Zir0 - intervista dell'Artedì

Martedì, 03 Novembre 2020

Zir0, giovane artista emergente ha deciso di rispondere alle domande di ViviRoma per inaugurare la rubrica dell'Artedì.

 

Alessandro Buccini, in arte Zir0, originario di Isernia, attualmente studi al politecnico di Torino e, come hai affermato tu, “ogni tanto scrivo e canto” e anche molto bene possiamo dire. La nostra domanda però è: quando hai cominciato? Quando la musica è entrata a far parte della tua vita?

Ho iniziato a 14 anni per gioco, eravamo un gruppo di ragazzini e ci incontravamo a fare freestyle nelle piazze. Successivamente qualcuno abbandonò, io invece continuai. Cominciai a registrare i primi brani sul telefono, a livello amatoriale, successivamente feci qualche feat un po’ più serio, registrato in studio, con chi, come me, non aveva mollato e mi affermai come “artista di Isernia”. La città non è grande e le voci corrono, appena avevo la possibilità mi buttavo in piazza, nelle organizzazioni freeentry, openmic, io non mancavo mai. Poi conobbi Luca Narducci, il mio produttore, anche se lo definirei più mio fratello e con lui ebbe inizio il progetto Zir0.

 

Attualmente vivi a Torino, dopo la maturità hai cambiato totalmente vita. Quanto ti ha lasciato il Molise? Quanto è presente all’interno della tua arte?

La vita che faccio ora è impegnativa, studio ingegneria al politecnico e contemporaneamente porto avanti il mio progetto musicale in una città nuova, ma preferisco questa vita a quella di prima. Per me non è stato un Ricominciare ma un iniziare la mia vita da zero. La mia terra natia non mi dava stimoli, tipica città piccola dove non ho mai trovato uno spazio che mi facesse dire: ‘mi piace la mia città’. Volevo finire gli studi e prendere il volo e così ho fatto.

 

 

Questo è un momento particolare per il mondo musicale e per l’arte in generale. Come hai vissuto questo periodo? Ti è stato da stimolo per creare o ti sei sentito frenato?

Non è stato semplicissimo, ho avuto un blocco emotivo, mi sono sentito frenato e cercavo di trarre ispirazione anche da una banale passeggiata nel bosco. Ho dedicato il periodo del lockdown allo studio per lo più e successivamente sono tornato a sperimentare con la mia musica.

 

Attualmente hai deciso di ampliare il tuo progetto, collaborando con Guttercorp, un’etichetta indipendente di Milano sotto il management di Atena dischi. Lo scorso 26 maggio è uscito il tuo ultimo singolo ‘Winston’ distribuito da Artist First e attualmente è in progetto l’uscita di un EP di 5 brani, cosa ci dobbiamo aspettare da questo progetto? Come l’hai strutturato?

La mia musica e la mia scrittura seguono il mio flusso di pensiero, quindi o vi aspettate tutto, altrimenti se l’aspettativa è quella di potermi inserire ed etichettare in un qualsiasi genere non aspettatevi niente. Quando sto in studio mi lascio travolgere dall’atmosfera che si viene a creare e do libero sfogo al flusso di coscienza. Attualmente sto collaborando anche con altri artisti per qualche feat, ma ogni canzone segue uno stile diverso, se dovessi guardare l’EP nel suo insieme vedo tanta varietà, dovuta anche dalla collaborazione a traccia, l’apporto che ogni produttore dà sulla singola traccia è diverso, le influenze sono tante e il mio bagaglio si arricchisce sempre più.

 

Tra ‘Mai più’ e ‘Winston’ crei e trasmetti due atmosfere diverse, la prima più malinconica, la seconda più positiva, tu stesso hai affermato che Winston è un ‘prendersi bene’. Possiamo dire che i due brani siano lo specchio di una tua trasformazione?

Assolutamente sì, sono cresciuto tanto tra i due brani, Winston è stato scritto poco prima di lasciare la mia vecchia casa, quindi dentro ci sta tutto l’entusiasmo di una nuova avventura, entusiasmo che sto cercando di portarmi dietro ogni giorno, cerco di essere sempre positivo, la negatività non porta a nulla secondo me. Sono molto stabile da un anno a questa parte.

 

Canzone che ti ha cambiato la vita e che la cambierà anche ai lettori di ViviRoma.

Impossibile rispondere, ascolto troppa musica, mi piace spaziare anche nell’ascolto, passo dal jazz al pop all’indie, artisti che mi hanno influenzato particolarmente nel panorama internazionale sono Joji e Dominic Fike, nel panorama italiano ascolto molto Generic Animal, Venerus, Blanchitobebe. Sono tutti artisti che ammiro e che sperimentano molto che non posso etichettare in nessun genere e questo mi piace molto, anche perché è la linea che sto seguendo io.

Grazie per il tempo che ci hai dedicato, in attesa dell'uscita dell'EP condividiamo il link per l'ascolto di Winston:https://open.spotify.com/album/4ZGR1H7grSemQNVhFCtjEw

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