Viviroma.it spettacoli a Roma - CINEMA - Abbiamo visto: WONDER PARK uno straordinario film di animazione che vi farà innamorare dei suoi indimenticabili personaggi

Martedì, 09 Aprile 2019

PARAMOUNT ANIMATION e NICKELODEON MOVIES

Distribuzione: 20th Century Fox

Durata: 95 minuti

Data d'uscita: 11 aprile 2019

Wonder Park - Poster Ufficiale

Immaginate un parco giochi unico, magico, dove le giostre sfidano la legge di gravità e lasciano i visitatori a bocca aperta,

dove personaggi variopinti e attrazioni mozzafiato incantano il pubblico proveniente da ogni parte del mondo.

Questo è il luogo concepito da una bambina prodigio di 8 anni, un piccolo genio di matematica e aspirante ingegnere di nome June (doppiata da Brianna Denski).

Nell’intimità della loro casa, June e sua madre (Jennifer Garner) hanno costruito Wonderland, con una giostra di pesci volanti e cascate che brillano come i fuochi d’artificio del 4 luglio. 

June adora trascorrere le sue giornate a costruire Wonderland, dando sfogo a tutta la sua immaginazione per creare un parco che possa essere ammirato da tutti i bambini. Il parco è gestito da un impresario, lo scimpanzé di nome Peanut (Norbert Leo Butz), che con il suo pennarello colorato, disegna un mondo spettacolare e spassoso, insieme a un gruppo di animali ispirati alla collezione di peluche di June.

Ma quando la madre di June si ammala gravemente, la ragazza abbandona la creazione del parco e dichiara di non voler più sentir parlare di Wonderland. Ma, a quanto pare, sarà proprio il parco a non voler abbandonare June. Un giorno, mentre la bambina  passeggia senza meta nei boschi, si ritrova in una radura incantata dove Wonderland ha preso vita, insieme ai suoi amici immaginari: Boomer, l’orsetto che accoglie gli ospiti del parco (Ken Hudson Campbell); Steve, il porcospino addetto alla sicurezza (John Oliver); Greta, un cinghiale pieno di buon senso (Mila Kunis); e i due castori manutentori Cooper (Ken Jeong) e Gus (Kenan Thompson). Una misteriosa Oscurità aleggia però sul parco, e, come se non bastasse, Peanut è scomparso. Il parco viene attaccato da un’orda di adorabili e ossessivi Chimpazombie che seminano caos e distruzione. Per salvare la sua magnifica creazione, June parte alla ricerca di Peanut e scopre il mistero dell’Oscurità prima che Wonderland  venga distrutta per sempre. 

Wonder Park  è un’incantevole avventura che celebra l’importanza della famiglia, il potere della fantasia, e la forza del lavoro di squadra e della fiducia in se stessi.

Il film, scritto e prodotto da André Nemec e Josh Appelbaum (franchise di Tartarughe Ninja, Mission: Impossible – Protocollo fantasma) e basato su una storia di Robert Gordon (Una serie di sfortunati eventi, Men in Black II), presenta le voci di Jennifer Garner (Alias, 30 anni in un secondo), Mila Kunis (Il cigno nero, Bad Moms: Mamme molto cattive), Matthew Broderick (The Producers – Una gaia commedia neonazista, Una pazza giornata di vacanza), Norbert Leo Butz (Bloodline, Trust: Il rapimento Getty), John Oliver (Last Week Tonight, Community), Kenan Thompson (Saturday Night Live, Kenan & Kel), Ken Jeong (trilogia di Una notte da leoni, Community), Ken Hudson Campbell (Armageddon, Ricomincio da capo) e l’esordiente Brianna Denski. 

Kendra Haaland (Dragon Trainer 2, Mulan) è una dei produttori. Lo scenografo è Fred Warter (9, In viaggio con Pippo). Il capo della fotografia è Juan García Gonzalez (Planet 51, Il regno di Ga’Hoole – La leggenda dei guardiani) Il montatore è Edie Ichioka (Boxtrolls – Le scatole magiche, Toy Story 2). La musica è composta da Steven Price (Gravity, Fury). I produttori esecutivi sono Jonathan Gordon (Il lato positive - Silver Linings Playbook, American Hustle – L’apparenza inganna), Don Hahn (Maleficent, Il re leone), Karen Rosenfelt ( Twilight – La saga, Io prima di te) e Brian Witten (American History X, Prima o poi me lo sposo).

