Viviroma.it spettacoli a Roma - POMEZIA LIGHT FESTIVAL

Lunedì, 24 Settembre 2018

VERSO UN FUTURO PIÙ SMART E LUMINOSO 

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Giochi di luce, danze, fuochi d’artificio e proiezioni spettacolari di video mapping sulla Torre comunale di Piazza Indipendenza si è chiusa ieri davanti agli occhi stupiti di migliaia di adulti e bambini presenti, la seconda edizione del Pomezia Light Festival, la manifestazione di light art organizzata da Opificio in collaborazione con il Comune di Pomezia.

L'immagine può contenere: notte e testo

Il pubblico ha potuto poi ammirare in un percorso lungo un chilometro e mezzo oltre 15 opere artistiche multimediali, digitali, analogiche, interattive realizzate da più di 27 artisti nazionali e internazionali ispirate al tema di quest’anno, la Smart City, ovvero ovvero la città intelligente che già gli intellettuali del Rinascimento immaginavano fondendo insieme estetica, funzionalità e ideali.

L'immagine può contenere: cielo, nuvola, notte e spazio all'aperto

Dal lampadario “caduto” e sonante dell’artista tedesco Tilman Küntzel, alle immagini cangianti della bicicletta autoalimentata con batterie e pannelli solari dei FanniDada, dall’installazione  con lampade led a basso consumo di Andrea Mammucari Biancamaria Centaroli, alla stampante 3D utilizzata da Faber Sorrentino per realizzare il suo trittico ispirato a Tiziano, dai  quadri luminosi fatti di tubi di neon di Marco di Napoli,  alle immagini generate dal vapore della fontana di bambù giapponese di Mediamash studio, fino ad arrivare alla scuola riempita di luci e suoni dal duo estone Nerd Team,  alle videoproiezioni sul mondo del linguaggio televisivo di  Francesco Elelino e Rakele Tombini, alle geometrie che si evolvono nel tempo e nello spazio di “NEUTRO” di Simone Sims Longo,alle immagini oniriche che creano l’illusione  di tante lucciole di Carlo Flenghi, al "FLANEUR”, di High Files, ovvero un uomo alla ricerca delle bellezze della sua città. 

L'immagine può contenere: cielo, notte e spazio all'aperto

Il pubblico si è divertito giocando con opere interattive come PKK” (Proiezione Kon Kinect) di HackLab: grazie all’utilizzo di un doppio sensore a raggi infrarossi, gli spettatori hanno attivamente partecipato alla realizzazione dell’opera con i movimenti del corpo proiettati su uno schermo, o come “I+I=III” del collettivo Crono: un “termometro” che registra la frequenza delle presenze degli spettatori modificando le luci in base ai partecipanti  e generando un’esplosione di colori.

L'immagine può contenere: spazio al chiuso

In mostra non solo arte digitale ma anche lavori di pittura tradizionale come quelli di  Controllo Remoto con  opere realizzate con colori e spray acrilici mediante l’uso di stencil e proiezioni, il progetto fotografico “SEVEN MILLIONS” di Fabio Mignogna  o ancora l’opera “ALVEUS NC” di Vito Marco Morgese, alias Seed, in cui si alternano giochi di ombre e light show glitch. 

 

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