima cosa giusta da fare”, afferma Kristen Bell che presta la voce al personaggio nella versione originale. “È un piccolo passo verso un miglioramento per chiunque abbia vissuto delle difficoltà o sperimentato un fallimento”.

Lemay aggiunge: “Soltanto dopo aver toccato il fondo, Anna si rende conto di cosa è capace di fare”.

L’aspetto di Anna è più maturo, ma si mantiene comunque fedele al linguaggio del primo film. La visual development artist Griselda Sastrawinata-Lemay afferma: “Le caratteristiche di Anna sono completamente legate ad Arendelle. Con il primo abito, era molto importante mostrare le caratteristiche tipiche dei vestiti di Anna. L’abito ha un colore delicato che evidenzia la leggerezza della sua personalità: all’inizio del film Anna è davvero felice. Per il suo completo da viaggio abbiamo scelto invece dei colori molto più scuri – rosso mirtillo, fucsia, oro e nero – che lasciano presagire l’oscurità che Anna incontrerà nel corso del suo viaggio”.

L’head of characters and technical animation Gregory Smith aggiunge: “All’inizio del film Anna ha due trecce piuttosto giocose – come nel primo film – ma per la maggior parte della storia porta delle acconciature molto più mature”.

Secondo il technical animation supervisor Christopher Evart, la creazione dei capelli di Anna è stata agevolata da alcune tecniche apprese durante la realizzazione di Oceania. “In quel film, i capelli di Vaiana erano arrotolati in ciuffi molto stretti”, afferma Evart. “Ma i capelli di Anna hanno delle acconciature molto più complesse, dunque dovevamo realizzare dei ciuffi più precisi. È stata una sfida sicuramente diversa”. 

Frozen 2 – Il Segreto di Arendelle è il primo lungometraggio a utilizzare un nuovo software brevettato dallo studio, un simulatore di capelli chiamato Beast. “È molto più rapido rispetto al software che avevamo utilizzato in Oceania”, afferma Evart. “Questo significa che siamo in grado di simulare un numero molto più elevato di capelli all’interno della stessa inquadratura nello stesso momento”.

 

Anche se per ora lo ha confessato soltanto a Sven, KRISTOFF è pronto a fare il prossimo passo con Anna chiedendole di sposarlo. “Anna e Kristoff si erano innamorati alla fine del primo film”, afferma Del Vecho. “InFrozen 2 – Il Segreto di Arendelle, vedremo l’evoluzione del loro rapporto”.

Secondo Del Vecho, spesso i piani di Kristoff per chiedere ad Anna di sposarlo vanno a monte perché Anna è distratta da ciò che sta accadendo a Elsa. Anna ama profondamente Kristoff, ma è totalmente ignara dei suoi piani per il futuro. E quando Arendelle si trova in pericolo, Kristoff non esita ad accompagnare le due sorelle in un viaggio verso terre misteriose che neanche lui ha mai visitato, pur essendo un venditore di ghiaccio che ha viaggiato in lungo e in largo.

Il technical animation supervisor Christopher Evart spiega che Kristoff è protagonista di una sequenza che ricorda un videoclip musicale degli anni ‘80 nel corso del brano “Perso quaggiù” (“Lost in the Woods”). “Avevamo a disposizione un comando che ci permetteva di simulare una folata di vento”, afferma. “Abbiamo esaminato tutta la sequenza per decidere in quale momento utilizzare questo comando, che era perfetto per replicare la classica brezza romantica che scompiglia i capelli tipica di quei videoclip”.

Sono passati poco più di tre anni da quando Elsa ha creato Olaf e grazie al suo nuovo permafrost, generato dalla magia di Elsa, ora il pupazzo di neve è in grado di godersi pienamente l’estate. Il legame con la sua famiglia – Anna, Elsa, Kristoff e Sven – è più forte che mai. Dopo aver imparato a leggere è completamente affascinato dai vari fenomeni della vita: chi sapeva che gli uomini hanno sei volte più probabilità di essere colpiti da un fulmine rispetto alle donne? E chi sapeva che l’acqua possiede una memoria? Con la sua nuova sete di conoscenza e il suo desiderio di assaporare la vita in ogni suo dettaglio, Olaf rappresenta una fonte di speranza in tempi oscuri.

Tutti i personaggi sono maturati negli anni trascorsi dall’incoronazione di Elsa, e Olaf non fa eccezione. “Ora ha tre anni e ha imparato a leggere”, afferma il director of story Marc E. Smith. “Quando osserva gli adulti che lo circondano, Olaf pensa che il mondo sia un posto davvero complicato e confuso. Ma è convinto che i suoi amici sappiano sempre tutto e quindi si fida ciecamente di loro”.

“È pieno di domande”, afferma la regista Jennifer Lee. “Olaf riflette sulla vita, la morte e l’esistenza come farebbe qualsiasi bambino, ma in un modo tutto suo”.

Dopo che l’epica avventura ha inizio e i personaggi si ritrovano nella foresta incantata, Olaf affronta una serie di eventi inspiegabili che vengono illustrati nella canzone “Da Grande” (“When I Am Older”). L’head of animation Tony Smeed afferma: “Smarrisce i suoi amici ed entra in contatto con tutti gli spiriti: terra, vento, fuoco e acqua”, afferma. “Non riesce a dare un senso a quello che accade”. Nonostante il mistero e i pericoli che prendono vita davanti ai suoi occhi, l’adorabile pupazzo di neve è convinto che un giorno tutto avrà un senso.

 

La fidata renna SVEN è ancora il migliore amico di Kristoff. Anche se ora il ragazzo ha trovato l’amore della sua vita in Anna, Kristoff continua a fare affidamento su Sven come confidente, specialmente quando i suoi piani per chiedere ad Anna di sposarlo vanno a monte. “Sven è la spalla e l’aiutante di Kristoff”, afferma il produttore Peter Del Vecho. “Ha cercato di spiegare a Kristoff quale sia il modo migliore per fare le cose e spesso lo convince che sta sbagliando tutto”.