 

LA PRODUZIONE

 

André Nemec e Josh Appelbaum hanno iniziato a lavorare insieme nel 1998, e da quel momento, lo scrittore e il produttore hanno esplorato lo spazio, si sono addentrati nelle fogne di New York, hanno concepito missioni impossibili di agenti sotto copertura e un mondo in cui gli animali si rivoltano contro gli umani… e lo hanno fatto grazie al potere della loro vivida immaginazione. Con Wonder Park, questo prolifico duo si cimenta ora per la prima volta in un film d’animazione, entrando nelle mente di June, una creatura visionaria di soli 8 anni, disposta a superare se stessa pur di salvare il suo magnifico progetto: un epico parco giochi concepito insieme alla sua cara mamma.

In superfice Wonder Park  è un luogo di divertimento magico ed elettrizzante.  Dalle monumentali montagne russe di Grand Wonder alla giostra di Zero G-Land, che sfida la legge della gravità, la creazione di June porta il classico luna park ad alti livelli.  Al di là del puro divertimento, Appelbaum e Nemec hanno voluto sviluppare una storia avvincente anche dal punto di vista delle emozioni, esplorando il tema della crescita e della perdita affettiva. “Ho capito che dietro la pura evasione, c’era una storia molto toccante da raccontare”, dice Nemec. 

Dando vita a una storia bellissima, a personaggi indimenticabili e a sequenze d’azione elettrizzanti attraverso una splendida animazione generata al computer, Appelbaum e Nemec hanno confezionato un’avventura originale la cui protagonista è un’eroina indimenticabile, e hanno trasmesso un messaggio toccante sull’importanza della famiglia e il potere dell’immaginazione. 

“E’ stata un’esperienza incredibile”, dichiara Appelbaum a proposito del progetto. “La nostra fantasia si è scatenata per creare questo magico parco di divertimento e raccontare il viaggio intrapreso dalla nostra protagonista, June. È un film incentrato sulla creatività e sulla narrazione, due temi a noi molto cari”. 

I due filmmaker si sono gettati a capofitto in tutte le fasi di un film d’animazione: idea iniziale, stesura del copione, storyboard, schizzi dei personaggi, lavorando con il dipartimento artistico del film. Per descrivere il viaggio di June dalla sua ridente casetta nei sobborghi,  al grande parco giochi, sono stati necessari centinaia di artisti fra i migliori del mondo.  

Il capo della storia di Wonder Park, Ray Shenusay, ha lavorato a stretto gomito con lo scrittore e i produttori, a volte anche quotidianamente, per mettere a punto le prime immagini della storia, che sono state utilizzate come bozze per condurre la produzione alla versione definitiva del film. “Siamo stati fortunati ad aver avuto a disposizione due scrittori eccezionali in questo film, che hanno scritto una storia di forte impatto e creato dei personaggi ben delineati, facilitando il lavoro di trasposizione visiva”, dice Shenusay. “E’ un film molto diverso da tutti gli altri,  e questo lo ha reso molto speciale per noi”.

Appelbaum e Nemec sono rimasti sorpresi nel corso della produzione. “Quando abbiamo visto i primi storyboard e lo splendido lavoro artistico, pensavamo che anche la versione finale sarebbe stata così”, racconta Appelbaum. “In realtà queste prime creazioni hanno subito un’evoluzione incredibile nel corso del tempo, e il prodotto definitivo ci ha lasciato senza parole”. 

“Alla fine della prima settimana, abbiamo capito che il risultato sarebbe stato elettrizzante”, aggiunge Nemec. “Abbiamo parlato delle scene e analizzato gli storyboard e il layout. Poi ognuno si è adoperato per ottenere la versione migliore di quanto deciso, aggiungendo le proprie idee. Gli artisti visivi a volte hanno guidato la scrittura. È un metodo di lavoro affascinante che ci ha aiutato a comprendere a pieno tutta la storia”. 

