Viviroma.it spettacoli a Roma - ABBIAMO VISTO “Colazione di lavoro” Atto unico per attore e ensemble testi di Claudio Gregori musiche di Matteo D’Amico al teatro Palladium di Roma

Giovedì, 21 Novembre 2019

In collaborazione con Fondazione Roma Tre Teatro Palladium e il Conservatorio di Musica G. B. Pergolesi di Fermo, per il 56o festival di Nuova Consonanza abbiamo assistito il 17 novembre in prima assoluta al melologo “Colazione di lavoro”, atto unico per attore e ensemble. Una proposta che prosegue felicemente nella direzione intrapresa da qualche anno dalla direzione artistica finalizzata ad avvicinare il pubblico ad una dimensione “colta” che possa essere allo stesso tempo godibile e di facile accesso.

In palcoscenico Claudio Gregori (in arte Greg) nella doppia veste di attore e autore del testo e l'ensemble "Bruno Maderna" diretto da Gabriele Bonolis, impegnato nell’esecuzione della partitura in prima assoluta di Matteo D’Amico, compositore che ha sempre rivolto nel suo percorso artistico una particolare attenzione al rapporto tra musica e parola.

greg

Il titolo è tratto dal primo dei sei “racconti brevi”, raccolta che segue il precedente AgGregazioni ,primo libro di Greg, nel segno di una osservazione attenta del nostro vivere quotidiano con tutti i suoi tic, le cattive abitudini, le sue frenesie e le sue fobie. Da qui i due autori creano un percorso ’emotivo’ che da una tinta più ironica e divertita, gradualmente evolve verso situazioni più ombrose e inquietanti, senza mai perdere il tono leggero e intrigante che pervade tutti i racconti. Una sorta di poesia urbana dunque, a cominciare dalla “Colazione di lavoro” sospesa in un non-luogo a cui corrisponde un sorta di vuoto spazio-temporale e uno smarrimento o perdita temporanea della propria personalità. Nella "Discuteca" troviamo invece l'originale e dissacratorio ironizzare sui testi di Kerouak, Ferlinghetti, Ginzberg e Thomas Mann ridotti a beni di consumo al pari della musica techno e house e ballati sulla proposta di esperti books-jockey o "scrittolettori". Lo stile musicale di D’amico schietto e trasparente, mai eccessivamente astratto e concettuale ma sempre moderno e ispirato sia nel suo controllo ed economia dei materiali musicali che sotto l’aspetto formale, risulta particolarmente consono alle atmosfere surreali, ironiche e grottesche del testo. Come nell’episodio de "Lo scrittore", nel quale in una sorta di paradossale scambio e come in un gioco di scatole cinesi, lo scrittore e il suo personaggio scambiano i propri ruoli e rovesciano le proprie dimensioni, capovolgendo il rapporto tra racconto-finzione e realtà. In questo caso la tensione narrativa viene efficacemente sostenuta da un ostinato ritmico affidato al pianoforte sul quale archi e fiati intrecciano brevi interventi e che Greg sa sfruttare come prezioso elemento di interpunzione della sua narrazione. Il risultato brilla di una luce calda e particolarmente coinvolgente, nella quale la musica di D'Amico centra il traguardo nell’adozione di un linguaggio ricco di idee che serve perfettamente la parte recitata senza mai sovrastarla, pur mantenendo la sua autonomia. Ottima prova dell’ensemble Maderna costituito da Luisa Curinga al flauto, Fabio Battistelli al clarinetto, Luca Marziali al violino, Marco Simonacci al violoncello, Gioele Balestrini alle percussioni, sotto l’attenta e precisa direzione di Gabriele Bonolis.

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Autore

Murzi

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