Viviroma.it spettacoli a Roma - Abbiamo visto Rocket Band live al Riverside Food Sounds Good

Mercoledì, 13 Novembre 2019

La Rocket Band impressiona, quattro giganti messi insieme su un palco danno dimostrazione oggettiva della differenza che c’è tra chi arraffa e chi professionalmente sale sul palco e con la propria presenza, educa anche la persona meno addentrata nel settore, all’ascolto di esecuzioni strumentali. Hanno aperto il loro live in questo modo ed io ho voluto omaggiare la loro performance, inserendo nel video rappresentativo il loro live lo stesso intro, per regalare l’ascolto di una esecuzione cosi’ significativa  a chi non era presente.

Danilo Ombres segna il tempo con sapienza, dosandone l’intensità a seconda della tipologia di canzone eseguita,senza creare un effetto discrepante nel passaggio tra una esecuzione e l’altra, la sua intenzione nel suonare regala fluidità per tutta la durata della performance;  stupisce che una donna così minuta, come Laura Piccinetti, riesca a far ruggire il proprio basso di una profondità che ingigantisce il suono d’insieme, lo rende corposo, avvolgente, con una presenza scenica che non somiglia a quella di nessun’altra. Silvio D’Onorio De Meo, dotato di dita magiche, è tra i pochissimi chitarristi che chiudi gli occhi e sai che chi ti sta spettinando con la chitarra è lui, la sua chitarra parla, graffia, accompagna, taglia l’aria con il suo suono e ti lascia con il fiato sospeso come quando, con il naso all’insu’ rimani a guardare i fuochi d’artificio fino alla loro fine.   

Infine, presentarsi sul palco muniti di orpelli è estremamente rischioso, soprattutto se si ha l’ardire di presentarsi come rappresentante di Sir Elton John, ciò se non si è estremamente preparati fa scivolare un progetto nel trash e rischia di ridicolizzare se stessi e lo stesso artista che si rappresenta.

Le piume bianche sulla giacca, gli occhiali dal formato originale, le scarpe dai colori accesi calzano a pennello sulla figura di Paolo Castellani, sorprendente musicista, che presenta con sobrietà la carriera del grande Sir, raccontando aneddoti della sua vita e curiosità relative alle canzoni proposte dalla band, con un garbo che non lo abbandona mai.

Elton John ha caratterizzato il suo modo di portare nel mondo la musica, con originalità musicale e visiva, a volte anche contestando qualcosa, ma mantenendo sempre il suo stile inconfondibile; non ha mai sentito  la necessità di urlare con violenza, ma ha anzi sempre preso le distanze dalla distruttività utilizzando la musica come comunicazione chiara e coerente alla sua persona.

Rivedo in Paolo Castellani molte di queste caratteristiche, so, perché lo conosco personalmente, quanto si è sacrificato per studiare  e non lo so perché me lo ha raccontato lui, ma qualcuno a lui molto vicino: i suoi genitori, una sera che ci siamo seduti vicini, assistendo ad un concerto. Paolo non ha mai ostentato la sua preparazione, né l’ho visto mai avere atteggiamenti di sudditanza e spocchiosi verso chi lo circonda; questi motivi, assieme alla dedizione, alle capacità e alla sensibilità artistiche non mi lasciavano dubbi relativi alla sua riuscita.

Non nascondo però, da spettatrice, che è stato sorprendente vederlo per la prima volta vestito di luci, in prima linea e non nella veste di eccellente tastierista che siamo abituati a vedere, a lato di un palco.

E’ stata una sorpresa, di quelle belle, vedere da vicino le sue dita sul pianoforte, a volte morbide, altre martellanti, volare sui tasti con maestria ed accompagnare il tutto con una voce che sa emozionare.

Il repertorio della Rocket Band è eccellente, spazia in lungo e largo tutta la carriera di Sir Elton, consentendo anche al pubblico che conosce meno l’artista, di esplorare la sua carriera, che alterna la melodia alla ritmica in modo geniale.

Standing ovation per tutti.

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Autore

Melamangio

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