 

Ecco a voi June

Al centro del film c’è June, una scatenata ragazzina dai capelli rossi, con un cervello più veloce di un filmine. La sua avventura inizia quando rischia di distruggere l’intero vicinato costruendo, nel proprio giardino, delle montagne russe in cui giocare insieme alla sua migliore amica Bunky. “Nonostante abbia generato il panico, June quel giorno si diverte un mondo”, spiega Nemec. “Si getta a capofitto in tutto ciò che fa, e questa scena iniziale riflette la sua voglia di avventura. Alla fine del film June diventa una bambina più consapevole degli alti e bassi della vita”.

June non è soltanto una bambina di 8 anni esuberante e dotata di una fantasia sconfinata. È anche una brava studentessa che adora cantare l’inno del corso di matematica “My, My, Here Comes Pi” insieme a Bunky. La madre di June ha nutrito l’intelletto di sua figlia e la sua creatività in egual misura, osserva Appelbaum. “C’è una vera simbiosi fra madre e figlia, in tutto ciò che fanno, specialmente nella creazione di Wonderland”, dice. “La mamma vorrebbe convogliare l’energia di June, dato che è una bambina un po’ selvaggia”. 

L’attrice Brianna Denski esordisce con il personaggio di June nel suo primo film di un’importante produzione. “June è una bambina contenta di vivere”, spiega. “Ha pensieri positivi e questo ci accomuna. Siamo entrambe due persone che amano risolvere i problemi, abbiamo una fervida immaginazione, siamo creative. Lei però è sicuramente molto più brava di me ad aggiustare e a organizzare le cose!” 

Quando la mamma di June viene ricoverata in ospedale per una grave malattia, la gioiosa esistenza di June si offusca. E poiché la sua creazione è associata a sua mamma, June smantella il suo parco, reagendo con rabbia se qualcuno osa menzionarlo. “Senza sua madre, June si sente persa”, dice Appelbaum. “Ricordare le fa troppo male”. 

“Qualche volta persino i ricordi più felici diventano dolorosi”, osserva Nemec. “La paura e l’incertezza possono farci dimenticare le cose buone. Può essere faticoso tornare a quei momenti, ma le lezioni della vita aiutano a diventare persone migliori”.

Quando June scopre che  Wonderland esiste realmente, la trova però in uno stato disastroso. “E’ in totale abbandono”, spiega Denski. “Cade a pezzi, le giostre sono rotte e non funziona più niente”. 

Istintivamente vorrebbe fuggire, ma scopre che non può andarsene prima che il parco venga restaurato. “L’universo non vuole lasciarla in pace in questo momento”, dice Nemec. “Non avrebbe mai immaginato che Wonderland potesse prendere vita. Come è stato possibile? Dove sono andate tutte le persone che la popolavano? Perché il cielo si è offuscato? In che modo potrà mai risolvere questa situazione? Questo è il viaggio di cui ha bisogno per recuperare la propria autostima”. 

Dovrà ricorrere a tutto il suo ingegno per ricostruire il parco, ma persino la sua brillante intelligenza non sarà sufficiente, dice Denski. “Ha bisogno dei suoi amici e di un lavoro di squadra. Solo lavorando insieme ai residenti del parco, potrà risolvere la situazione. Ma avrà comunque sempre bisogno di sua madre, che troverà il modo di continuare a darle i suoi preziosi consigli”. 

 

Benvenuti a Wonderland

June e sua madre hanno riempito il parco con una varietà di animali originali, ispirati ai peluche della camera da letto di June. Ognuno di loro, da Peanut, l’impresario scimpanzé super creativo, a Greta, l’efficiente cinghiale che mette tutti in riga, rappresenta le varie qualità delle personalità di June e di sua madre, che sono necessarie a far funzionare il parco.  

Peanut è la mascotte del parco. Un attore nato, Peanut è il cane modello, elogiato per le straordinarie innovazioni del parco. Ma ciò che nessuno sa, è che i suggerimenti di Peanut provengono dalla mamma di June, che sussurra le idee di sua figlia nell’orecchio di un peluche. Nemec e Appelbaum adorano l’idea che mentre tutti pensano che la creatività di Peanut arrivi dal vento, i suoi colpi di genio in realtà provengono da una bambina di 8 anni. 

