Viviroma.it spettacoli a Roma - Abbiamo visto: il concerto di PAOLO TABALLIONE e JEAN BEAUDIMENT al Teatro Palladium

Lunedì, 17 Dicembre 2018

Festival Flautissimo XX edizione

Taballione2015

Si è concluso il 9 dicembre al Teatro Palladium di Roma il Festival Flautissimo, giunto alla sua ventesima edizione. Una chiacchierata col direttore artistico Stefano Cioffi ci consente di ripercorrere il cammino di questa preziosa rassegna.

Preceduto dalla rivista “Sirynx” espressamente dedicata al flauto, la prima edizione del festival col nome di “Simposio” risale al 1991 e vede come suoi creatori oltre allo stesso Cioffi, Stefano Moino e Gianluca Morselletto. Il festival inizialmente a cadenza biennale, nasce a Saluzzo come primo importante esperimento e, grazie ai fondi della Comunità Europea , riesce a convogliare tra grandi interpreti e specialisti, grossi nomi a livello internazionale. Un format esclusivamente dedicato al flauto che ospita oltre a concerti e masterclass anche tavole rotonde e incontri con costruttori e artigiani.

Dal 93-95 i festival trova sede a Riva del Garda, per poi approdare a Roma nel1997, prima al Museo delle Tradizioni Popolari all’ Eur ,all’Acquario Romano dal 1999 a 2001, successivamente all’auditorium del parco della musica e infine al Teatro Palladium.

Dal 2007 comincia il processo di emancipazione dall’ambito strettamente flautistico, includendo performance con altri strumenti e allargandosi verso il teatro. Ospite pressoche fisso è Massimo Populizio, in cartellone anche quest’anno, di cui ricordiamo le letture tratte da il Maestro e Margherita nel 2015 e dall’Eneide nel 2017 entrambe sulle musiche di Stefano Saletti e con l’apporto vocale della bravissima Barbara Eramo. Da ricordare anche nel 2013 un monologo scritto da Ennio Speranza con la regia dello stesso S.Cioffi con in scena Valerio Aprea , 6 solisti con flauti diversi che intervenivano a seconda delle diverse epoche trattate nel racconto e il coinvolgimento di ben duecento bambini o piccoli flautisti . Un processo che ha portato fino al teatro puro come quest’anno con Emma Dante, vedette della scena internazionale, senza però rinnegare la sua matrice e il suo spirito originario. Il concerto cui abbiamo assistito l’8 dicembre faceva parte delle intense ultime due giornate della rassegna, interamente dedicate al flauto, nelle quali i docenti delle masterclass mattutine, si esibivano poi nel pomeriggio e in serata. L’alto profilo tecnico e il curriculum degli artisti –docenti ha reso la kermesse una sfilata di esibizioni che ha spaziato largamente nel repertorio flautistico proponendo brani spesso poco conosciuti in un atmosfera di autentica consacrazione dello strumento.Un pubblico attento ed esperto formato in gran parte da giovani, allievi e appassionati ha potuto godere dell’altissimo livello artistico e qualitativo. Un particolare encomio va certamente ai due interpreti ambedue mediamente giovani ma con un curriculum già ricco di esperienze e riconoscimenti prestigiosi, che abbiamo ascoltato. Jean Beaudimont, oggi primo flauto dell’Orchestre Opéra National de Lione si è cimentato accompagnato dalla pianista Sophie Labandibar in un programma che ha spaziato da Gustav Mahler ad Arvo Part, per chiudere con l’interessante e brillante brano dell’americano Ned Mc Gowan. Il suono pieno e seducente e la sicurezza ed eleganza del fraseggio hanno reso la performance brillante e coinvolgente. A seguire il concerto di Paolo Taballione , artista di provenienza romana ma di formazione europea, oggi primo flauto dell’orchestra “Bayerische Staatsoper” di Monaco di Baviera e titolare della cattedra di flauto al Mozarteum di Salisburgo che ha letteralmente stregato il pubblico. Accompagnato dal bravo pianista Gesualdo Coggi, Taballione si è cimentato in un programma di rara bellezza e modernità passando da un brano della russa Sofija Gubaidulina, al francese Yan Marestz in “Circumnambulation” per flauto solo, per chiudere con la sonata dell’americano Lowell Liebermann. La raffinatezza della pronuncia la e la padronanza di una tavolozza ricchissima hanno arricchito le composizioni di una grande varietà di colori e sfumature dinamiche e timbriche. Il bis con il secondo movimento della sonata di Francis Poulenc, brano assai noto e amatissimo del repertorio di ogni flautista. Tanti applausi complimenti e soddisfazione da pubblico, studenti e interpreti. Alla prossima edizione.

 

Alessandro Murzi

 

Non sei iscritto, partecipa a Vivi Roma!

Autore

Murzi

File disponibili

Nessun file caricato

Post dai gruppi

Chi è in linea