Madre di Anna ed Elsa e moglie di Re Agnar, la REGINA IDUNA ama le sue figlie e vuole proteggerle a ogni costo, specialmente dai segreti del proprio passato. Ma quando i poteri e le domande della piccola Elsa aumentano, la regina inizia a credere che forse il suo passato potrebbe fornire delle risposte alla sua famiglia. Purtroppo non è un viaggio che lei può compiere: saranno le sue figlie a doverlo fare quando saranno più grandi e pronte ad affrontare il loro destino. 

Secondo Evan Rachel Wood, in questo nuovo film gli spettatori avranno l’opportunità di conoscere meglio Iduna, scoprendo il modo in cui ha ispirato le sue figlie. “Capirete subito come mai Anna ed Elsa amino così tanto cantare”, afferma. “La ninna nanna cantata da Iduna è bellissima. La amo davvero molto perché ha un impatto incredibile sulle sue figlie. Pur essendosene andata troppo presto, è ancora molto presente nel loro cuore e nel loro spirito. Credo che sia ancora lì per guidarle”.

L’evocativa ninna nanna cantata da Iduna, intitolata “Il Fiume del Passato” (“All Is Found”), parla di un fiume che contiene tutte le risposte. “Questa dolcissima ninna nanna contiene tutti i suggerimenti, le metafore e le idee legati al resto della storia”, afferma l’head of story Normand Lemay.

Per anni, il TENENTE MATTIAS DESTIN ha protetto con lealtà la sua terra natale, Arendelle, contro il suo nemico, i northuldri. Ma così facendo è rimasto intrappolato nella foresta incantata, in cui si trova da più di trent’anni. Non ha mai dimenticato la sua fedeltà nei confronti di Arendelle, ma l’arrivo della Regina Elsa e la scoperta dei suoi poteri magici inizieranno a mettere alla prova le sue convinzioni. 

Secondo Sterling K. Brown, che presta la voce al personaggio nella versione originale, nel film ce n’è per tutti i gusti. “È energetico e pieno d’azione”, afferma. “È divertente ed emozionante come ci si aspetterebbe da un film Disney, ma è quasi un film d’avventura e questo mi piace davvero molto. E la scrittura possiede una grande maturità, che permetterà ai bambini e agli adulti di apprezzare il film allo stesso modo”.

L’head of characters and technical animation Gregory Smith afferma: “I soldati indossano le stesse uniformi da trent’anni. Ma sono soldati e dunque se ne prendono cura. Pur essendo piuttosto rovinata, l’uniforme di Mattias non è assolutamente trasandata o sporca”.

Il NOKK è il leggendario spirito acquatico che prende la forma di un cavallo in grado di scatenare i poteri dell’oceano con il proprio galoppo. Il Nokk è un feroce guerriero che protegge i segreti della foresta. Per riuscire a superare il Nokk è necessario dimostrare il proprio valore e guadagnarsi il rispetto dello spirito: una missione quasi impossibile.

“Il Nokk proviene dal folklore nordico”, afferma il regista Chris Buck. “Può essere bellissimo e meraviglioso, ma anche spaventoso, pericoloso ed estremamente potente se non sei alla sua altezza. Abbiamo giocato con i poteri della natura, sottolineando quanto siano difficili da controllare. Ma Elsa scopre di poterci riuscire”.

Secondo la co-scenografa Lisa Keene, trovare l’aspetto più adatto per il Nokk è stato piuttosto difficile. “Che aspetto ha un cavallo acquatico?”, si chiede. “È una leggenda, un mito. Avevamo un cielo scuro e un mare nero da cui dovevamo far spuntare questo cavallo d’acqua. Dunque abbiamo realizzato numerosi bozzetti e illustrazioni per creare il nostro Nokk, che possiede un volume al suo interno e una sorta di scintillio quando si staglia contro il fondale scuro”.

Il visual effects supervisor Steve Goldberg spiega che l’aspetto e l’esecuzione del Nokk sono stati frutto di una collaborazione tra svariati dipartimenti, artisti e tecnici. “Abbiamo messo insieme questi gruppi”, afferma. “Abbiamo scelto un punto da cui partire e poi abbiamo iniziato a fare delle rifiniture. Poi tornavamo indietro e ripetevamo il processo. Ci sono voluti circa otto mesi di test e tentativi vari per ottenere il risultato giusto. Lo studio ci fornisce tutto il tempo necessario per esplorare varie soluzioni e questo è davvero bello”.

Secondo l’head of animation Rebecca Wilson Bresee, i movimenti del Nokk sono basati principalmente su quelli di un cavallo. “Alcuni animatori hanno preso lezioni di equitazione e molti di loro hanno incontrato un addestratore di cavalli”, afferma. “Abbiamo imparato il significato di alcuni movimenti, come ad esempio il movimento di un orecchio, e siamo riusciti a capire che tipo di peso dovevamo fornire al Nokk per fare sì che Elsa percepisse il suo potere”.

Tuttavia, a differenza di un cavallo, il Nokk non possiede una massa solida: è fatto di acqua. Ma i filmmaker volevano fornirgli una stabilità maggiore rispetto all’oceano visto in Oceania. Hanno deciso di aggiungere alcuni effetti acquatici su una silhouette ben definita. L’effects supervisor Erin Ramos afferma: “La squadra responsabile degli effetti aveva il compito di fornire al Nokk una superficie che apparisse liquida. Abbiamo fornito alla criniera e alla coda alcune qualità che replicavano l’aspetto delle onde quando si infrangono sugli scogli o sulla costa – nebbia, bolle e spruzzi – per fare sì che il nostro Nokk sembrasse una creatura forte e tempestosa”.

RE AGNAR, figlio di Re Runeard, è sposato con la Regina Iduna ed è il padre di Anna ed Elsa. Re Agnar ama la sua famiglia e farebbe qualsiasi cosa per proteggere e salvaguardare le sue figlie. Alfred Molina presta la voce a Re Agnar nella versione originale. 