Con il suo pennarello magico, Peanut dà corpo dalle complicate trovate di June, disegnandole. Tuttavia, privato delle idee di June, il parco ha iniziato a sfaldarsi. Una terribile tempesta si è concentrata sul cielo sopra Wonderland e sta divorando la sua energia e i suoi elementi. “E’ un’esperienza carica di emozione”, dice Appelbaum. “Gli animali lottano per la sopravvivenza mentre assistono alla graduale sparizione del loro mondo. June è un raggio di speranza che può aiutarli a ripristinare il parco e la loro felicità”. 

Quando sopraggiunge l’Oscurità e le idee di Peanut scompaiono, lui corre a nascondersi, vergognandosi dei suoi fallimenti. “Così come June ha perso sua madre, gli animali perdono  Peanut”, dice Nemec. “Anche loro, come lei, sono alla deriva. Affinché tutti possano guarire, June dovrà sconfiggere l’Oscurità e riportare la magia a Wonderland”. 

Il personaggio di Peanut ha subito diverse trasformazioni in corso d’opera. “Nelle versioni precedenti era un uomo che canta e balla basato sul fumetto Song and Dance Man, poi è stato una sorta di Willy Wonka super efficiente’”, spiega Nemec. “Alla fine abbiamo avuto pensato che sarebbe stato divertente farlo assomigliare al leader di una band musicale e così lo abbiamo trasformato in una moderna celebrità”.

Norbert Leo Butz interpreta Peanut, con tutta la sua energia ed esuberanza che gli hanno meritato due Tony Awards® per il suo lavoro a Broadway in “Catch Me if You Can” e “Dirty Rotten Scoundrels.” La sua frenetica fisicità si ispira a diversi video di scimpanzé trovati su YouTube, e ha portato la sua vitalità anche nello studio di registrazione. “All’inizio, i tecnici temevano che potessi rompere l’attrezzatura”, racconta Butz. “Ma faceva parte del divertimento. Peanut è carico di vitalità, è molto creativo ma nel corso del film scopriremo che nasconde qualche segreto. È anche sensibile e introspettivo”. 

 Lo scimpanzé è il personaggio che ha le idee più grandi”, spiega l’attore. “Lui è la mente e lascia che gli altri si occupino dei dettagli”, dice Butz. “E’ una specie di Steve Jobs di Wonderland! Forse ha una capacità di concentrazione più limitata perché è una scimmia e non riesce a occuparsi di tutti i dettagli. Ma di questo non si preoccupa: ciò che gli interessa sono le idee nuove. Lui e June sono affini, in un certo senso”. 

La famiglia è uno dei grandi temi del film, dice Butz. “La famiglia può essere il nucleo in cui siamo nati, in cui siamo entrati o che abbiamo formato in seguito a una determinata situazione nella nostra vita. Possiamo appoggiarci alla famiglia, nei momenti di difficoltà. L’altro grande tema è l’immaginazione, e l’invito a sfruttarla in modo positivo. L’immaginazione non è solo per bambini. È il modo in cui vediamo la bellezza, vediamo la speranza e la giustizia”. 

Steve il porcosopino è sempre all’erta per assicurarsi che vengano osservate tutte le regole della sicurezza e le precauzioni del caso. Consapevoli che John Oliver, il pungente conduttore inglese di “Last Week Tonight” di HBO, avrebbe doppiato il personaggio di Steve, gli scrittori si sono basati sul suo personaggio televisivo per creare lo spinoso roditore dei boschi. “Quando abbiamo visto il suo programma, la domenica, avevamo ancora in testa la sua voce, il giorno dopo”, dice Appelbaum. “La sua presenza ci ha aiutato a creare il personaggio. Il suo modo di parlare ha un ritmo e una cadenza molto specifici”. 

Per Appelbaum, Steve è stato il personaggio più divertente da descrivere. “Ha una sua dolcezza”, osserva lo scrittore e produttore. “Quando arriva l’Oscurità, Steve perde il controllo della situazione. È un po’ confuso dato che era abituato a dominare tutto e tutti”.  

