Viviroma incontra Tiziano Panici

Giovedì, 21 Gennaio 2021

Dominio Pubblico – La città agli Under 25 - è il primo festival italiano completamente dedicato creatività Under 25.  un progetto di formazione  rivolto a ragazzi che vogliano sperimentarsi in un percorso da spettatori attivi finalizzato alla produzione, promozione e organizzazione di un festival multidisciplinare. 

Viviroma D.  La creatività riparte dagli Under 25. Dominio Pubblico offre l’opportunità a centinaia di giovani artisti di affermarsi. Una possibilità, ma anche una responsabilità?

 

Certamente. Dentro Dominio Pubblico abbiamo sempre creduto che le due cose vadano di pari passo. Trasferire ad una direzione artistica partecipata il potere di poter decidere e scegliere quali progetti artistici dovranno comporre il cartellone di un festival che ha come palcoscenici principali il Teatro india e lo Spazio Rossellini, due dei luoghi culturali più importanti della città, è senza dubbio anche una grande responsabilità. I ragazzi e le ragazze acquisiscono questa consapevolezza solamente occupandosi in prima persona della gestione e l’organizzazione del progetto, affiancati da chi ha più esperienza di loro. 

Viviroma D. L’ottava edizione parte in un momento difficile per tutto il paese. Quali risposte ti attendi dai giovani quest’anno?

È un bell’enigma. Ce lo siamo chiesti anche prima di lanciare il bando, perché nel 2020 moltissimi artisti, soprattutto nell’ambito delle arti performative, nella danza, nella musica, nel teatro… sono stati limitati e mortificati da non poter usare spazi e sale prove per portare avanti il loro lavoro. Siamo consapevoli quindi che potremmo trovarci davanti a progetti incompleti ma che cercheremo di seguire lo stesso, dando più spazio possibile a chi ha urgenza di esprimersi. D’altra parte abbiamo speranza anche di veder nascere proposte e soluzioni nuove, del tutto inaspettate.

Viviroma D. Teatro, danza, circo, musica e tanto altro. Un progetto che abbraccia l’arte in tutte le sue forme. Questo è l’obiettivo di Dominio Pubblico? Il rilancio dell’arte giovane, senza lasciare indietro nessuno?

Quando abbiamo fondato il progetto nel 2013, abbiamo creato un primo gruppo di ragazze e ragazzi che volevano avvicinarsi all’arte e alla cultura e capire se questo poteva anche diventare il loro lavoro nel futuro. Noi gli abbiamo lanciato una sfida, che ci sembrava divertente e avvincente allo stesso tempo: avrebbero avuto una settimana tutta loro, dove decidere cosa fare o non fare. Piena libertà. Vennero scelte due regole che sono rimaste fino ad oggi: la prima è che gli artisti selezionati dal bando dovevano avere la stessa età di chi li programmava. La seconda era che il festival si sarebbe dovuto occupare di tutti gli ambiti artistici. Senza limiti di libertà o di espressione. Guardavano già più avanti di noi che eravamo gli ideatori del progetto. Il nome del primo festival fu: “All in”. Tutto dentro. Come quando nel poker arriva la tua mano e sai che dovrai puntate tutto.

Viviroma D.  Più di 800 giovani che contribuiscono a dare nuova linfa a questa ottava edizione. Si tratta di una vera e propria rinascita dell’arte e della direzione artistica in Italia?

Speriamo soprattutto che si tratti della nascita di una nuova comunità. Dominio Pubblico non può che rappresentare una fase e un passaggio nella vita di un giovane che sta cercando il suo futuro: alcune ragazze e ragazzi delle precedenti edizioni hanno deciso che questo sarebbe diventato il loro lavoro. E così è stato. L’associazione Dominio Pubblico, fondata nel 2018, oggi è gestita da queste persone. Altri magari partecipano per altre edizioni ma poi riescono a trovare impiego nel settore tramite contatti o amicizie sviluppati nel corso dell’esperienza. Sicuramente però qualcosa resta... perché da oltre otto anni questa esperienza è stata trasmessa a tanti tantissimi ragazzi e oggi il progetto è riconosciuto all’interno delle università e dei licei della nostra città ed ha una posizione di valore anche nel panorama nazionale.

Viviroma D. Spazio Rossellini e Teatro India i luoghi da cui riparte lo spettacolo. Quanto sono importanti queste collaborazioni per dare vita al progetto di Dominio Pubblico? 

Sono fondamentali. Soprattutto oggi alla luce di questa emergenza sociale che ha colpito duramente il nostro sistema. Il Teatro di Roma è stata una delle prime case del progetto. Ci hanno accolto dal 2015 e senza la possibilità di trasferire il festival nel giardino del Teatro India non sarebbe stato possibile realizzare l’edizione del festival 2020. E stiamo parlando del teatro della nostra città. Lo Spazio Rossellini è nato da poco per volontà della Regione Lazio e del Circuito regionale ATCL. È uno spazio multifunzionale e moderno, adatto a pensare i progetti del futuro. Qui è stato possibile registrare performance che non potevano essere adattate agli spazi all’aperto e provare i primi streaming nel corso dell’estate. Senza di loro non sarebbe stato possibile ripensare il festival. 

 

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Autore

Redazione

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