Viviroma.it spettacoli a Roma - MUSICA - Abbiamo visto: Koopman nella Messa in do minore K 427 e la Sinfonia n.41 'Jupiter' di Mozart all'ACCADEMIA DI SANTA CECILIA

Mercoledì, 24 Aprile 2019

Nell’ambito della Stagione di Musica Sinfonica 2018-2019, all’Auditorium Parco della Musica, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia ha proposto nei giorni della Settimana Santa, Giovedì 18, Venerdì 19 e Sabato 20 Aprile, la Messa in do minore per soli, coro e orchestra, K 427 e la Sinfonia n.41 in do maggiore “Jupiter”, K551 di Wolfgang Amadeus Mozart. A dirigere l’Orchestra e il Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l’olandese Ton Koopman. Le parti solistiche della Messa sono state affidate ad un quartetto di voci di fama internazionale: il soprano Maria Grazia Schiavo, il mezzosoprano Roberta Mameli, il tenore Tilman Lichdi e il basso Luca Tittoto. 

Per questa esecuzione della Messa in do minore, Ton Koopman  si è messo in gioco non solo come direttore, ma anche come musicologo. Grande interprete e studioso del repertorio barocco, Koopman non si è avvalso però solo della sua esperienza professionale, ma anche di fantasia e immaginazione… La sua esecuzione si fonda infatti su un’ipotesi ricostruttiva, suggestiva quanto verosimile e in linea con la prassi esecutiva dell’epoca. 

Com’è universalmente noto, la Messa Grande in do minore K 427, l’ultima delle 18 Messe mozartiane e vertice indiscusso del genere sacro insieme al Requiem in re minore K 626, rimase incompiuta. Nata non su committenza, ma dalla formulazione privata di un voto per impetrare la guarigione dell’amata Konstanze e la rimozione degli ostacoli che si frapponevano alla sua unione con il Nostro, l’opera rimase incompiuta perché messa forzatamente da parte a causa di altri impegni professionali più urgenti. In una lettera inviata da Vienna al padre Leopold il 4 gennaio 1783, Mozart scriveva: “Ho fatto realmente una promessa dal profondo del cuore e spero vivamente di poterla mantenere. Quando l’ho fatta mia moglie era ancora sofferente. A testimonianza del mio voto c’è la partitura di mezza Messa sul mio scrittoio”. Lo slancio del cuore soccombeva, però,  alla prosaicità del reale… E quando il 26 Ottobre del 1783 Mozart fece eseguire la messa nella Peterskirche di Salisburgo, erano stati scritti per intero solo il Kyrie, il Gloria, il Sanctus e il Benedictus, mentre il Credo era interrotto all’ Incarnatus est, e per di più era lacunoso nell’orchestrazione, e l’ Agnus Dei mancava totalmente. E’ molto probabile che, secondo la prassi corrente dell’autoimprestito, per l’esecuzione Mozart avesse integrato le parti lacunose con brani di altre sue messe.

Nel 2005, il pianista e musicologo americano Robert D. Levin ha curato una nuova edizione critica completa dell’opera integrando le parti mancanti del Credo e ricostruendo l’Agnus Dei conclusivo. Ma non è su questa edizione critica che si è basato Ton Koopman bensì su una sua idea originale, in fondo non così peregrina, che Mozart avesse potuto servirsi per le parti lacunose di una Messa di Michael Haydn, titolare successore di W. A. Mozart nel ruolo di kapellmeister presso la corte dell’arcivescovo Colloredo a Salisburgo dopo le dimissioni, o meglio la cacciata, del Nostro! M. Haydn ricoprì questo ruolo per ben quarantatré anni con al suo attivo una vastissima produzione di musica sacra e, anche se il suo nome fu offuscato dalla fama del ben più noto fratello Franz Joseph, sappiamo che Mozart era suo intimo amico e ne apprezzava le composizioni. La ricostruzione ideata da Ton Koopman non nasce da intenti filologici, ma si configura come un’interessante operazione culturale che ci consente di mettere a confronto il buon professionista con il genio, il musicista ottemperante alle direttive del committente con il musicista libero, troppo in anticipo sui tempi, che rispondeva solo ad una sua scelta personale. Libero infatti dai vincoli della committenza, Mozart poté dar vita ad una straordinaria composizione di vaste proporzioni, una sorta di personale summa theologica musicale, mirabile connubio di conservazione e innovazione, in cui confluiscono  la severa tradizione tedesca che fa capo a Bach, ma anche la tradizione italiana di Caldara, Porpora e Pergolesi, e in cui  l’elemento oggettivo dello stile sacro si fonde mirabilmente con quello soggettivo dell’espressione individuale. Basti confrontare fin da subito la severa polifonia corale del Kyrie con il luminoso solo per soprano del Christe o con l’estatico lirismo e il virtuosismo vocale di matrice inconfondibilmente italiana dell’Incarnatus est, raccolta pagina solistica in un cullante ritmo di Siciliana che fu offerta come tenero omaggio alla moglie Konstanze, prima interprete nell’esecuzione salisburghese della Messa. E pagina di struggente bellezza che  rende ancora più acuto il rimpianto per il mancato completamento del Credo…

Nella  seconda parte del concerto, Ton Koopman ha diretto la sinfonia Jupiter dando prova di grande raffinatezza e scrupolosa cura del dettaglio. Attento ai valori dinamici e agogici in partitura, ha ottenuto notevoli effetti chiaroscurali restituendo il brano in tutta la sua straordinaria ricchezza musicale, scaturita anche dalla magica combinazione alchemica, tutta mozartiana, di fusione e stratificazione di numerosi stili, di diversa origine e provenienza. Con l’esecuzione di quella che nelle note del programma di sala, indulgendo al registro espressivo del parlato con una concessione di dubbio gusto e con un’ipotesi etimologica quantomeno discutibile, viene definita “capa di tutte le sinfonie”, da cui l’epiteto postumo di “Jupiter”, il direttore olandese si è guadagnato a pieno titolo il “diritto di cittadinanza” nella lista prestigiosa dei direttori che si sono cimentati con questo brano sul podio di Santa Cecilia, dalla storica esecuzione di R. Strauss del 1908 fino a quella più recente del 2017 di Pablo Heras Casado, passando per Bruno Walter, Ermanno Wolf-Ferrari, Claudio Abbado, Carlo Maria Giulini, Wolfgang Sawallisch, Gianluigi Gelmetti, Antonio Pappano e molti altri.

 

 

 

 

Non sei iscritto, partecipa a Vivi Roma!

Autore

Luana

File disponibili

Nessun file caricato

Post dai gruppi

Chi è in linea