BRUNI è una salamandra curiosa e adorabile che vive nella foresta. Pur essendo inizialmente timida, Bruni non può fare a meno di essere attratta dalla magia ghiacciata di Elsa e ama mangiare i deliziosi fiocchi di neve che crea. Secondo l’head of animation Rebecca Wilson Bresee, Bruni ed Elsa hanno un legame speciale. “È incompresa”, afferma. “Ed Elsa sa perfettamente cosa significhi essere incompresi”.

YELENA è la leader dei northuldri. Difende ferocemente la propria famiglia e la propria comunità ma solitamente si ammorbidisce quando qualcuno si dimostra comprensivo nei confronti della natura e dell’ambiente in cui i northuldri vivono. Secondo l’head of animation Tony Smeed, l’atteggiamento di Yelena riflette il suo status di anziana della comunità. “È stoica e saggia”, afferma Smeed.

HONEYMAREN, un membro dei northuldri, è uno spirito libero e desidera soltanto portare la pace nella foresta incantata. È audace e coraggiosa e nutre una profonda venerazione per la magia della natura. Secondo l’art director dei personaggi Bill Schwab, questo legame con la natura si riflette nei costumi di Honeymaren e degli altri northuldri. “Volevamo metterli in contrasto con Arendelle”, afferma Schwab. “I northuldri sono autosufficienti, dunque i loro abiti provengono da materiali che si trovano in natura”.

Entusiasta e divertente, RYDER, il fratello di Honeymaren, abbraccia la vita con ottimismo. L’amore di Ryder per le renne è in grado di competere con quello di Kristoff… ma a differenza di Kristoff, Ryder non ha mai percorso le grandi pianure al di fuori della foresta incantata. Desidera ardentemente vedere il resto del mondo e avventurarsi oltre la nebbia magica”. 

ZEFIRO, lo spirito del vento, non si vede facilmente ma non si fa problemi a manifestare la propria presenza. Zefiro può essere curiosa e giocosa, ma è anche in grado di scatenare la furia di un tornado. Il technical animation supervisor Christopher Evart spiega che, dopo aver effettuato numerosi test per Zefiro, i filmmaker hanno deciso di adottare un approccio specifico. “Ci siamo resi conto che era meglio non esagerare con Zefiro”, afferma. “Abbiamo capito che non c’era bisogno di lanciare ogni cosa in aria per far capire al pubblico dove si trovasse e cosa stesse facendo. Potevamo suggerire la sua presenza semplicemente facendolo interagire con gli abiti e i capelli di un determinato personaggio”.

L’head of effects animation Marlon West aggiunge: “A volte Zefiro è completamente invisibile, ma poi si muove attraverso un cespuglio o contro un personaggio spostando foglie, alzando la polvere o scompigliando i capelli a qualcuno”, afferma. “Abbiamo fornito agli animatori dei personaggi la possibilità di utilizzare un comando invisibile che somigliava a una piccola cometa. In questo modo sono riusciti a creare la performance del personaggio in modo credibile, indicando la velocità di Zefiro e guidando la simulazione degli effetti in un secondo momento. Abbiamo utilizzato anche la classica animazione in key frame per permettere a foglie e detriti di raffigurare Zefiro”.

“Zefiro possiede una grande personalità”, prosegue West. “Zefiro si infuria spesso. È capricciosa ma può essere anche di grande aiuto. Non è semplicemente il vento che soffia in direzioni diverse. Zefiro è estremamente precisa. Nella sequenza in cui diventa una sorta di gigantesco demone di polvere, Zefiro è abbastanza forte da riuscire a sollevare nell’aria i nostri cinque protagonisti, compreso Sven, facendoli roteare da una parte all’altra”.

Secondo il technical animation supervisor David J. Suroviec, questo non è stato affatto facile. “Quando i nostri personaggi si trovano nel bel mezzo di un tornado, dovevamo assicurarci che le loro performance rimanessero visibili, e allo stesso tempo dovevamo mantenere il look più adatto per le loro acconciature e i loro costumi”.

I GIGANTI DI TERRA, gli spiriti della terra, sono gigantesche creature fatte di terra. Quando dormono appaiono come gli argini rocciosi di un fiume, ma quando si svegliano, sono in grado di scatenare un’immensa distruzione, sradicando gli alberi a loro piacimento e scagliando giganteschi massi contro coloro che scatenano la loro ira. I giganti di terra sono sia personaggi che ambienti, dunque c’era bisogno di collaborazione fra i reparti. Alcuni giganti sono sedentari e dormono lungo il fiume, mentre altri sono completamente animati e attraversano la foresta incantata”. 

“I loro movimenti possiedono una grande complessità”, afferma l’head of animation Tony Smeed. “Essendo fatti di roccia, i loro movimenti sono molto limitati. Il processo di rigging è stato molto complesso e laborioso: quando muovevamo i personaggi, la roccia solida non doveva passare attraverso altra roccia solida. Dovevano scontrarsi e fermarsi oppure separarsi. Queste restrizioni li rendono più divertenti. Non possono muoversi molto velocemente perché sono estremamente grandi e pesanti”.

L’head of effects animation Marlon West aggiunge: “Con gli effetti visivi, avevamo il compito di generare alcune rocce che sarebbero dovute cadere dalle articolazioni dei giganti mentre si muovevano. Dovevamo evitare che le rocce rappresentassero una fonte di distrazione. Dovevamo anche scuotere gli alberi mentre i giganti camminavano attraverso la foresta… ma essendo spiriti della natura, non lasciano una scia di distruzione dietro di loro”.

Lo SPIRITO DEL FUOCO è una piccola fiamma che si muove velocemente ed è capace di scatenare il caos nella foresta in pochi secondi. “È come una palla di fuoco che sfreccia da una parte all’altra”, afferma il visual effects supervisor Steve Goldberg.

