Viviroma.it spettacoli a Roma - Abbiamo incontrato la regista di Stay Still ****

Sabato, 26 Ottobre 2019

Diretto da Elisa Mishto, con Natalia Belitski, Luisa-Celine Gaffron, Martin Wuttke, Jürgen Vogel e Giuseppe Battiston, prodotto da Andrea Stucovitz.

'Stay Still'è un ritratto poetico e radicale di una generazione senza nulla da perdere e nulla da guadagnare, nella storia di due giovani donne che non potrebbero essere più diverse: Julie è un'ereditiera testarda e sarcastica che celebra l'ozio e di tanto in tanto si reca volontariamente in una clinica psichiatrica per sfuggire al lavoro e alle responsabilità. Agnes, d'altra parte, è una giovane e ingenua infermiera, madre di una bimba di tre anni con un problema fondamentale: nonostante le ansie di soddisfare tutte le aspettative, ancora non ha capito cosa voglia dire essere madre.

STILLSTEHEN 09 CALA Filmproduktion GmbH Francesco di Giacomo

Viviroma ha incontrato la regista:

Viviroma - E’ il tuo primo film – raccontaci come nasce l’idea di ambientarlo in quelli che una volta si chiamavano “manicomi”
Mishto - Nasce in realtà da un documentario che ho girato anni fa all'interno di varie cliniche psichiatriche ed è stato il primo lavoro più importante. Ho passato due anni molto intensi facendo ricerche e poi facendo le riprese molto lunghe, ne ho fatte veramente tante. Nella fase di ricerca sono stata senza telecamera per mesi e mesi nelle cliniche. In questo modo sia i pazienti che gli operatori hanno potuto conoscermi e capire quello che volevo fare io.

Ho cercato di capire questo mondo in modo da fare un un ritratto il più complesso possibile.

E’ stata una ricerca così importante e così interessante che quando ho deciso di scrivere la mia prima sceneggiatura è stato molto naturale decidere di ambientare il film nel setting delle Cliniche psichiatriche

Viviroma - Raccontaci il tema del film e come l'hai interpretato
Mishto Per me è una riflessione sui privilegi, sul fatto che viviamo in una parte del mondo e in una società che è privilegiata. Per me non riflettiamo abbastanza sul fatto che siamo così privilegiati e sul costo di questi privilegi. E chi paga il costo di questi privilegi?

Attraverso questa protagonista (che diciamo è un po' come se fosse una specie di Alter Ego)

ho vissuto la possibilità di riflettere su un comportamento senza paura, senza paura né di offendere né di ferire e anche senza paura delle conseguenze.

Ho ragionato sulla possibilità di comportarsi senza nessun tipo di limite morale. Ho vissuto attraverso questa protagonista la possibilità di riflettere su questo tipo di comportamento.

Quindi ho cercato di fare una riflessione il più onesta possibile e in parte provocatoria

Viviroma- La protagonista ha dei problemi di salute?
Mishto - No Julie non è veramente una malata di mente è come se si nascondesse un po' in questa clinica psichiatrica. I pazienti delle cliniche sono malati di mente e quindi c’è un aspetto anche grosso di dolore.

Ci sono due aspetti nel film: un aspetto più diciamo politico sulla riflessione sulla nostra società e l'aspetto invece più classico che è anche il nodo principale del film ed sulla definizione della normalità. Che cosa è normale e per chi lo è.

 

NOTE DI REGIA - La formica ribelle Qualche anno fa, mentre giravo un documentario sulle istituzioni psichiatriche, mi sono imbattuta in qualcosa che mi ha profondamente colpita: coloro che non fanno niente. I pazienti in una clinica trascorrono spesso le loro giornate aspettando di prendere le medicine, aspettando il pranzo, la visita di un famigliare o semplicemente di stare meglio e mentre aspettano, non fanno niente. Alcuni di loro vorrebbero fare qualcosa, ma non sono in grado di farlo, mentre altri si rifiutano ostinatamente di entrare nelle fila dei membri attivi e produttivi di una societá. Proprio perché spinti forzatamente verso la periferia delle comunità in cui vivono, sono costretti a vedere il mondo da una prospettiva diversa e cominciano a porsi delle domande: lavorare è un privilegio o un obbligo? E qual è il nostro valore come esseri umani, se non siamo in grado di fare ma solo di essere? Per la prima volta mi è venuto in mente quanto possa essere doloroso e sconvolgente - ma anche liberatorio e politicamente radicale - l'atto di non fare nulla, in una società ossessionata dal produrre e consumare. Julie e Agnes sono considerate ribelli semplicemente perché si rifiutano di fare qualsiasi cosa, anche se potrebbero avere tutto. Sono le formiche insolenti che smettono di seguire gli ordini e abbandonano le fila ballando, aspettando ai bordi della strada per vedere cosa succederà.

locandina Stay Still

BIOGRAFIA REGISTA Elisa Mishto, regista e sceneggiatrice nata a Reggio Emilia e residente a Berlino, Master with Distinction in Feature Film alla Goldsmiths University di Londra. BA and MA cum laude in Communications all'Università di Bologna. Studi in Semiotica alla Humboldt University di Berlino. Studi in Cinema all'International Film College in Maine, USA. Dirige il suo primo documentario di finzione, "States of Mind", distribuito negli USA e in Messico dalla IndiePix e in tutto il mondo dalla Wide Management. Il suo cortometraggio "Emma and the Fury" è stato proiettato in anteprima mondiale al filmfestival Max Ophüls e in anteprima internazionale al Palm Springs Film Festival. Vince per il Miglior Cortometraggio al Nottingham International Filmfestival, al Flensburger Kurzfilmtage e viene distribuito dalla Interfilm Berlin. "Stay Still" è il suo primo lungometraggio, che ha avuto l'anteprima mondiale al Munich International Film Festival, dove ha ricevuto la nomination per la Miglior Regia e la Miglior Sceneggiatura. Ha vinto il premio per la Miglior Sceneggiatura all'Endas Expo, al CineRockom International Film Festival e al Mexico International Film Festival ed è stato selezionato per i Page Awards, il Creative Worlds Award, l'European Film Festival e l'Oaxaca International Film Festival, distribuito dalla Farbfilm in Germania e dalla Intramovies per il mercato internazionale. Già attiva come video artist, come scrittrice di testi musicali, ex pugile, Elisa dal 2009 ha fondato la Festsaal Kreuzberg Boxing, società di promozione di incontri di pugilato.

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