Abbiamo visto il Minimalist dream house quartet in "Don’t fear the light" all'Auditorium Parco della Musica

Martedì, 12 Novembre 2019

Nell'ambito del Romaeuropa Festival in corealizzazione con la Fondazione Musica Per Roma e l'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, abbiamo assistito ieri sera allo straordinario concerto del Minimalist Dream House Quartet, quartetto d’eccezione formato dalle celebri pianiste Katia e Marielle LabèqueBryce Dessner, chitarrista membro e fondatore dei The National, tra i compositori più ricercati della sua generazione e nominato di recente ai Golden Globes e ai Grammy Awards per la colonna sonora di The Revenant di Alejandro Iñárritu, e David Chalmin, producer dal talento versatile e prolifico che spazia dalla musica classica alle avanguardie.

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Nel 2013 le due sorelle Labèque, definite dal New New York Times come il duo pianistico più famoso al mondo, hanno pubblicato Minimalist Dream House, doppio album che celebrava il lavoro dei minimalisti e dei loro successori nel cinquantesimo anniversario del minimalismo. Le pianiste, dedite da sempre ad esplorare molteplici universi musicali, sviluppano un ponte ideale tra la classica contemporanea e il rock presentando una nuova versione del progetto per due piani e due chitarre.

minimalist dream house quartet low

La serata ha visto l’esecuzione di Electric Counterpoint di Steve Reich e Four movements di Philip Glass oltre ai nuovi lavori di Timo AndresBryce Dessner e David Chalmin e alla prima esecuzione nazionale di "Don’t Fear The Light" la prima composizione classica di Thom Yorke, leader dei Radioehad, scritta appositamente per Katia e Marielle Labèque: un'orchestrazione in tre parti per due pianoforti, strumenti elettronici e un synth modulare che dà il titolo al concerto.

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Particolarmente indovinata la scelta di alternare brani per i soli pianoforti, con altri per sole chitarre, altri nei quali dialogavano i quattro strumenti ed altri ancora in cui si aggiungevano campionamenti che arricchivano e rincorrevano i temi suonati dal vivo. Un minimalismo nei temi ma una complessità armonica nello sviluppo che avvolgeva lo spettatore come un rito ipnotico.

È come se al piacere di ascoltare le sorelle Labèque, che avevamo apprezzato nel marzo scorso proprio in questa stessa Sala Santa Cecilia con il concerto per due pianoforti di Bruch, si aggiungesse un secondo specchio nel quale si riflettevano i "fratelli" Dessner e Chalmin, tutti e quattro alla ricerca della "sola nota che raccoglie in sé tutte le note del mondo".

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“Il progetto è nato nel 2011, quando ci hanno chiesto di gestire un piccolo festival
al Kings Place di Londra: “50 Years of Minimalism”. Abbiamo cominciato a mettere insieme un repertorio che ispirasse confronti tra i compositori minimalisti, a cui abbiamo aggiunto negli anni una seconda parte per includere le nuove generazioni: Dessner, Chalmin fino al giovane Timo Andres, per far capire al pubblico l’enorme influenza che la tendenza minimalista ha avuto anche su altri tipi di musica, dal rock all’elettronica” - 

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Durante la serata  stata presentata in prima mondiale anche una nuova versione de
 El Chan di Bryce Dessner con chitarre ed elettronica: “Ho composto “El Chan” come regalo di ringraziamento per il mio amico Alejandro Gonzalez Iñárritu, dopo che abbiamo finito di lavorare al suo film The Revenant per il quale ho composto parte della colonna sonora. Mi ha invitato a casa sua in Messico nel gennaio 2015 e ho scoperto l’incredibile bellezza della zona intorno a San Miguel de Allende, in cui c’è un canyon chiamato El Chan, che i nativi credono abbia poteri magici. El Chan è composto da sette movimenti, ognuno basato su una storia di questo
 mito. Il pezzo è stato originariamente scritto per Katia e Marielle, ma per questa esibizione a Romaeuropa ho aggiunto due chitarre elettriche che daranno ancora più consistenza alla serenità del paesaggio, ma anche al conflitto che è sempre in agguato in quel bellissimo posto” - aggiunge Dessner. 