Il direttore della fotografia Mohit Kallianpur ha lavorato a stretto contatto con la squadra addetta agli effetti visivi per creare l’illuminazione dello spirito del fuoco. “È un fuoco magico che viene generato”, afferma. “È di colore magenta e blu: non possiede gli stessi colori del fuoco tradizionale, ma si doveva comunque capire subito che si trattava di un fuoco”. 

Proprio come lo spirito del vento, lo spirito del fuoco possiede una gamma di emozioni diverse che influenzano la grandezza e la pericolosità di questo elemento. West afferma: “Nel corso del film, vedremo un fuoco curioso o giocoso ma anche delle fiamme estremamente rabbiose e travolgenti. Ma si tratta di fuoco magico: emette calore – abbiamo aggiunto le classiche distorsioni provocate dal calore per evidenziarlo – ma non emette fumo. Infuoca la foresta, ma non la incenerisce e non la distrugge.”.

 

AVVENTURARSI NELL’IGNOTO

I filmmaker si recano in Norvegia, Finlandia e Islanda per trovare l’ispirazione

 

I filmmaker dei Walt Disney Animation Studios hanno esplorato l’Africa per creare gli abitanti di Zootropolis, viaggiato attraverso le isole del Pacifico per trovare l’ispirazione per Oceania e visitato un autodromo per realizzare le sequenze ambientate nel videogioco Slaughter Race in Ralph Spacca Internet. La ricerca rappresenta il punto di partenza di ogni storia.

Molti dei filmmaker responsabili della realizzazione di Frozen – Il Regno di Ghiaccio si erano avventurati in Norvegia per studiare i fiordi, l’architettura e l’abbigliamento, tra le altre cose, ma dato che Frozen 2 – Il Segreto di Arendelle porta avanti la storia, conducendo Elsa, Anna, Kristoff, Olaf e Sven oltre i confini di Arendelle, i filmmaker avevano bisogno di tornare in quei luoghi. E così, a settembre 2016, sono partiti per un viaggio di due settimane in Norvegia, Islanda e Finlandia. “Siamo stati profondamente ispirati dalla bellezza di quei luoghi”, afferma il produttore Peter Del Vecho. “Per me è davvero straordinario che quasi tutte le cose che abbiamo visto nel viaggio abbiano trovato posto in Frozen 2 – Il Segreto di Arendelle: i colori autunnali della Norvegia e della Finlandia, le cascate, la bellezza desolata dell’Islanda”.

I filmmaker hanno fatto riferimento anche a miti e leggende nordiche provenienti da svariate aree diverse, scoprendo legami con la natura che hanno influenzato la scrittura della storia. Ma la chiave della storia è stata scoperta – almeno in parte – nel corso di questo epico viaggio. La regista Jennifer Lee afferma: “In definitiva,Frozen 2 – Il Segreto di Arendelle è una fiaba mitologica incentrata sulla casa e la famiglia, la scoperta di se stessi, il coraggio e il potere di non arrendersi mai”.

L’idea di mettere il mito in contrasto con la fiaba è stata concepita da qualche parte tra la Norvegia e l’Islanda. “Le foreste norvegesi e finlandesi possedevano un bellissimo aspetto fiabesco”, afferma il regista Chris Buck. “L’Islanda era diversa. Aveva un aspetto pericoloso, quasi mitico. Ci faceva sentire molto piccoli. In Islanda, la natura era in controllo”.

Un altro tema molto importante presente nella storia, il cambiamento, è illustrato dall’ambientazione autunnale del film. Decidendo di partire a settembre, i filmmaker hanno fatto una scelta strategica: volevano essere in grado di osservare il fogliame unico nel suo genere che Anna ed Elsa avrebbero potuto trovare nel corso delle loro avventure.

NORVEGIA

I filmmaker hanno trascorso del tempo a Oslo, dove hanno incontrato alcuni esperti di studi culturali e storia della regione. Profondamente ispirati dal folklore nordico, i filmmaker hanno ammirato svariati riferimenti alle leggende locali, tra cui i troll. 

Molto più a nord, a Karasjok e nelle aree circostanti, i filmmaker hanno incontrato svariati etnografi ed esperti della cultura Sami, oltre ad alcuni joiker (cantanti tradizionali Sami). I filmmaker hanno imparato molte cose sulla storia, la cultura e l’arte del popolo Sami. Hanno visitato il Parlamento Sami della Norvegia e il RiddoDuottarMuseat, un museo Sami. Inoltre hanno assistito alla cerimonia tradizionale del pascolo delle renne. “Siamo rimasti profondamente colpiti dal tempo trascorso con i Sami nelle loro terre natali”, afferma Del Vecho. Nel corso della realizzazione del film, i filmmaker hanno continuato ad avvalersi della consulenza di un gruppo di lavoro Sami noto come il Verddet per rifinire alcuni elementi del film influenzati dal viaggio in Norvegia. “Siamo profondamente grati ai Sami per la loro preziosa collaborazione e il tempo che ci hanno dedicato”, afferma Del Vecho.

Il panorama della Norvegia settentrionale ha ispirato lo scenografo Michael Giaimo. “In tutta la Norvegia settentrionale, abbiamo visto un bellissimo fogliame autunnale”, afferma. “L’altezza degli alberi è incredibile e questo funziona benissimo nel linguaggio di Frozen, basato sulla verticalità. Era davvero impressionante”.

Secondo Buck, anche la vegetazione che cresceva sul terreno aveva dei colori estremamente accesi. “Anche la vegetazione sul terreno era meravigliosa: era una cosa che non ci aspettavamo. Era davvero speciale e questo è visibile nel film”.

I filmmaker hanno visitato anche Tromsø, trascorrendo del tempo nei giardini botanici per studiare alcune piante tipiche della regione: questo studio si è dimostrato fondamentale per creare la vegetazione della foresta incantata. Hanno inoltre effettuato una crociera alle Isole Lofoten. 

FINLANDIA

La squadra ha esplorato il lago Inari in Finlandia, oltrepassando l’isola di Ukonkivi, che i Sami considerano sacra. I filmmaker hanno visitato inoltre il Museo della cultura Sami di Siida, dove hanno conversato con alcuni studiosi e cantastorie Sami.