Oliver dice che l’immagine che Steve ha di se stesso è abbastanza diversa da come viene percepito dai suoi colleghi. “Steve si considera il cuore e l’anima di tutto il parco”, dice il comico.  “Altri potrebbero descriverlo come un guastafeste. Sicuramente non è proprio Mister Simpatia. È un personaggio che crea stabilità e che cosa c’è di meglio, in fondo, di un solido fondamento? Perlomeno questo è quello che sostiene Steve”. 

Steve ama  Greta, l’assennata amministratrice di Wonderland, doppiata da Mila Kunis. “A prima vista potrebbe sembrare un cinghiale qualsiasi”, dice Oliver. “Steve deve esercitare un grande autocontrollo per non schiaffeggiare chiunque osi pensare una cosa simile, perché Greta è il suo angelo starnazzante. Grazie  a lei,  Steve desidera essere un porcospino migliore”.

 Oliver la descrive come una romantica storia inglese. “Abbiamo visto molti film in cui gli inglesi provano grandi passioni che non riescono a esprimere e muoiono senza averle rivelate. Per fortuna Steve, quando rischia la propria vita, le parole riesce a trovarle. Il problema è che queste parole sono “Brucio per te!” 

Il grande sostenitore di “Saturday Night Live” Kenan Thompson e l’attore comico Ken Jeong interpretano rispettivamente i fratelli castori Gus e Cooper, i due manutentori del parco, che lavorano insieme per aggiustare tutto quello che c’è da aggiustare, con risultati spesso contrastanti. 

“Gus è un castoro allegro, energico, sempre affaccendato”, dice Thompson,  che vanta la presenza più lunga nella storia di “SNL”. “Ho scoperto che in realtà i castori sono viscidi e umidi, con strani denti marroni, e non mi piacciono. Ma nei cartoni sono allegri e vivaci. I castori hanno grandi denti e grandi code, quindi io e Ken abbiamo cercato di concepire molti effetti sonori legati alle loro caratteristiche, per riprodurre ad esempio la loro veloce masticata. Abbiamo deciso che al posto di dare il cinque, avrebbero sbattuto le loro code”.

Jeong aggiunge che nonostante i fratelli nutrano le migliori intenzioni, spesso non riflettono bene sul da farsi. “Mi piace molto la dinamica tra fratelli, le loro frizioni e la loro competitività”, dice. “Si vogliono bene e adorano il parco, quindi fanno di tutto per salvarlo, e lo fanno con le loro stravaganze. La parte migliore è stata lavorare con Kenan, le nostre sessioni sono state magnifiche. Abbiamo riso un sacco ma sono riusciti a recuperare alcuni pezzi da usare come dialogo. È una delle persone più divertenti del mondo”. 

Boomer, il grande orso blu che accoglie i visitatori, doppiato da Ken Hudson Campbell, si trova all’entrata del parco e saluta gli ospiti con un grande abbraccio. Il suo lavoro è assicurarsi che tutti si divertano, ma l’Oscurità lo trasforma e così Boomer, da orso ottimista, compagnone e dinamico, diventa narcolettico, pauroso e pieno di dubbi. “Dato che nessuno viene più a visitare il parco,  Boomer perde il suo scopo di vita”, spiega Nemec. “Senza Peanut, gli manca l’ottimismo. Non sa come riempire il vuoto”.

Ma quando arriva June, ritrova la speranza. In effetti potrebbe essere lei la chiave della loro salvezza. Greta, invece, è sospettosa della nuova arrivata. “Quando June rivela di essere lei la vera creatrice del parco, Greta non riesce ad accettarlo”, dice Appelbaum. “Quindi il suo arrivo crea qualche conflitto fra gli animali. Questa divertente dinamica permea tutto il film”. 

Dopo l’arrivo dell’Oscurità, la minaccia più immediata al benessere di Wonderland è l’orda di Scimpazombie che cercano di smantellare il parco. In passato gli Scimpazombie erano adorabili  scimpanzè ma ora si sono trasformati in armi di distruzione di massa, travolgendo tutto e tutti, strappando via i pezzi di Wonderland per nutrire l’Oscurità. “Sono terrificanti ma anche adorabili”, dice Appelbaum.  

