Viviroma.it spettacoli a Roma - Fiore d'agave, fiore di scimmia

Mercoledì, 24 Giugno 2020


«E invece siamo qui a leggere romanzi d’amore.
A rivendicare come nostre specificità dolcezza, cura, sacrificio, naturale bontà.
Maldestri sinonimi dell’unica realtà che ci hanno insegnato ad agognare
come se fosse davvero il nostro essenziale destino: la sottomissione».

 

“Fiore d’agave, fiore di scimmia” è il nuovo libro della siciliana Irene Chias per la collana di narrativa ‘Rimmel’ di Laurana Editore, romanzo ambientato nella terra natale dell’autrice, in un piccolo paese della Sicilia, dove si svolgono, parallelamente, le storie di Adelaide Dattilo, scrittrice, e di Adelasia, la protagonista del romanzo femminile siciliano Fiore d’agave, a cui sta lavorando la prima.
 
Le due storie, due livelli interconnessi che si alternano nell’ordine delle pagine, quello di Adelaide e quello di Adelasia, sono il pretesto per l’autrice per un’immersione nella storia contemporanea e antica siciliana, ma anche e soprattutto per una riflessione sulla letteratura “al femminile” e sui preconcetti che da sempre la connotano (incarnati in Max, l’agente letterario), sul ruolo delle donne nella società e, attraverso la figura dell’enigmatica Genova, porre in evidenza alcune realtà controverse che interessano la Sicilia, come il Muos a Niscemi.
 
Adelaide Dattilo ama il fantastico, le distopie, Dick e Lovecraft. Ha pubblicato due romanzi, Crampi psichici e Cronosfera tattile, che il fidanzato Simone trova raccapriccianti. Il suo agente la spinge a creare qualcosa di più vendibile: un “romanzo femminile siciliano”. Adelaide decide di provarci e da Milano va a trascorrere tre settimane nel paesino di sua nonna: Sant’Angelo Muxaro. Qui inizia a scrivere una storia di passioni e antiche tradizioni, con Adelasia come personaggio principale. Mentre la sua protagonista, distrutta dal tradimento del fidanzato, ritrova se stessa e risolve un antico mistero, Adelaide affronta l’arrivo di Simone, incontra lontani parenti e conosce Genova, una sfuggente vicina. Al paese da cartolina del suo romanzo fa da contraltare quello reale: svuotato di possibilità, afflitto da disoccupazione, arretratezza e abbandono, dove la distopia è cronaca quotidiana. Guidata come Dick dall’I-Ching, Adelaide farà i conti con le sue origini e il suo presente. Adelasia, inizialmente lontanissima, finisce col somigliare alla sua autrice, come le due Sicilie inizialmente contrapposte finiscono con lo sfumare l’una nell’altra.
 
Particolarità del romanzo è la suddivisione in due parti Il romanzo femminile siciliano e Io e la scimmia, la prima dedicata ad Adelaide e Adelasia, la seconda un racconto distopico, un romanzo nel romanzo, sempre con protagonista Adelaide e la sua passione per i bonobo, una specie appartenente alle scimmie antropomorfe ricorrente nelle pagine del libro, individuata dall’autrice come emblema dell’alleanza femminile e dell’emancipazione, chimera affannosamente rincorsa nel nostro mondo dove invece «regna un’alleanza di fondo fra maschi e che la cultura patriarcale è riuscita a instillare nelle femmine umane tutto un insieme di elementi che impediscono una seria e strutturale alleanza fra donne, molto più protese alla disperata ricerca del buffetto di cui parla Valerie Solanas, che alla lotta al sistema che le riduce in schiavitù».

 Irene Chias è siciliana. Dopo aver lavorato come giornalista per diversi anni in Francia e a Milano, adesso vive a Malta. I suoi racconti sono apparsi su “Nuovi Argomenti”, su “Granta Italia”, sulle pagine siciliane di “Repubblica”, su “Il primo amore” e in diverse antologie. Ha pubblicato i romanzi: Sono ateo e ti amo (Elliot, 2010); Esercizi di sevizia e seduzione (Mondadori, 2013), vincitore del Premio Mondello Opera Italiana e del Premio Mondello Giovani, Non cercare l’uomo capra (Laurana, 2016).

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