Hanno inoltre effettuato una fondamentale escursione di 8 km nelle foreste finlandesi per visitare la Pielpajärvi Wilderness Church, una chiesa luterana situata nel bosco: questa esperienza ha rappresentato un’inestimabile fonte di ispirazione per le sequenze ambientate nella foresta incantata, oltre che per i personaggi e gli spiriti che l’avrebbero abitata. “Ogni cosa era perfettamente immobile e c’era un silenzio assoluto: questa è la cosa che mi ha colpito prima di tutto”, afferma il director of story Mark E. Smith. “Quasi tutti gli uccelli erano migrati verso sud, dunque non c’era nessun suono a parte il rumore dei nostri piedi. Man mano che ci avventuravamo nel profondo della foresta, l’esperienza iniziava a somigliare a una meditazione. Non potevo fare a meno di pensare che qualcuno ci stesse osservando in silenzio”.

“Era come se la foresta fosse viva”, aggiunge Lee. “Abbiamo visto dei massi giganti che sembravano completamente fuori posto, come se fossero stati lanciati in quel luogo dai giganti di cui avevamo tanto sentito parlare”.

I filmmaker hanno ascoltato alcune storie incentrate sugli spiriti della natura che vivevano nella foresta. “Scherzando, abbiamo deciso che probabilmente gli spiriti non mi trovavano simpatica”, afferma Lee. “Sono caduta e i pantaloni mi si sono strappati. Ogni cosa è andata nel verso sbagliato per me. Chris invece saltellava allegramente da una parte all’altra”.

Buck afferma: “Mi sono divertito tantissimo. La Norvegia e la Finlandia somigliano a un mondo fiabesco. Ogni cosa è estremamente confortevole, affettuosa e meravigliosa”.

ISLANDA

L’Islanda ha ispirato i filmmaker in modo diverso. Secondo Buck, il contrasto della Norvegia e della Finlandia con l’Islanda ha colpito i filmmaker, spingendoli a esplorare e sviluppare il rapporto tra fiaba e mito. “Ci siamo resi conto che le ambientazioni fiabesche della Norvegia e della Finlandia si addicevano di più ad Anna: si sarebbe sentita a casa in quei luoghi”, afferma. “Elsa, al contrario, si sentirebbe stranamente a casa nell’oscura e mitica Islanda”.

Lee si è resa conto di essere d’accordo con Elsa. “Mi sembrava di essere a casa”, afferma. “Mi sentivo completamente a mio agio di fronte a cose che avrebbero dovuto spaventarmi. ‘Voglio entrare nel vulcano’, dicevo. ‘Voglio camminare su quel ghiacciaio’. Sapevo che sarei potuta scivolare, cadere nel crepaccio e morire, ma questo non mi preoccupava”.

Smith afferma che una delle caratteristiche principali dell’Islanda era l’imprevedibilità della natura. “Quando abbiamo visitato la cascata di Seljalandsfoss, c’erano poche nuvole sparse nel cielo ma poi si è scatenato un diluvio di pioggia e grandine mentre eravamo lì”, afferma. “Alla cascata nascosta di Gljufrabui, abbiamo dovuto toglierci le scarpe e camminare attraverso un ruscello di acqua gelida per raggiungere la cascata. Anche se avessimo calpestato delle rocce appuntite non ce ne saremmo accorti, perché i nostri piedi erano congelati. Non sono come Elsa, il freddo non è mai stato casa mia!”.

I filmmaker hanno visitato inoltre la spiaggia di sabbia nera di Reynisfjara sulla costa meridionale dell’Islanda, che ha rappresentato il punto di riferimento per il monumentale luogo dove Elsa si avventura nel mare oscuro. Smith afferma: “Ricordo di aver pensato tra me e me che si trattava di un luogo teatrale e che, anche se Elsa possiede dei poteri enormi, la natura è probabilmente più potente”.

Smith afferma che camminare sul Sólheimajökull – un ghiacciaio situato nell’Islanda meridionale, tra i vulcani Katla e Eyjafjallajökull - “ci ha fatto comprendere pienamente tutto il potere della natura”.

Buck si è sentito sovrastato dal potere dell’Islanda. “Amo le avventure, ma preferivo il luogo confortevole e fiabesco”.

I COLORI DELL’AUTUNNO

La nuova storia prende vita in un’ambientazione autunnale

Quando fece il suo esordio al cinema nel 2013, Frozen – Il Regno di Ghiaccio era caratterizzato da tonalità fredde, neve e ghiaccio, pur svolgendosi durante l’estate. Ma Frozen 2 – Il Segreto di Arendelle è incentrato sul tema del cambiamento, abbracciato anche dallo scenografo Michael Giaimo. “Anna ed Elsa affrontano dei viaggi molto specifici in Frozen 2 – Il Segreto di Arendelle durante i quali crescono e maturano”, afferma Giaimo. “A poco a poco rimuovono gli strati che ricoprono il proprio personaggio, mostrandolo sempre più in profondità. Per me questo significava rimuovere gli strati di neve e arrivare al cuore dei protagonisti”.

Secondo Giaimo la nuova tavolozza cromatica di Frozen 2 – Il Segreto di Arendelle ha abbracciato i colori dell’autunno, una stagione che spesso simboleggia il cambiamento. Ma i colori tradizionali sembravano contrari alla filosofia del mondo di Frozen. “Una tavolozza autunnale comporta un’ambientazione incredibilmente accesa, dai colori vivaci, e temevo che questo avrebbe distolto l’attenzione dai personaggi, trasformando il luogo che conoscevamo in un posto completamente nuovo ambientato in un tempo diverso”, afferma. “Siamo però riusciti a creare un autunno in versione Frozen, mantenendo comunque dei toni freddi. Abbiamo ridotto i colori gialli a favore dell’arancione, dell’arancione-rosso e del rosso-viola. È un aspetto distintivo del nostro mondo”.

