Viviroma.it spettacoli a Roma - Abbiamo visto LIOLÀ di Francesco Bellomo al Teatro Quirino

Sabato, 08 Febbraio 2020

Una riuscita rivisitazione di un classico di Pirandello è in scena fino al 16 febbraio al Teatro Quirino.

Una coreografia che riproduce un borgo marinaro in pietra accoglie delle simpatiche e bravissime giovani donne che ruotano intorno a due personaggi maschili: lo Zio Simone ed il giovane e spensierato Liolà. Accanto a loro le zie controllano e manovrano gli eventi cercando di accaparrarsi il patrimonio del ricco zio senza eredi.

La scelta della pietra bianca che pervade i paesaggi si rivela nello svolgimento della commedia/tragedia particolarmente efficace in quanto, come nella vita reale, un sole in cielo riscalda e colora le scene, così come la notte le illumina e le riempie di poesia.

La storia è di per se potente nel delineare i personaggi, mossi da bassi istinti o da interesse e le musiche le donano quella poesia e quei significati apparentemente assenti nella misera realtà del racconto.

Sara Baccarini (Luzza),  Giorgia Ferrara (Ciuzza) e Federica Breci (Nela), punteggiano con ironia ed invadenza l'evolversi degli eventi facendo da contraltare femminile alla spensieratezza di Liolà. 

Roberta Giarrusso (Tuzza) e Alessandra Ferrara (Mita) bravissime nel rappresentare l'infelicità della bellezza piegata all'interesse per la "roba". 

Enrico Guarneri (Zio Simone) è vittima di se stesso, un personaggio vecchio, sia dentro che fuori, ma purtroppo ancora attuale e quindi tragico perché mai superato.

Inevitabilmente simpatizziamo per Giulio Corso (Liolà) unica nota fresca e "fertile" in una società dominata dall'interesse.

Impeccabili tutte le zie Margherita Patti (Zia Gesa), Nadia Perciabosco (Zia Ninfa) e Anna Malvica (Zia Croce) ed Alessandra Falci (La Moscardina).

Lo spettacolo secondo noi riesce nell'intento di riproporre un testo storicamente datato ma sempre attuale in molti suoi tragici aspetti, il dialetto arricchisce i personaggi senza precludere la comprensione della storia.

 

NOTE DI REGIA

Liolà è una commedia d’ambiente siciliano che trae spunto dal quarto capitolo del “Fu Mattia Pascal” e dalla novella “La mosca”.  In questa edizione, abbiamo scelto di collocare il periodo storico a cavallo dei primi anni ’40, mentre il contesto scenografico ci riporta al borgo marinaro di Porto Empedocle, con le costruzioni di un bianco accecante che le incastona perfettamente nel paesaggio della scala dei Turchi, adiacente la casa natia di Pirandello. Questo espediente consente una ricollocazione oltre che di luogo, anche del modo di esprimersi, infatti gli anziani parleranno con cadenze dialettali più accentuate rispetto al linguaggio italianizzato dei giovani. La revisione riguarda anche le caratteristiche dei personaggi: Liolà un don Giovanni senza morale, che con il suo comportamento, scombussola l’apparentemente morigerata società in cui si muove. Zio Simone Palumbo diventa un commerciante di zolfo che governa le attività economiche del borgo, tentando di camuffare con le ricchezze, la sua impotenza. Accanto a lui, si muove uno spaccato di società dove attraverso intrighi, vendette incrociate, domina la brama di benessere materiale, che pervade gli altri personaggi. In particolare la Zia Croce e sua nipote Tuzza ma dalla quale non è immune la stessa Mita, che ha accettato spronata da sua Zia Gesa, di sposare il ricco Zio Simone per acquisire una solida posizione sociale. Se è vero che la gioia di vivere, la spensieratezza della commedia, prevalgono su qualsiasi tipo di complicazione intellettualistica, qui Liolà, il trasgressore delle regole, è l’unico personaggio positivo, mentre gli altri sono interessati, egoisti e gretti. Ma un senso di giustizia lo induce a infrangere le regole della moralità comune, spontaneamente senza rendersene conto. Questa commedia fa ridere ma non è gioconda, è allegra con cattiveria a spese di tutti.  Nel testo, si sente sempre la presenza di un ingegno creatore, che ha quasi la tristezza dell’opera che immagina e una superiore ironica pietà dei personaggi, che fa ridere. Come disse Antonio Gramsci “Liolà è il prodotto migliore dell'energia letteraria di Luigi Pirandello, è una commedia che si riattacca ai drammi satireschi della Grecia antica, Mattia Pascal, il melanconico essere moderno, vi diventa Liolà, l'uomo della vita pagana, pieno di robustezza morale”.

Francesco Bellomo

GIULIO CORSO

“LIOLÀ”

Di Luigi Pirandello

scene e costumi Carlo De Marino 

musiche Mario D'Alessandro e Roberto Procaccini

regia FRANCESCO BELLOMO

Lo spettacolo ha una durata di due ore compreso intervallo

ORARI SPETTACOLI
da martedì a sabato ore 21
domenica ore 17
giovedì febbraio giovedì 13 febbraio ore 17
mercoledì 12 febbraio ore 19
sabato 15 febbraio ore 17 e ore 21

INFO
botteghino 06.6794585
mail 
biglietteria@teatroquirino.it

www.teatroquirino.it

 

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