Viviroma.it spettacoli a Roma - Abbiamo visto: la mostra personale Le Carré des Lumières di Anna Romanello

Lunedì, 21 Gennaio 2019

Supero l’entrata del “ Le Carré Francais “ e mi trovo catapultata in un’atmosfera totalmente diversa rispetto a quella a cui sono abituata, è come se quella porta rappresentasse un ponte tra la cultura italiana, ancora più caratteristica in una città come Roma, e la cultura francese.


Le luci sono soffuse ma sapientemente distribuite, l’ambiente è elegante ma sobrio, frequentato da persone vivaci, si percepisce dalle conversazioni che avviano, persone prive di cellulare poggiato sul tavolino e senza mai arrivare a dei toni di voce che possano disturbare chi c’è accanto.
La mia osservazione, comincia cosi’, con questi piccoli dettagli a definire pian piano come e perché l’artista in questione, Anna Romanello, vissuta tra l’Italia e la Francia, sceglie questa location per fare da cornice alle sue opere d’arte.


L’aspetto che sale prepotente ai miei occhi, in questa esposizione, è come l’utilizzo di diverse tecniche artistiche e di diversi materiali, non alteri la sintonia d’insieme e questo lascia intendere con quanta dedizione, nel corso dei suoi anni, di studio e di sperimentazione, l’artista abbia toccato con mano la profondità e la superficie di questi approfondimenti, li abbia poi introspettivamente intrappolati nel proprio bagaglio di emozioni e fatti uscire successivamente sotto forma di luce, fulcro di questa mostra.
La luce emerge, prepotente, tra materiali di plexiglass, legno, alluminio, rame, stampe, colori, collage e preziose carte, scivola, si insinua e ti invade.
Le geometrie fluide presenti nelle sue opere, sono originali perché non contengono l’estrema rigidità che le caratterizza, né la massima flessibilità; è la stessa fluidità a generare caos, movimento, che non è mai assente, accompagnato da colori armonici, anche quando in contrasto.


Nelle foto potrete apprezzare “Sarcophage e la Cartella “Luci nella città”, e la poesia luminosa in “Omaggio a Pasolini”.
Tornerò a casa con la sensazione di aver ricevuto in dono questa visione intima dell’equilibrio, proiettato sulla luce, luce di molteplici colori, parole e forme, mai banale.
Dimenticavo, all’entrata c’è il magnifico “Le soleil couchant embrase l’horizon”, ma non mi sono soffermata a parlare di questo, perché spero che vi farete il regalo di andarlo a vedere con i vostri occhi.

Qui i DETTAGLI

by Melamangio

 

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Autore

Redazione

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