Frozen 2 – Il Segreto di Arendelle introduce inoltre i quattro elementi – acqua, vento, terra e fuoco – che sembrano essere collegati al richiamo. Ciascun elemento è associato a un colore nel corso del film. La co-scenografa Lisa Keene afferma: “Il fuoco è rappresentato dal colore hot magenta, l’acqua dal verde mare o dal ciano. La terra possiede una sfumatura viola-blu scuro, mentre l’aria o il vento sono azzurri. I colori sono più o meno accesi a seconda delle nostre esigenze”.

                                                                                                                     

Secondo Keene, la rappresentazione fisica degli elementi comprende anche un motivo a forma di diamante. “Alla fine della canzone ‘Nell’Ignoto’, vediamo dei cristalli ghiacciati a forma di diamante che contengono i simboli degli elementi”, afferma Keene. “Il motivo a diamante è visibile anche sullo scialle della Regina Iduna, oltre che all’entrata della foresta incantata”.

La storia ha inizio ad Arendelle dove Elsa sente la voce che la chiama, spingendola a partire per un’avventura che la condurrà – insieme ad Anna, Kristoff, Olaf e Sven – in una serie di nuovi luoghi, tra cui una misteriosa foresta incantata, una spiaggia di sabbia nera di fronte a un mare oscuro, una spaventosa caverna e il luogo di cui parlava la ninna nanna della Regina Iduna, in cui avrà luogo il climax del film.

ARENDELLE

L’art director delle ambientazioni David Womersley afferma che in origine Arendelle era stata ideata per un’ambientazione principalmente invernale, dunque la sua squadra ha dovuto assicurarsi che questo luogo fosse credibile anche in autunno. “Quando gli edifici sono ricoperti di neve, possiedono un aspetto grafico molto specifico caratterizzato da colori freddi”, afferma. “Originariamente alcuni degli edifici erano stati progettati per essere in armonia con la neve e il ghiaccio. Non abbiamo soltanto dovuto rimuovere la neve dagli edifici che volevamo riutilizzare, ma anche ritoccarli affinché si integrassero con il nuovo sfondo, che includeva non solo alberi e foglie ma anche decorazioni autunnali”.

La comunità di Arendelle è stata leggermente rinnovata: gli edifici sono stati ridipinti con nuovi colori, la città è stata decorata con alcuni striscioni in celebrazione della stagione autunnale, e i tetti sono stati ritoccati per inserire alcuni dettagli che non erano visibili sotto la neve. Ma l’aggiornamento più grande ha avuto luogo all’interno del computer. “Le tecnologie sono cambiate moltissimo rispetto al periodo in cui abbiamo realizzato il primo film, dunque abbiamo dovuto ricostruire la zero molte cose”, afferma Womersley. “Vedremo più da vicino alcuni edifici, quindi volevamo che avessero il miglior aspetto possibile”.

Il crowds supervisor Yasser Hamed e la sua squadra avevano il compito di popolare Arendelle. “Anna cammina attraverso Arendelle ed è molto felice quando interagisce con la folla”, afferma. “La folla deve apparire viva e fitta. E ora che Arendelle ha aperto i suoi cancelli al resto del mondo, ci sono persone provenienti da tutto il globo”.

LA FORESTA INCANTATA

Una larga parte del film è ambientata in una foresta incantata, un luogo pieno di fogliame e immerso nella magia. “Non so se avete mai sentito parlare di foreste incantate, ma si tratta di luoghi dove avvengono trasformazioni”, afferma la regista Jennifer Lee, “che vi piaccia o no. I rapporti vengono messi alla prova. Ogni cosa che credevate di sapere si dimostrerà sbagliata. Alcuni poteri che in passato sembrano troppo forti, ora potrebbero non esserlo abbastanza. È facile perdersi”.

Secondo Giaimo, la magia presente nella foresta ha influenzato notevolmente il suo aspetto. “È un luogo bellissimo, completamente circondato da un muro di nebbia”, afferma. “All’interno della foresta incantata l’autunno ha un aspetto diverso rispetto all’esterno: non ci sono cieli azzurri nella foresta incantata. Inoltre, il muro di nebbia crea un’atmosfera piena di mistero”.

Gli artisti hanno preso ispirazione dall’artista Eyvind Earle, uno dei membri più celebri di Disney Animation negli anni ‘50, nonché l’illustratore degli eterei fondali dai colori particolari de La Bella Addormentata nel Bosco. L’head of environments Sean Jenkins afferma: “Il lavoro di Earle era tutto incentrato sulle silhouette, le forme e lo spazio negativo… ma come avremmo potuto replicarlo in 3D?”.

Keene aggiunge: “Il modo in cui raggruppava gli alberi nei suoi paesaggi era davvero interessante, inoltre amavamo le sue linee verticali. Mi piaceva anche il modo in cui i pittori russi di fine Ottocento-inizi del Novecento raffiguravano la luce. Il loro lavoro è semplicemente bellissimo. Utilizzavano una tavolozza cromatica che non esiste qui nel sud della California. In quei dipinti c’era molta più atmosfera”.

Womersley spiega che gli artisti hanno chiesto la consulenza di un botanico di Oslo, in Norvegia, per assicurarsi che nella foresta ci fosse la giusta vegetazione. Tra le 10 varietà di alberi presenti nel film figura il pioppo tremulo, che riveste una grande importanza. “La nostra foresta incantata è diversa da ciò che la gente si aspetterebbe”, afferma Womersley. “Non è la foresta di querce di Biancaneve e i Sette Nani, in cui tutti gli alberi sono curvi e contorti, perché i tronchi dei pioppi tremuli si sviluppano in verticale”.

Keene aggiunge: “L’autunno è presente anche sul terreno. Probabilmente è più presente a terra che sugli alberi, che essendo estremamente alti sono meno visibili. Il suolo è sempre ricoperto di vegetazione che cambia letteralmente sfumatura in autunno. Con l’aggiunta degli alberi abbiamo creato un’esplosione di colori che però abbiamo dovuto tenere sotto controllo, altrimenti avremmo rischiato di smarrire i nostri personaggi in tutti quei colori”.

