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Lunedì, 06 Maggio 2019

SIAMO NOI I PERSONAGGI

 

di Nadia Grassi & Iole Simone

 

ERETICA Edizioni 

 

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A prima lettura potrei definirlo un “caleidoscopio di emozioni” che inizia con un ritmo serrato, ed un carattere molto descrittivo della narrazione, quasi una sceneggiatura; è successivamente, mano a mano che le storie si dipanano in quest’isola, di cui non avrei voluto saperne il nome, che i sogni e le emozioni,  proprie del viaggiatore che viaggia con la mente, immagina i luoghi, i lineamenti, i vestiti dei personaggi e le ambientazioni, a cui le storie fanno riferimento; ecco il perché non avrei voluto sapere il nome dell’isola ma è anche il perché non è una sceneggiatura.

Lisa, Gennaro, Roberta hanno in comune un “rapporto speciale” con un figlio. E che sia desiderato, non voluto o rifiutato, ha un’importanza relativa se non messo in relazione con il giudizio più severo al quale essi si sottopongono: quello di se stessi. Le altre figure di Ruggiero ed Olga, rendono di nuovo incalzante il ritmo finale del libro, accostando alcuni momenti da spy-story con un finale che rimane sospeso, ma che in fondo, anche lui, lascia il lettore volare con la fantasia.

La storia di Michele e della sua omosessualità, insieme a quella di Marisa, è un’altro legame speciale con un figlio voluto di nascosto, e loro incoronano il direttore Groppi, Leonardo, la signora Moretti, ma soprattutto Mario il manutentore, a qualcosa di più di personaggi accessori alla storia, ma a quello di figure volute a completamento ed esaltazione delle prime.

Al centro del libro volteggia la figura di Ariel che, con i suoi amici/seguaci, suona intorno al fuoco, governa il falò e dispensa saggezza, indica strade, ed innanzi tutto assume il ruolo di chi parla al cuore prima che alla mente.

Oggi con un po’ di cinismo potremmo indicarla come una facility-manager dell’esistenza. In passato avremmo parlato di una guida spirituale. Ma vorrei andare oltre questi stereotipi, ed ho volutamente tracciato Ariel in modo stringato perché vorrei leggerla come un non-personaggio, ma solo quello che è il frutto del nostro vero Viaggio.

Quel frutto che assaporiamo quando, diventati noi i personaggi della nostra vita, attraverso il lato esperenziale che la stessa ci offre, sappiamo farci sorprendere dalla vita stessa e, come i personaggi del libro, sappiamo affrontare le nostre paure che altro non sono che ciò che di noi ancora non conosciamo per, finalmente, mollare poi gli ormeggi e salpare sulla rotta, ancora misteriosa, della nostra vera vita dove, il piacere di navigare/vivere supera decisamente quello del raggiungimento di una qualsiasi meta.

Il fuoco che viene alimentato con i legnetti, affinché non diventi un “falò delle vanità”, ma serva a dare luce e calore e, soprattutto, ad individuare quel senso vitale che, aldilà dei riferimenti religiosi e non, costituisce la nostra vera essenza, la nostra fragranza unica ed irriproducibile, la quale emana, a prescindere dalle circostanze, dagli eventi e dagli altri “personaggi”. Una rosa non smette di profumare di rosa anche se sta in mezzo ad una discarica. Dobbiamo noi avvicinarci per sentirne il profumo: così è con l’altro, così è con noi stessi.

Roma 06 maggio 2019                 Maurizio Moretti

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MxM

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