 

Fuochi d’artificio e giostre volanti

Dalla prima immagine aerea del capolavoro di ingegneria di June, la grandezza di Wonderland è innegabile, nonostante versi in condizioni disperate. Non ha eguali per quanto riguarda le sue dimensioni, la sua originalità creativa e la sua dimensione un po’ folle. Nemec e Appelbaum hanno immaginato il parco giochi più originale e divertente mai creato prima d’ora, scaturito dall’immaginazione di una bambina di 8 anni e realizzato nei dettagli più strabilianti. Hanno lavorato al fianco dello scenografo Fred Warter per disegnare le straordinarie attrazioni del parco.

Warter ha esortato la sua squadra a risvegliare la propria natura infantile per concepire le idee più originali e creative che potrebbero venire in mente a una bambina come June. “June è un’inventrice nata e abbiamo cercato di mostrare tutto il suo estro”, spiega Warter. “Abbiamo cercato di metterci nell’ottica di un bambino, per dare vita a ciò che può piacere a un bambino. Quello che vediamo non esiste nel mondo reale, ma è comunque regolato dalle leggi della fisica”. 

Normalmente un parco giochi ha scivoli d’acqua, spiega, ma a Wonderland ci sono le Fireworks Falls, acque impetuose fatte esclusivamente di fuochi d’artificio su cui i visitatori possono scivolare sul fianco di una montagna. “Queste cascate uniscono  un acquascivolo ai fuochi di artificio che spesso chiudono in bellezza la giornata del parco”, spiega Warter. “Abbiamo preso come modello le rapide di 5° grado (fra le più pericolose), e ci siamo ispirati anche ad altri fuochi di artificio, quindi si può dire che è tutto basato sulla realtà”. 

Quando gli scrittori hanno proposto la creazione di Zero-G Land, lo scenografo ha fornito una soluzione semplice, elegante e logica per la mente di un bambino. “Penso che chiunque abbia fantasticato di volare”, spiega Warter. “June teorizza che riempiendo una stanza di palloncini, alla fine si può fluttuare insieme a loro. È un’idea che realizza i nostri sogni e desideri”.

La  Grand Wonder è una montagna russa immensa, con il giro della morte che attraversa la ruota panoramica, e poi torna indietro. “E’ talmente ricca di elementi che assomiglia alla macchina di Rube Goldberg con tutti i suoi meccanismi concatenati che la rendono ancora più estrema delle normali montagne russe”, dice Warter.

June ricorre alle sue invenzioni originali per salvare il parco, compreso il pezzo forte di Wonderland, lo Sky Flinger, un gigantesco robot a forma di ragno che domina il parco. “E’ la mia scena preferita del film”, dice Appelbaum. “Quando June cerca di ricostruire la Grand Wonder utilizzando lo Sky Flinger il pubblico fa il tifo per lei’.”

Per accrescere il senso di urgenza della ricerca di June, i filmmaker hanno chiesto al direttore della fotografia e delle luci Miguel Pablos Contreras di infondere la sensazione di live action nelle immagini del film. “Wonder Park  ha una personalità unica, non è il classico film d’animazione”, dice  Contreras. “Abbiamo creato un’atmosfera di luce naturale, ombre, con le imperfezioni del mondo reale. Alcune scene sono appositamente sovraesposte, altre sottoesposte. Abbiamo ipotizzato la posizione del sole nel cielo e il suo effetto sulle immagini. Si avverte la presenza della macchina da presa in ogni scena. Il momento in cui June entra nel magico mondo di Wonderland, la luce diventa ancora più avvolgente, i colori più vibranti e l’atmosfera generale più calda. Esalta le sue azioni, il suo viaggio e i suoi rapporti con gli altri” 

 

La musica riflette la magia

Uno degli elementi più importanti, per i filmmaker, era trovare una colonna sonora in grado di esprimere l’inventiva di June e di dare risalto al lato drammatico e visionario del film. Hanno reclutato Steven Price, il compositore premio Oscar® dell’originale film Gravity di Alfonso Cuarón, ambientato a bordo di uno shuttle, per riuscire a comunicare, attraverso la musica,  la stessa grandezza e originalità della creazione di June.