Le piante presenti sul terreno della foresta comprendono uva ursina, empetri neri e felci. “Abbiamo utilizzato anche il camenerio”, afferma Keene. “Il camenerio è una pianta davvero bella. È molto verticale. In primavera, le foglie sono verdi e ci sono dei fiorellini viola nella parte superiore. In autunno, lasciano cadere i loro semi proprio come i denti di leone e le foglie cambiano colore in un rosso brillante. È una pianta estremamente decorativa, dunque l’abbiamo usata parecchio”.

Secondo Jenkins, gli artisti hanno esplorato inoltre le superfici della foresta per assicurarsi di ottenere la massima autenticità. “Volevamo infondere vita negli oggetti che avevamo inserito nella foresta”, afferma. “Le pareti rocciose possiedono una storia: l’acqua scorre su di esse, ci sono accumuli di fango e materiali organici che crescono sulle rocce, e tutto è ricoperto di foglie cadute dagli alberi”.

Tre decenni fa, la foresta incantata è stata avvolta da una misteriosa bruma, creata dagli spiriti della natura infuriati a causa di una feroce battaglia tra i soldati di Arendelle e i northuldri. Da quel giorno, le due fazioni vivono all’interno di un’impenetrabile cupola di nebbia. “È come se fosse viva, perché si muove costantemente”, afferma l’effects supervisor Erin Ramos. “La sua forma è in continua evoluzione e questa è stata una grande sfida per noi. E il modo in cui reagisce alla luce ha un aspetto davvero magico e fantastico”.

La nebbia è stata progettata come un volume che contiene alcune luci brillanti – per metterne in luce la magia – e comprende i colori dei quattro elementi. “Doveva avere un aspetto soffice e nebuloso, ma allo stesso tempo doveva apparire impenetrabile in modo credibile”, afferma l’head of effects animation Marlon West. “Si apre e si chiude quando arrivano Elsa e Anna. Ma una volta che le due sorelle entrano nella nebbia, il cielo si altera per farci capire che sono rinchiuse in una foresta incantata”.

Secondo il direttore della fotografia/illuminazione Mohit Kallianpur, se la nebbia dovesse sollevarsi il suo team creerebbe un look completamente diverso per la foresta. “Creeremmo dei bellissimi fasci di luce per dare un senso di calore, dei meravigliosi cieli azzurri e tanta luce che rimbalza intorno agli alberi e attraversa le foglie”.

                                                               

LA SPIAGGIA NERA E IL MARE OSCURO

Ispirata alla spiaggia di sabbia nera e alle scogliere di basalto di Reynisfjara sulla costa meridionale dell’Islanda, questa location costiera rappresenta il punto di partenza di una delle parti più difficili del viaggio di Elsa. Secondo Keene, il set è stato ideato per essere privo di colori. “È una transizione”, afferma. “Elsa sta lasciando moltissime cose dietro di sé per andare avanti, e non ha la minima idea di cosa la aspetti”.

Si tratta di una spiaggia vulcanica e, secondo Womersley, questo la rendeva perfetta per l’intensa sequenza. “Doveva essere un luogo molto cupo”, afferma. “Abbiamo deciso di trasformarlo quasi in un film in bianco e nero… l’unico colore presente sulla spiaggia è rappresentato da Elsa. Più tardi, nel Mare Oscuro, Elsa e il Nokk sono gli unici elementi dotati di colore”.

Il direttore della fotografia/layout Scott Beattie spiega che la macchina da presa è un elemento fondamentale della narrazione. “Questa sequenza doveva essere drammatica e dinamica”, afferma. “Volevamo aggiungere energia alla cinepresa: sembra quasi una macchina da presa a mano”.

Per il team di Kallianpur, è stato piuttosto difficile illuminare una scena così ricca di oscurità. “In quel momento, avevamo il compito di supportare il viaggio emotivo di Elsa”, afferma. “Volevamo che il fondale fosse estremamente spento e grigio, ma Elsa doveva risaltare. Anche quando era estremamente piccola, come all’interno dell’inquadratura in cui corre sull’acqua, abbiamo cercato di circondarla di colori. Grazie alla magia che usa per correre sull’acqua – i cristalli di ghiaccio generano luce – o semplicemente tramite gli abiti che indossa, siamo riusciti a renderla visibile in mezzo all’azione… ed è una sequenza piena d’azione”.

La magia di Elsa assume una forma meno lirica nel Mare Oscuro. “Sta combattendo con il Nokk e con l’oceano”, afferma l’effects supervisor Erin Ramos. “Elsa è molto potente: nel primo film aveva costruito un castello gigantesco. Ma in questo caso sta combattendo contro le forze della natura. Si sta spingendo oltre i suoi limiti”.

L’head of effects animation Dale Mayeda aggiunge: “Nel primo film, quando aveva attraversato il fiordo, Elsa era molto stabile con dei fiocchi di neve sotto ai suoi piedi. Stavolta, non è completamente stabile. A volte cade. In questa sequenza, la sua magia è una reazione: è un ultimo sforzo per provare a salvarsi. Le forme che crea hanno un linguaggio visivo affilato e frastagliato. Possiamo ancora vedere i suoi caratteristici motivi a forma di fiocchi di neve, ma è una sorta di ‘magia di sopravvivenza’”.

LA CAVERNA

Quando Anna ed Elsa vengono separate, Anna si ritrova in una caverna buia senza una chiara via d’uscita. Secondo Keene, questa sequenza mette in luce – per così dire – il viaggio di Anna. “Anche questa è una trasformazione”, afferma Keene. “In realtà Anna sta affrontando un momento molto difficile. È piena di emozioni negative e ogni cosa attorno a lei è buia: non è facile”.

