Viviroma.it spettacoli a Roma - Norman Gekko. Il no man della street art tra i personaggi del 2019

Venerdì, 13 Dicembre 2019

 

 

 

 

 

 

Tra gli streetartist più interssanti del 2019 da tenere d’occhio è sicuramente Norman Gekko: Un personaggio dall’identità quasi sconosciuta.

Norman Gekko è uno pseudonimo e al riguardo di lui/lei dicono  “Il nome è la personificazione di un’idea. Norman potrebbe facilmente essere “no man”, “nessun uomo”, e Gekko può essere visto come un riferimento alla piccola lucertola che si nasconde in ogni piccola fessura, il geco.”  Nessuna nazionalità, nessun sesso. Per l’artista, la scelta dell’anonimato ha una sola funzione: quella di permettere alle opere di essere contemplate senza pregiudizi. Nella loro ampia varietà le sue sculture innescano una serie di riflessioni critiche  e amare sul futuro della società contemporanea; sono apparentemente giocose e ludiche ma in realtà provocano e colpiscono duramente l’osservatore: le Vuitton e Chanel deformate e costruite in materiali riciclati, raccontano l’egoistico esibizionismo di una società del finto benessere che va in scena ogni giorno sui social network; la bottiglia di scotch Ballantine’s, dal packaging raffinato ed esclusivo, rappresenta il lusso a portata di tutti, un oggetto di consumo, ma fa parte di quello che viene definito dai sociologi “lusso compensativo”, una sorta di status symbol da raggiungere ad ogni costo.

Siamo riusciti ad ottenere una intervista scritta, garantendo all’artista un assoluto anonimato.


Quali sono i materiali che prediligi per la realizzazione delle tue opere e come avviene il loro processo di trasformazione?


Tutti i miei lavori sono realizzati con materiali riciclati. Ho l'ossessione di creare arte da oggetti che altre persone hanno scartato. Quindi, molte delle mie sculture sono giocattoli rotti, oggetti per la casa, componenti elettrici e, naturalmente, lattine! Seleziono oggetti che mi ispirano - con la loro forma, colore, consistenza ecc. - e anche articoli che sono facilmente reperibili. Questo mi permette la libertà di sperimentare. Sono guidato dai materiali stessi.  Cerco di non alterare permanentemente le proprietà originali del materiale durante la creazione di un'opera, preferisco invece operare entro i vincoli che il materiale presenta: ad esempio, ove possibile, le lattine vengono piegate, schiacciate e rimodellate, ma non tagliate. La sfida è quella di trasformare un oggetto in qualcosa di nuovo; farlo scomparire e poi riapparire in un'altra forma.


Durante gli anni ’70, gli oggetti del consumismo erano la zuppa Campbell o la Coca Cola, beni comunque per lo più accessibili e alla portata di tutti. Oggi i nuovi feticci sono borse ultra griffate o sneakers dai prezzi astronomici. Come è avvenuta secondo te questa trasformazione, che ruolo hanno avuto i bloggers e i social network?
La natura del consumismo è cambiata. Ora siamo in grado di produrre in serie articoli a basso prezzo e su vasta scala.  Le società di marketing ci convincono che noi non “desideriamo” le cose, ma "ne abbiamo bisogno”. I social media ci mostrano una serie di volti sorridenti e rilassati editi con Photoshop impegnati a vivere “un’esistenza perfetta”. Tutto ciò alimenta la  cultura dell'insoddisfazione, e provoca un insaziabile appetito a consumare sempre di più. E siamo disposti a pagare qualsiasi cosa per distinguerci dalla massa. Certo, il prezzo che paghiamo non è finanziario, è ambientale. Scarichiamo miliardi di tonnellate di rifiuti  ogni anno. Le risorse naturali del pianeta si stanno esaurendo. E per che cosa? Per poterci vantare con i nostri amici e per rendere più accettabile la nostra miserabile esistenza…  Il mio lavoro iconico "Total Chanel" presenta questi due volti del consumismo e fa parte di una nuova serie di sculture che danno voce alle mie preoccupazioni circa la direzione che sta prendendo la società contemporanea e la ricaduta ambientale che hanno le nostre scelte. 
Che atteggiamento ha Gekko nei confronti del lusso?


