Emilya ndMe - Intervista dell'Artedì

Martedì, 19 Gennaio 2021

Emilya ndMe, moniker della ligure Lauretta Grechi Galeno, esordisce nel gennaio 2019 con il singolo Snow, brano intimo e sognante dal finale esplosivo. Il singolo è il perfetto varco per entrare nel pianeta sonoro dell’artista: un mix unico di elettronica e indie pop, con synth e chitarre a creare tessiture ambientali su cui si brilla una voce dolce e penetrante.Durante il 2019 Emilya pubblica 3 singoli e, finalmente, a maggio 2020, il primo album: Thank you for your complaints, masterizzato da Valgeir Sigurðsson, storico collaboratore di Björk.

Oggi è nostra ospite e risponderà ad alcune domande per Viviroma.it

 

Chi sei? 

Sono Emilya ndme più di quanto sia anagraficamente Lauretta Grechi Galeno.  Dico questo perché quando sono Emilya ndme sono totalmente me stessa: in quel mondo mi concedo tutto, sperimentare, sognare, arrabbiarmi, odiare, amare, cose che nella vita quotidiana, fatta anche di tanto pragmatismo, è alle volte difficile concedermi. Sono una persona che vive per la musica e l’arte e lo sono sempre stata fin da bambina, indole o esigenza. Da sempre mi guida l’istinto di tradurre emozioni e pensieri in qualcosa che anche gli altri possano cogliere, assaggiare ed è questo che l’arte, tra le altre cose, permette di fare. Studio musica e danza da quando sono piccola, ho lavorato e composto per il teatro, ho avuto parecchie band e da un paio d’anni ho deciso di trasformare tutte le mie esperienze in questo progetto che meglio di altro, fino ad oggi, posso dire mi rappresenti.

 


 

Perché lo fai?

Perché ne ho bisogno, perché mi nutre e mi libera.

 

 

Tre artisti con cui vorresti lavorare: 

Sigur Rós, St. Vincent, Apparat

 

Dove ti vedi tra cinque anni? 

In giro per l’Europa, sui palchi. 

 


 

‘Thank You for Your Complaints’ è il tuo ultimo album, già dalle prime tracce si comprende la tua ecletticità e la tua voglia di sperimentare, quanto lavoro c’è stato dietro questo progetto?

Un anno di lavoro, tra scrittura, arrangiamenti e la ricerca sonora alla quale è seguito il lavoro molto curato di editing e mix. Ciò che ascolto di più in un disco è proprio la pasta sonora, forse prima ancora di melodie e arrangiamenti. E’ ciò che più mi rapisce ed è ciò che in primis ho cercato di ottenere lavorando al mio “Thank you for your complaints”. Tutto il resto, testi, melodie, composizione, è frutto dell’ispirazione: è venuto fuori in modo naturale e al momento giusto

 

 
ViviRoma si occupa di cultura e spettacolo, cosa ne pensi della scena musicale italiana?

Penso che la parte più interessante delle realtà musicali italiane stia nel sottobosco. Non è ciò che sentiamo alla radio o vediamo trasmesso dai canali ufficiali. E’ fatta di piccole realtà autoprodotte, spesso da scovare e che credo siano pronte per farsi sentire da molte orecchie. E’ incredibile ed innegabile la qualità di progetti che mi capita di ascoltare e scoprire quasi oramai quotidianamente, in lingua italiana ma anche moltissimi in inglese che non hanno nulla da invidiare al panorama europeo. Credo sia il momento di allargare gli orizzonti e smettere di parlare di musica italiana esclusivamente in italiano. Per questo non cedo mai il passo quando mi sento criticare perché scrivo in inglese: sono profondamente convinta che sia un modo molto banale di vedere le cose, poco lungimirante e nemmeno troppo “artistico". Sarebbe come chiedere ad un pittore di dipingere  sempre utilizzando il chiaro - scuro di Caravaggio perché fa parte della tradizione: mi viene da dire che sia arrivato il momento di prendere in mano un manuale di storia dell’arte e studiare per imparare un linguaggio che non si conosce.