Beattie e la sua squadra hanno utilizzato il layout per creare l’atmosfera del luogo. “Volevamo che tutto apparisse sgradevole in questa sequenza”, afferma. “Dovevamo effettuare zoom e movimenti di macchina molto sottili per dare peso ed emozioni a ciò che stava accadendo. Abbiamo mantenuto l’inquadratura molto larga per farla apparire vuota e far sentire Anna sempre più sola e disperata”.

Kallianpur spiega che il suo team ha dovuto lavorare in modo strategico per illuminare un ambiente buio in cui il personaggio principale è vestito principalmente di nero. “Dovevamo assicurarci che Anna fosse visibile e che il pubblico riuscisse a vedere le sue espressioni”, afferma Kallianpur, il quale aggiunge che in questa scena la fonte di luce è sfuggente. “Dovevamo rendere credibile questa luce, anche se proveniva da una fonte impossibile. Ma dal punto di vista narrativo, questo è uno dei momenti più tristi della storia”.

Kallianpur spiega che, nei momenti precedenti alla sequenza ambientata nella caverna, i filmmaker hanno gradualmente diminuito la quantità di colore. “Con l’esclusione della scena ambientata nel Mare Oscuro, questa è sicuramente la sequenza più oscura e grigia del film. Ma è dotata di un lato oscuro e di un lato speranzoso. Guardando Anna, il lato destro dello schermo è estremamente scuro. Ma sul lato sinistro c’è un po’ di luce, che rappresenta la speranza. Non appena Anna si alza e si rende conto di dover fare la ‘prossima cosa giusta’, cominciamo lentamente ad aumentare la quantità di colore”.

AHTOHALLAN

Il testo della ninna nanna che la Regina Iduna canta ad Anna ed Elsa quando sono bambine – pur essendo misterioso ed etereo – offre degli indizi su alcune domande che Elsa potrebbe porsi da grande, e la sua devota madre ha previsto questa evenienza. In Frozen 2 – Il Segreto di Arendelle, Elsa scopre finalmente il luogo in cui deve recarsi, ma non ha la minima idea di cosa troverà lì. 

Alla fine, quel luogo ospiterà una sequenza accompagnata principalmente dal brano “Mostrati” (“Show Yourself”), ambientata in una location meravigliosa e piena di rivelazioni. Ma per gli autori della storia, gli artisti e i tecnici, l’ideazione e la realizzazione di questo fondamentale luogo sono state molto complesse. “Rappresenta il punto focale di tutto il film”, afferma Giaimo, che per il momento non vuole svelare nient’altro. 

TROVARE LA GIUSTA NOTA 

Frozen 2 – Il Segreto di Arendelle comprende sette canzoni originali scritte da Kristen Anderson-Lopez e Robert Lopez e una colonna sonora orchestrale firmata da Christophe Beck, mentre Giuliano Sangiorgi è tra gli artisti presenti nei titoli di coda della versione italiana del film

 

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    È approdata su Viviroma Aurora Geri. Giovane artista che ha deciso di collaborare con noi. Consiglio a tutti di non perdere la delicatezza e la profondità delle sue opere.

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  • Eleonora Bavastro condiviso IL TRASATTI foto
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    È approdato su Viviroma quel “Genio di professione e Recensore indelicato” de IL TRASATTI. Consiglio a tutti di seguire le sue geniali ed ironiche recensioni ????

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    L'IMMORTALE
    Opera prima per Marco D'Amore che si cimenta con la macchina da presa in un lungometraggio che funge da introduzione all'ultima stagione di Gomorra, e che introduzione aggiungerei.
    Il mitologico Ciro Di Marzio, reduce dall'ennesimo attentato ai suoi danni, vive una nuova avventura condita però sempre con la stessa salsa, quella della sua terra d'origine.
    Nonostante le ambientazioni siano molto diverse da quelle della serie, la regia e le atmosfere sono in linea con quanto raccontanto da Sollima e compagnia; questa tanto breve quanto intensa storia di Ciro riesce a catturare molto di più rispetto all'ultima stagione di Gomorra, che risentiva infatti della mancanza di quest'ultimo, colonna portante della serie insieme a Genny.
    Perfetta a mio parere la sequenza finale, che spalanca le porte alla stagione conclusiva.

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    ''Cena in familia''
    Acrilico su cartone telato
    18x13 cm
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    Diplomata al Liceo Artistico Statale Caravaggio (Ex Mario Mafai), nel 2017.
    Frequento il terzo anno, del triennio di Pittura, all’Accademia di Belle Arti di Roma.
    Come professore di pittura, i primi due anni, ho avuto Bondi Moreno e, quest'ultimo anno, Scolamiero Vincenzo. Entrambi noti pittori contemporanei.
    Nei miei lavori, il legame con la famiglia, il passato ed il quotidiano, sono il tema predominante, una continua ricerca del bello nel semplice, tramite immagini, ricordi e soprattutto, uno studio approfondito del colore, andando a saturare ed accendere la raffigurazione.
    Sono nata in una famiglia di artisti. Grazie a mia madre e mia nonna, entrambe pittrici, sono cresciuta in un ambiente creativo, colorato e completamente immerso da quadri e tele da dipingere.

    Riccardo Antinori Dovresti postare particolari del quadro così non si vede ne la pennellata ne i dettagli. Così da lontano sembrano impressionisti
    20 ore fa 31 minuti fa
  • Maru78
    ieri

    BIOGRAFIA - La sua costante è un esigenza di cambiamento e le sue idee talmente tante da portarla a dipingere anche quattro opere contemporaneamente; riesce a dipingere 45 opere in un anno. Appassionata di cinema ( film horror- fantascienza), musica, scienza, geometria, porta le sue ispirazioni al punto cruciale, esprimendole sull’opera. Nei suoi dipinti troviamo raffigurati ufo, leggende metropolitane, vari ordini mondiali, raffigurazioni massoniche, ma anche soggetti naturali quali ritratti, paesaggi ed animali. Il tutto mai nella norma, con la voglia di stupire lo spettatore, per dar modo di soffermarsi a pensare all’opera stessa.

  • Aurora Geri ha una nuova cover profilo.

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