Viviroma.it spettacoli a Roma - Abbiamo visto: SERENA ROSSI in - IO SONO MIA - IL FILM SU MIA MARTINI

Sabato, 12 Gennaio 2019

Quasi cinquant'anni fa, comparve una stella nei cieli della musica italiana: RCA pubblicò un album - Oltre la collina - che conteneva una canzone - Piccolo Uomo - che rivelò ai più Mia Martini.

 

Questo straordinario film, nelle sale italiane per solo tre giorni, da lunedì 14 a giovedì 16 gennaio, parte da un piccolo uomo: il papà di Mimì e Loredana Bertè che distrugge il giradischi di una Mimì bambina e la schiaffeggia. Scossa, con un rivolo di sangue che le esce dal naso, Mimì riprende in mano la spazzola che stava usando a mo' di microfono, e ricomincia a cantare, senza musica.

Perché Mimì è nata per cantare, e a questo dedicherà tutta la sua vita. Altre volte, altri piccoli uomini cercheranno di distrarla da questa sua passione, ma lei volerà sempre alta e, noncurante di tutto, ci consegnerà delle perle che ancora oggi ci fanno vibrare. Persino di fronte ad una campagna di quelli che oggi chiameremmo haters o trolls che diffusero la voce che Mia Martini portasse sfiga, lei ci ha dimostrato che gli sfigati erano loro.

Serena Rossi è monumentale nell'interpretazione, bellissima e bravissima, il regista Riccardo Donna dice di lei: "A me interessava soprattutto l’anima di Mimì. Quella cercavo... e l’ho trovata grazie anche a Serena Rossi.

Un’attrice che si è calata con eleganza e umanità nel personaggio, non facendone un’imitazione, ma dandole se stessa. Mimì è diventata Serena e viceversa. Vedrete che emozione vi darà."

Bello anche il rapporto con la giornalista Lucia Neri, figura di fantasia nella foto in alto, che intervista Mia Martini nelle 48 ore che precedono il suo ritorno sul palco dell'Ariston nel 1989, dove canterà "Almeno tu nell'universo" (nella foto in basso con una riproduzione del vestito dell'epoca che comparirà nelle immagini di repertorio sui titoli di coda).

Il film, imperdibile, vi emozionerà ovunque lo vediate, anche nel passaggio previsto sui canali RAI, ma al cinema, non scherziamo, è tutta un'altra storia!

NOTA TECNICA

La vita di Mia Martini, come in fondo forse quella di tutti i grandi artisti, è stata spesso dominata dalla difficoltà di coniugare il suo indiscutibile talento e il diritto di poterlo esprimere liberamente, con gli impedimenti e le difficoltà della vita reale e quotidiana che continuamente l’hanno messa di fronte a scelte e compromessi difficili da gestire.

Questo è il dato di partenza, il nocciolo reale, vero, dal quale si dipana e si allarga tutto il racconto che mescola fatti realmente accaduti alla finzione di chi decide di raccontarli.

Il ritorno di Mia Martini a Sanremo 1989, il perno intorno al quale la storia si sviluppa, è un fatto reale, com’è reale il fatto che accadesse dopo ben cinque anni che Mia si era ritirata dalle scene, anni nei quali per pagare l’affitto aveva scelto di continuare ad esibirsi, accompagnata solamente da una base - lei che aveva cantato all’Olympia - nelle sagre rionali e nelle feste di paese. Tutto vero. Vero anche quel suo carattere a volte troppo intransigente, irrequieto, che non sopportava imposizioni, che voleva essere sempre artefice del suo destino e che l’ha portata a recedere il contratto prima della scadenza con un’importante casa discografica che la rappresentava - riducendola così sul lastrico - perché voleva imporle autori nuovi e un modo differente di vestirsi e di cantare, temendo che si alimentassero le voci che già negli anni ‘70 circolavano sul suo conto. Anche questo tutto vero. Le voci stupide, ma terribili, che avevano a che fare con il pregiudizio, con la calunnia, che si sono insinuate nella sua vita, inizialmente come un venticello leggero per poi trasformarsi in una vera tempesta che ha finito per travolgerla costringendola di fatto al ritiro.

La parte affidata alla finzione nella storia è portata soprattutto dai personaggi che ruotano intorno a Mia e che servono a rendere più chiara la narrazione.
Lucia Neri, prima tra tutti, è la giornalista che l’accompagna nelle quarantotto ore che la separano dal suo sperato e temuto ritorno sulla ribalta di Sanremo. Non sapremo mai se Mia quelle quarantotto ore le ha vissute davvero così. Ricordando e raccontando a un’altra donna come lei cosa l’ha portata a ritrovarsi lì dove si trova adesso, con la paura e l’ansia di ritrovare il suo pubblico; come non sapremo mai se l’altro personaggio di pura fantasia, Tino Notte, sia stato davvero lui a mettere per primo in giro la voce che Mia Martini portasse sfortuna.

Anche Andrea, un fotografo che incontra una sera dopo un suo concerto alla Bussola, grande amore che attraversa almeno dieci anni della sua vita, tra alti e bassi, liti e incomprensioni, fino alla chiusura finale, è un personaggio di fantasia e la loro storia è in linea con le tormentate storie d’amore vissute dall’artista. Perché in fondo le storie d’amore, soprattutto quelle tra due artisti di talento, possono somigliarsi, nei grandi conflitti e negli slanci passionali che le segnano.

Alba la sua amica, Loredana Bertè sua sorella, Crocetta il suo manager, il suo entourage di autori, Bruno Lauzi, Franco Califano, suo padre Giuseppe, sono tutti personaggi veri, che hanno avuto chi per un verso, chi per l’altro, un ruolo fondamentale nella storia di Mia. E tutti insieme ci aiutano a comprendere meglio e a restituire dignità all’artista e alla donna Mia Martini.

 

 

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