INTERVISTA DEZEBRA

Mercoledì, 27 Gennaio 2021

Dezebra (all'anagrafe Gaetano Marinelli, classe 1974) è un cantautore, musicista, autore e produttore di origini pugliesi. Vive nelle marche dal 1996 dove lavora e produce musica.

Autore e musicista degli Zuth! Autore per Falene La Complice, autore per Grano e Versilja. Nel 2018 ha fondato la net label indipendente Gorilla Dischi.

Oggi ha fatto due chiacchiere con la redazione di ViviRoma

 

Chi sei? 

Sono Dezebra (all'anagrafe Gaetano Marinelli) e sono un cantautore, musicista, autore e produttore. 
Amo definirmi "cantautore operaio", scrivo canzoni e vivo del mio lavoro in fabbrica. 
La musica non mi permette di pagare l'affitto e le bollette e forse lo preferisco. 
Non vorrei scrivere per mestiere, potrei annoiarmi.
Mi sono accorto che molti professionisti della musica (non tutti ovviamente) con il tempo diventano patetici ma continuano a fare dischi, quindi sono mestieranti della musica, magari famosi ma bolliti. Per quanto mi riguarda scrivo solo quando ho qualcosa da dire. Ho scritto anche per molti altri artisti indipendenti, alcuni fanno parte della Gorilla Dischi, una net label che ho fondato e che gestisco con il mio amico Max Monti, anche lui cantautore e produttore.

Perché lo fai? 

Penso sempre al suicidio e sono ipocondriaco, perché ho paura di morire. Sembra una contraddizione e forse lo è, mi contraddico spesso. 
La musica riesce a tenere lontani questi cattivi pensieri e risolve le mie contraddizioni.
Attraverso la musica comprendo di più me stesso e gli altri. La musica mi costringe a pensare, è cultura, in fabbrica invece sono solo il prolungamento di un macchinario, è alienante. 
Senza musica vivrei in un profondo disagio esistenziale.


Tre artisti con cui vorresti collaborare

Con gli Züth! (Band che ho fondato con Antonio Berdini e Irene Laslo) ho già realizzato delle collaborazioni importanti. 
Attraverso la band ho collaborato con Gianluca De Rubertis (Il Genio) bravissimo cantautore, il suo ultimo album è un capolavoro. 
Ho collaborato con Georgeanne Kalweit ( indimenticabile voce dei Delta V ) 
La voce di Georgeanne è una delle mie preferite in assoluto e lei è una persona splendida oltre ad essere una grande artista. Ascoltatela nel suo percorso da solista. 
Ho partecipato sempre con gli Züth! nel disco che celebra i 30 anni di 17 re prodotto dagli stessi Litfiba. 
È stata un' esperienza bellissima, quindi ringrazio ancora Ghigo Renzulli e Piero Pelù per questa opportunità. 
Nel mio percorso da solista mi piacerebbe collaborare con i Baustelle (sono un loro fan da sempre) , con il grandissimo Fausto Rossi e con Mauro Ermanno Giovanardi (La Crus). 
Tra gli artisti più giovani Mesa, Ariete e Young Signorino. 
Il massimo però sarebbe Franco Battiato.

Dove ti vedi tra cinque anni? 

Tra cinque anni sarò ancora da solo nella mia stanza seduto davanti a un foglio bianco a scrivere canzoni. Ne ho scritte circa 400 (ne ho pubblicate 50 con diversi progetti) 
Con Dezebra ho pubblicato 3 singoli, ma l'album è pronto. 
5 anni sono tanti, e tra cinque  anni potrei vedermi ovunque... Potrei essere alle Hawaii insieme ad una Top Model, oppure in una sala operatoria per cambiare sesso (vorrei solo sapere cosa si prova ad essere donna, farei anche un intervento per avere tette grandi come quelle di Sabrina Salerno) 
Quando scrivo non ho sesso, posso essere uomo o donna. 
Probabilmente tra cinque anni farò quello che faccio oggi, il "Cantautore operaio", solo con qualche anno in più.

 


Ma tu, di che segno sei? 

Nello zodiaco sono della Vergine, ascendente Cancro, Luna in Ariete, me lo ha detto una zingara quando facevo il servizio militare a Roma, mi ha anche letto la mano. È successo alla stazione Termini mentre tornavo in Puglia per una licenza. 
Nel brano "Ventilatori" ho scritto questa frase perché quando mi capita di conoscere qualcuno voglio sapere sempre il segno zodiacale. Sempre. 
Il riferimento alle stelle comunque è ovvio. 
Credo nelle stelle...uno  chansonnier deve credere nelle stelle, soprattutto se parla d'amore. Sono un romantico, ma soprattutto un illuso. 
"Ventilatori" è una canzone d'amore, è difficile sopravvivere  alla fine di una storia  importante, è difficile proprio come la nostra vita quando cerchiamo di sopravvivere al nostro quotidiano, schiacciati da affitti, mutui, tasse e rate da pagare. 
Il ventilatore fa pensare a qualcosa che rinfresca, potrebbe essere un nuovo amore importante ma anche una semplice avventura di una sola notte in albergo. Mi sono immaginato in una scena da film fatta di baci e carezze ricevute da chi non rivedremo più ma che rappresentano qualcosa di diverso, un vento nuovo che arriva a rinfrescarci anche se per poco. 
Anche il tradimento può essere rinfrescante nella nostra vita. Il tradimento è una novità. 
Ho immaginato tutto questo mentre camminavo sulla spiaggia (abito sulla Riviera Adriatica), finiva l'estate e c'era una vecchia signora seduta su una sdraio che cercava di risolvere un cruciverba, infatti il brano si chiude con questa immagine "le vene varicose, di vecchie signore, col cruciverba sulle spiagge", il cruciverba non fa riferimento a niente di enigmatico, nel brano non c'è nulla di enigmatico, anzi è uno dei miei brani più schietti è diretti.

