ABBIAMO VISTO AL TEATRO DELLE MUSE LA PRIMA DI "OTELLO E DESDEMONA" DI MIMMO STRATI

Lunedì, 17 Febbraio 2020

È stato bello recarsi, venerdì sera, al Teatro delle Muse, l’elegante teatro romano del quartiere Italia che in passato ha visto protagonisti attori del calibro di Carmelo Bene, Gigi Proietti, Paolo Poli e dello storico gruppo dei Gatti di Vicolo Miracoli.

Sul palco va la Compagnia dei Bardi, diretta da Mimmo Strati, che mette in scena una personalissima versione dell’Otello di Shakespeare.

L’Otello originale è una tragedia scritta agli inizi del XVII secolo, la cui prima rappresentazione documentata ebbe luogo il 1º novembre 1604 al Whitehall Palace di Londra.

 

 

L'immagine può contenere: 8 persone, persone che sorridono, testo

 

La trama è nota: Otello è un Moro, al servizio della Repubblica di Venezia, al quale è stato affidato il compito di comandare l'esercito veneziano contro i turchi nell'isola di Cipro. Otello parte così da Venezia in compagnia del suo luogotenente Cassio e di sua moglie Desdemona che viene scortata dall’alfiere Iago e dalla sua consorte Emilia. All'arrivo, Otello scopre che la flotta turca è stata distrutta dalla tempesta.

Tutto sembra procedere senza pericoli imminenti quindi, tuttavia, l'infido alfiere Iago, persona diabolica e scaltra, è geloso di Cassio e tenta così in vari modi di far destituire quest’ultimo, riuscendoci con un meschino stratagemma, aiutato dal suo amico Roderigo.

Iago fa trovare tra le mani di Cassio un prezioso fazzoletto di Desdemona, fatto che convince Otello (che osserva la scena di nascosto, su consiglio di Iago) del tradimento di Desdemona.

Il finale è tragico, anche se poi i cattivi vengono puniti, cosa che non sempre avviene nella vita reale.

Come detto questo “Otello e Desdemona” è particolare, l’inizio ricorda un po’ i “Sei personaggi in cerca d’autore” di Pirandello: la scena, infatti, si apre con una breve prefazione della bravissima Anita Pusceddu (che poi interpreterà Emilia nel prosieguo dell’opera) e con un palcoscenico apparentemente in corso di allestimento per consentire le prove dell’Otello. Mimmo Strati (che oltre a firmare la regia, intrepreta splendidamente Otello) presenta gli attori sul palco, questi, tuttavia, non sono vestiti in costume ma con abiti attuali. La compagnia inizia così le prove dello spettacolo, allargando lo spazio scenico oltre il palco: gli attori così occupano parte della platea e Brabanzio (l’ottimo Stefano Busoni) sale fino in galleria a gridare la sua contrarietà al matrimonio di sua figlia Desdemona con il “Moro”.

Lo spettatore appare disorientato da questo avvio originale: prove di scena e sentimenti personali degli attori paiono confondersi, eppure questa mescolanza di temi e contenuti alla fine ci convince, grazie anche alla bravura di tutti gli attori in scena.

La seconda parte dello spettacolo segue l’impostazione tradizionale della tragedia di Shakespeare, con gli attori che vestono i costumi dell’epoca e con l’ambientazione che torna rigorosamente sul palco. Ed è qui che il pubblico riesce ad apprezzare meglio le doti della Compagnia: su tutti spicca l’interpretazione del già ammirato Cesare Cesarini nel ruolo di Iago, dell’ottimo Francesco Trifilio nel ruolo di Cassio e della bellissima e precisa Giorgia Brunori nel ruolo di Desdemona.

Ma sono anche i giovani Andrea Casanova Moroni e Sergio Garbarino a rendere lo spettacolo sempre vivo ed avvincente; insomma una Compagnia coesa ed efficace che diverte (nella prima parte) e fa riflettere (nella seconda parte) il pubblico accorso.

Tra le riflessioni che suscita questa tragedia c’è sicuramente quella che emerge dal male che Iago fa fiorire nella mente di Otello: lo spettatore esce dal teatro con animo inquieto, generato dall’invidia che Iago nutre per Cassio e che porterà ad ingannare Otello.

All’opposto di Iago c’è la figura di Desdemona che, dolce, saggia ed appassionata, nutre amore sincero per il marito: non comprende la ragione per cui Otello la accusi di tradimento e, fino alla fine, pensa che la sua innocenza debba necessariamente venire fuori.

Se una critica può essere fatta allo spettacolo è la lunghezza dello stesso che scorre per quasi due ore e mezza, impegnando all’attenzione il pubblico: forse una prima parte più snella non avrebbe guastato. Un’ottima serata comunque, complimenti a Tutti.

 

 

 

 

La Compagnia dei Bardi sarà In scena al Teatro delle Muse fino al primo marzo.

 

 

 

 

Claudio Padellini (Claudio7483)

 

 

Non sei iscritto, partecipa a Vivi Roma!

Socialnetwork

Chi è in linea