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PROGRAMMA

Timo ANDRES

Out of shape 5’

(prima esecuzione italiana)

Steve REICH

Electric Counterpoint 15’

Philip GLASS

Four movements 25’

Bryce DESSNER

El Chan 15’38

(prima mondiale della nuova versione

con chitarre ed elettronica)

Thom YORKE

Don’t Fear The Light 16’

(prima esecuzione italiana)

David CHALMIN

Particule no 5 – Particule no 6 –

extraits de Sept Particules 8’

(prima esecuzione italiana)

Distant Places 5’

Bryce DESSNER

Haven 8’

 
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    È approdata su Viviroma Aurora Geri. Giovane artista che ha deciso di collaborare con noi. Consiglio a tutti di non perdere la delicatezza e la profondità delle sue opere.

    Aurora geri

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    ieri

    È approdato su Viviroma quel “Genio di professione e Recensore indelicato” de IL TRASATTI. Consiglio a tutti di seguire le sue geniali ed ironiche recensioni ????

    Screenshot_20200408-220926_Instagram

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    L'IMMORTALE
    Opera prima per Marco D'Amore che si cimenta con la macchina da presa in un lungometraggio che funge da introduzione all'ultima stagione di Gomorra, e che introduzione aggiungerei.
    Il mitologico Ciro Di Marzio, reduce dall'ennesimo attentato ai suoi danni, vive una nuova avventura condita però sempre con la stessa salsa, quella della sua terra d'origine.
    Nonostante le ambientazioni siano molto diverse da quelle della serie, la regia e le atmosfere sono in linea con quanto raccontanto da Sollima e compagnia; questa tanto breve quanto intensa storia di Ciro riesce a catturare molto di più rispetto all'ultima stagione di Gomorra, che risentiva infatti della mancanza di quest'ultimo, colonna portante della serie insieme a Genny.
    Perfetta a mio parere la sequenza finale, che spalanca le porte alla stagione conclusiva.

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    ''Cena in familia''
    Acrilico su cartone telato
    18x13 cm
    _
    Diplomata al Liceo Artistico Statale Caravaggio (Ex Mario Mafai), nel 2017.
    Frequento il terzo anno, del triennio di Pittura, all’Accademia di Belle Arti di Roma.
    Come professore di pittura, i primi due anni, ho avuto Bondi Moreno e, quest'ultimo anno, Scolamiero Vincenzo. Entrambi noti pittori contemporanei.
    Nei miei lavori, il legame con la famiglia, il passato ed il quotidiano, sono il tema predominante, una continua ricerca del bello nel semplice, tramite immagini, ricordi e soprattutto, uno studio approfondito del colore, andando a saturare ed accendere la raffigurazione.
    Sono nata in una famiglia di artisti. Grazie a mia madre e mia nonna, entrambe pittrici, sono cresciuta in un ambiente creativo, colorato e completamente immerso da quadri e tele da dipingere.

    Riccardo Antinori Dovresti postare particolari del quadro così non si vede ne la pennellata ne i dettagli. Così da lontano sembrano impressionisti
    21 ore fa 42 minuti fa
  • Maru78
    ieri

    BIOGRAFIA - La sua costante è un esigenza di cambiamento e le sue idee talmente tante da portarla a dipingere anche quattro opere contemporaneamente; riesce a dipingere 45 opere in un anno. Appassionata di cinema ( film horror- fantascienza), musica, scienza, geometria, porta le sue ispirazioni al punto cruciale, esprimendole sull’opera. Nei suoi dipinti troviamo raffigurati ufo, leggende metropolitane, vari ordini mondiali, raffigurazioni massoniche, ma anche soggetti naturali quali ritratti, paesaggi ed animali. Il tutto mai nella norma, con la voglia di stupire lo spettatore, per dar modo di soffermarsi a pensare all’opera stessa.

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