 


Consigli per l'ascolto

Per l'ascolto vi consiglierò artisti molto giovani, nuovi, o poco conosciuti al grande pubblico come Caleido, Los bitchos, lamaglietta, Ceroli, Mesa, Alex Izenberg, My Girl is retro, Emily ndme, Are you real?, Pablo America, Laceno,  Elettronoir, Toru, Billy Bonbon, Canarie, Tutti Fenomeni, Mòn, Elsa Birgitta Bekman, Colombre, Malvida, Insecure men, Lebanon Hanover, the Agnes Circle, Lucio Corsi, Amerigo Verardi, La sera, Real Estate, Metronomy, Protomartyr, Girl Band, Muzz, Star horse, Idles, Mac de Marco, Daniel Blumberg, Mister M, Gabriel Medina, Falene, Züth! + Grano, Versilja,  e ovviamente Dezebra di Gorilla Dischi. 
Ce ne sarebbero molti altri ma mi fermo quí.

 


 Viviroma si occupa di cultura e spettacolo, cosa ne pensi della scena musicale indipendente italiana? 

La scena musicale indipendente italiana è molto prolifica, attiva e originale e questo è un bene. 
Ci sono però molti detrattori degli artisti Indie e/o indipendenti :
I nostalgici, quelli che rompono con la solita frase " Ma vuoi mettere con i Pink Floyd, i Led Zeppelin... Lo dicono senza aver ascoltato musica indie. Di solito indossano magliette dei Queen (band che mi fa cagare) o di altri loro miti. 
I conservatori, (simili ai nostalgici) quelli che dicono " Ai miei tempi la musica era davvero di qualità " 
Hanno ascoltato qualcosa di nuovo ma sono legati al loro ventennio. Inutile convincerli. 
I rosiconi, spesso sono studenti di Conservatorio, di scuole di musica, o fan dei Dream Theater, invidiosi del successo di chi, con pochi accordi e tanta creatività e originalità piace più dei loro pistolotti musicali noiosissimi, fatti di composizioni iper tecniche o jazz che forse suoneranno in una gelateria davanti ai parenti e agli amici. 
Poi ci sono gli insegnanti di musica e di canto, spesso si comportano come i nostalgici citati prima. 
Abbiamo poi le prostitute della musica ( cover band e tribute band ) che io chiamo i Gigi Sabani della musica, che criticano chi crea arte ma loro sanno solo suonare a memoria e male una ventina di brani dei Kiss (utilizzando anche parrucche comprate dai cinesi) 
Concludo con i qualunquisti, quelli che dicono che " L 'indie è tutto uguale " 
Quelli che lo dicono, di solito, hanno ascoltato al massimo Calcutta o The Giornalisti che in ogni caso sono diversi tra loro e rappresentano un pop diverso dal classico pop italiano ma non possono essere definiti Indie, anche perché se la passano meglio nel mainstream (buon per loro )
A me piacciono ma l'indie è davvero altro. 
La musica indipendente italiana ha mille sfumature e contaminazioni, una attitudine, un approccio artigianale, in molti casi molto lo-fi. L'indie ha ereditato dalla cultura punk l'etica DIY...l'indie è anche attitudine  all'autoproduzione oggi facilitata dalle nuove tecnologie, ma non solo. 
L'indie è anche la voglia di esprimersi con la propria arte in totale libertà, senza usare i canali mainstream restando volontariamente fuori dalle logiche mainstream che trattano l'artista e ciò che fa come un prodotto di consumo ( i talent show sono il braccio armato delle major) 
Gli artisti indipendenti italiani vanno valorizzati e non snobbati. 
Il problema è culturale. 
Principalmente all'italiano medio manca la cultura musicale. 
Bisogna ripartire dalle scuole e dalle scuole di musica che devono rinnovarsi. 
Ci vuole una legge che obblighi le radio a programmare musica Indipendente e non solo prodotti preconfezionati mainstream. 
Ci vorrebbe più sensibilità da parte di tutti verso questa moltitudine di artisti che hanno solo voglia di esprimersi e raccontarsi attraverso la propria arte e le proprie canzoni. 
Conduco un programma televisivo su una TV privata e  trasmetto solo artisti indipendenti. 
Ho trasmesso per 3 anni in una web radio solo musica indipendente. 
La mia parte la faccio e faccio i miei complimenti a voi di Viviroma che andate nella stessa direzione. 
Ci sono davvero cose bellissime nel panorama underground italiano. Alcune realtà le ho citate nella risposte precedente. 
Molti sono giovani e bravissimi, e io sono dalla loro parte. 
Ci sarebbe ancora molto da dire...

 

La Redazione ti Ringrazia.

L'ultimo singolo è Ventilatori, pubblicato ad ottobre 2020, ecco il link per l'ascolto:

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Autore

Redazione

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