“Il film è incentrato sull’immaginazione”, spiega Price. “Sono rimasto stupefatto da quanta creatività contenga. Ho cercato di convertire quel sentimento in musica e di immergere il pubblico nelle immagini. Se siamo in una terra con zero gravità,  perché mai la musica dovrebbe essere convenzionale? Spero che il pubblico avverta questa sensazione quando volteggeranno sulle montagne russe insieme a June”.

Price voleva trovare un tema musicale che rendesse giustizia a Wonderland e che trasmettesse l’entusiasmo suscitato dal parco. “E’ il parco giochi che tutti sognano, il luogo più accogliente, fantasioso ed elettrizzante del mondo”, spiega. “Nella mia musica ci sono molte campane tubulari che ravvivano l’atmosfera”. 

Ma come sottolinea il compositore, Wonder Park  è anche la storia di una famiglia che affronta l’incertezza, quindi c’era spazio anche per una musica suggestiva. “All’inizio racconta la storia di June e di sua mamma, e delle cose che condividono insieme”, dice Price, “Il loro tema ha un tono caldo ma passa da maggiore a minore durante i momenti più tristi. Ci guida attraverso il film mentre la protagonista vive la sua avventura”.

Price, che non aveva mai creato la musica di un film d’animazione, dichiara di aver apprezzato questa esperienza. “La cosa bella e difficile dell’animazione è che non c’è nulla nell’inquadratura che non abbia motivo di esserci”, spiega. “La mia colonna sonora ha una certa struttura, poi ho aggiunto altri elementi mentre notavo i vari dettagli dell’animazione. Il risultato è molto potente”.

Il compositore voleva da tempo lavorare in un film adatto anche ai suoi figli ed è rimasto conquistato dai memorabili effetti visivi di Wonder Park, uniti a una trama avvincente.  “Nella storia ci sono personaggi meravigliosi e divertenti che vivono mille avventure. Questo film ti dà la carica se ti senti giù. Spero che piaccia a loro tanto quanto è piaciuto a me”. 

 

La luce intorno a noi

Appelbaum e Nemec sanno che Wonderland gli mancherà ma i ricordi sono parte di ciò che rende il film speciale per loro. “Wonderland vive nel paesaggio magico concepito dalla mente di June”, dice Appelbaum. “E ora nel nostro. Non accade spesso di essere coinvolti in un progetto come questo, che si può costruire da zero, proprio come ha fatto June con il suo parco. La nostra speranza è di aver creato una storia intramontabile”. 

Per i due scrittori, fare un film che riguarda la capacità di raccontare una storia, è stato incredibilmente soddisfacente. “Ci piace giocare con la fantasia”, dice Nemec. “Siamo fortunati perché alimenta il nostro lato giocoso. Ma non riguarda solo la storia del libro, bensì anche i momenti veri, le lezioni vere, le cose reali che impari e che porti con te. Siamo onorati di poter raccontare una storia come questa”. 

Il duo si augura che il film ricordi al pubblico che anche se qualcuno non è più fisicamente presente, il suo ricordo può continuare a produrre un’influenza positiva nella nostra vita. “Anche nei momenti più difficili, si può diventare migliori”, dice Nemec. “I ricordi che ci portiamo dentro, ci danno conforto, quindi vanno preservati. Come dice June alla fine del film: ‘L’Oscurità non è andata via, ma forse è lì per ricordarci che siamo circondati dalla luce’. L’Oscurità fa parte della vita. A ognuno di noi può capitare di attraversare momenti bui, più o meno lunghi. Ma la presenza del buio è necessaria a farci apprezzare la luce”.

 

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Le voci italiane

GIGI E ROSS: Cooper e Gus, i castorini

FRANCESCO FACCHINETTI: Steve, il porcospino

 

Produttori esecutivi
KAREN ROSENFELT
DON HAHN

Prodotto da
JOSH APPELBAUM
ANDRÉ NEMEC
KENDRA HAALAND

Sceneggiatura di
JOSH APPLEBAUM & ANDRÉ NEMEC

Storia di
ROBERT GORDON
JOSH APPLEBAUM & ANDRÉ NEMEC

 

 

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