Viviroma ti ringrazia per il tuo tempo, di seguito la storia e il link per l'ascolto dell'album  'Thank You for your Complaints' :https://open.spotify.com/album/3Sz1pEFTNR7NJGchMruaSO?si=w3J-_th6RKuPB6UJH9Pmww

 

Le atmosfere della musica nord-europea caratterizzano il sound e l’immaginario del disco, che percorre la storia sentimentale e l’amore per la vita e la natura dell’artista. Le sonorità rivelano uno spettro d’influenze ancora più ampio dei singoli, spaziando al trip-hop, al downtempo e al glitch. L’amore per l’arte scenica traspare dai numerosi videoclip che accompagnano il disco e di cui cura personalmente la regia e i costumi, fondendo musica, immagine, estetica ed anche danza. Importanti per Lauretta sono anche le collaborazioni con il mondo del teatro, che la vedono girare per l’Italia in veste di compositrice di colonne sonore e cantante di diversi progetti.

 
Il disco si compone di 7 brani: esperienza sonora intrisa di natura, vento, ghiaccio e al mare dell’Islanda, un viaggio che si addentra tra i ricordi e i sentimenti nascosti in fondo dove può arrivare soltanto la musica. “Ho voluto mettere nella musica i colori, i suoni e i rumori che mi ricordano la vita all’aria aperta, che mi fanno annullare la dimensionalità del mio essere".In questa rarefazione resta sempre presente la batteria, che tra campionamenti ed effetti glitch, mantiene alta la componente di beat. La voce è in primissimo piano e si sposta tra i registri creando sensazioni e atmosfere sempre diverse. 
Come primo pezzo troviamo Snow, il primo singolo che ha dato inizio a tutto il viaggio di Emilya ndMe. Questo pezzo è una dedica alla madre ed è manifesto del disco.  A seguire si trova Taxi Driver: pezzo diretto dalle sonorità wave, prende le persone per mano e le accompagna verso l’ascolto dei brani successivi. Taxi Driver è un accompagnatore, una sorta di Caronte musicale. Yellow Led è un brano arioso e caldo. I suoni e i beat rappresentano le sonorità dell’intero disco. Ain’t Planet B è una dedica preghiera al nostro pianeta ma anche un rimprovero per l’umanità. Un’umanità che ha sfruttato il pianeta senza alcun riguardo e che se non pone subito rimedio, forse, potrebbe non esserci un lieto fine. A livello sonoro parte con un boato, come se la terra stesse implodendo. In questo pezzo la batteria si stacca come uno strumento a se stante in una solistica e parallela danza con un crescendo finale che ricorda un corpo celeste che si ripiega su se stesso e implode. A Giant Step è un brano dolce dedicato ai nuovi nati, un benvenuto al mondo accompagnato dalla linea melodica del pianoforte e quella della voce che si intrecciano. XOXO é la traccia più elettronica del disco. Dal titolo ironico e frivolo mette in luce un aspetto delle relazioni moderne costruite su conversazioni virtuali a colpi di emoticon spesso a discapito di chiarezza e lealtà nella vita reale. Thank You for your Complaints è il pezzo che racconta quanto le critiche, per quanto possano far male, talvolta siano importanti per comprendere quale sia in realtà la nostra strada. Il finale stesso della canzone, aperto con suoni avvolgenti, si apre al futuro. 

 

Edited & mixed by Gabriele Pallanca/ Genova Records, Genova 
Mastered by Valgeir Sigurðsson/Greenhouse Studios, Reykjavík
 
Lauretta Galeno / lyrics, music, arrangements
Alessandro Ciapica /arrangements, music 
Lauretta Galeno / vocals, synths, bass, drum machine 
Alessandro Ciapica / guitars, drum machine
Andrea Bissolotti / piano (A Giant Step)
Andrea Garibaldi / bass (Snow) 
Marco Pendola / drums (Snow)
Marco Fuliano / drums (Ain’t Planet B; XOXO)
Gabriele Pallanca / drums (Thank you for your complaints) 
Simone Carbone/ drums editing (XOXO) 

 

 

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