Sono affascinato dalla nozione di lusso per diversi motivi. Il lusso non è un concetto moderno; abbiamo  prove  evidenti del fatto che, nel corso della storia,  il lusso gioca un ruolo importante nella maggior parte delle società  - gli antichi Celti importarono vasi dall'Italia come una dimostrazione della loro ricchezza, ad esempio. I beni di lusso trasmettono anche concetti sociologici legati allo status e all'aspirazione. Se ci pensi, l'idea che nel corso della storia gli esseri umani abbiano dato molto significato a questi emblemi estrinseci, è in qualche modo patetica.  Nel mio lavoro metto in evidenza la stortura per cui le persone acquistano qualcosa solo per il logo o il marchio specifico. Come se in qualche modo, attraverso il processo di acquisizione, i valori e le qualità associati all'oggetto brandizzato si trasferissero all'individuo. All'inizio, mi sono posto una sfida: creare, dall'immondizia, un'opera d'arte che raffiguri un oggetto di lusso, che alla fine si venderà a un prezzo più elevato e sarà più apprezzato e ambito rispetto all'oggetto di lusso che rappresenta. Questo è ancora il mio obiettivo. Per me sarà la conferma che le persone comprano qualsiasi vecchia spazzatura , basta metterci sopra un logo!


Nella sezione del tuo sito “Loaded Luxe”, trovano posto i Vuitton blaster e i Gangsta Vuitton. Cosa hai voluto esprimere?


La serie "Loaded Luxe" si ispira al cinema: scene di film che raffigurano gangster con una mitragliatrice nel bagagliaio della loro auto, rapine in banca o nei casinò. Principalmente mi sto solo divertendo con questi lavori; gioco con le tecniche del trompe-l’oeil. Ma è anche un commento ai prodotti venduti a prezzi astronomici sulla 5th Avenue, gli Champs Élysées o Via Montenapoleone. Ecco i veri gangster.
 

Alcune tue opere rappresentano pacchetti di sigarette;  lo Stato ha il monopolio sulla vendita del tabacco e poi con altrettanta ipocrisia spende milioni e milioni di euro per le campagne anti tabagismo… E’ questa la stortura che hai voluto mettere in evidenza ?
No, in realtà queste opere sono un'affermazione sul potere di un'immagine visiva di trasmettere significato e sentimento. Nel 2014 Richard Prince, famoso per appropriarsi delle immagini pubblicitarie del "Marlboro Man", vendette un'opera per 3,7 milioni di dollari all'asta di Christie’s. L’acquirente  non stava solo comprando una fotografia. Stavano acquistando lo spirito e la passione del "selvaggio west" e un'era passata,  che l'immagine rappresentava. Credo che l'industria delle sigarette debba il suo successo, in parte, alla forza visiva del suo packaging. C'è un elemento esteticamente piacevole nel design, nell'uso del colore, nella forma, nel logo, nel carattere; in effetti, sono così attraenti che i consumatori sono persino disposti a ignorare il pericolo per la loro salute rappresentato dal contenuto. Ciò solleva una domanda: siamo disposti a comprare qualsiasi cosa se la confezione è abbastanza bella?


 Da cosa prende ispirazione Norman Gekko?

Natura, bellezza, ma anche il mondo che mi circonda. Cerco di guardare gli ambienti di tutti i giorni in un modo diverso / nuovo. Ad esempio, visito il supermercato , non per comprare, ma solo per guardare, esaminare i prodotti sugli scaffali, come sono esposti, osservare gli acquirenti, cosa attira la loro attenzione, cosa indossano, come si muovono .... Credo che gli artisti abbiano un ruolo importante da svolgere nella società. Le opere d'arte sono, in un certo senso, una registrazione della nostra esistenza, sono ciò che rimane del passaggio umano - quando tutto il resto è morto, l'arte rimarrà. Quindi prendo principalmente ispirazione da ciò che vedo e dalle persone intorno a me e cerco di trasformare il quotidiano in opere d'arte - questa è la mia passione.

Le opere di Norman Gekko sono esposte alla Restelliartco - Via Vittoria Colonna 9

 

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