Viviroma.it spettacoli a Roma - Abbiamo visto "VOLARE" al teatro degli Audaci

Venerdì, 07 Febbraio 2020

 

VOLARE

Teatro Degli Audaci

fino al 9 febbraio

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Roma 7 febbraio 2020                          articolo di : Moretti Maurizio

Meraviglioso !” E’ proprio l’esclamazione spontanea di uno spettatore, accompagnata con gli applausi che, riprendendo il titolo di una delle canzoni, sottolinea l’eleganza interpretativa di Gennaro Cannavacciuolo, gustata in questo Recital al Teatro Degli Audaci; un teatro accogliente che, sotto la Direzione di Flavio De Paola, qualifica una parte decentrata di Roma, sapendola far vivere anche quando si spengono le luci dello shopping ed il via-vai del traffico.

Volare” è uno spettacolo che nasce nel 1987 quando, Domenico Modugno, dando così il suo placet allo spettacolo, incontrò il giovane Genny, come amava chiamarlo Pupella Maggio, incontrata nella compagnia nella quale, appena diciottenne, lo inserì Eduardo De Filippo, primo dei suoi tre grandi mentori di cui, con Pupella, Genny ha condiviso oltre vent’anni di amicizia e numerose presenze sceniche.

Poi  la carriera artistica di Gennaro Cannavacciuolo lo ha visto cimentarsi a Teatro e, con la sua istrionica e camaleontica bravura, anche nell’Operetta e nei suoi One-man-show. Anche nel Cinema ed in trasmissioni televisive, è riuscito ad evidenziare le sue capacità attoriali e la sua versatilità interpretativa, ottenendo svariati riconoscimenti, fra cui due  Premi “Olimpici del Teatro“ dall’Ente Teatrale Italiano.

Innumerevoli gli artisti di fama con cui ha lavorato tra cui vanno ricordati Giuseppe Patroni Griffi, Gina Lollobrigida, Nicola Piovani, Mireille Mathieu, Paolo Limiti, Pippo Baudo, Marisa Laurito, Gianni Morandi, Carlo Vanzina e Giulio Scarpati.

Solo dieci anni fa, questo Recital “Volare”, è stato rimesso in scena e, da allora, sono state fatte oltre cinquecento repliche. Ma cosa porta al cuore del pubblico questo spettacolo di Gennaro Cannavacciuolo ? Sarà la prima parte…tutta tesa alle sue radici partenopee, in cui anche la scenografia ci parla di umili origini e, le canzoni, tipiche per dialetto e per quella recita, caratterizzata dalle macchiette, fa strada, tra musicalità e teatralità, all’apice che viene toccato nel dialogo, struggente e appassionato, tra Masaniello e sua madre, tratto dalla commedia musicale, di Eduardo de Filippo, “Tommaso D’Amalfi”.

La voce della madre, registrata da Pupella Maggio e che ha voluto lasciare in regalo al suo Genny, riassume tutta la drammaticità dell’interpretazione, insieme a Gennaro Cannavacciuolo nella parte del figlio. Una frase condensa, particolarmente bene, questo dialogo; quando Masaniello a sua madre dice : “Tu nu è che nu voi capì, è che nu poi capì”, mettendo così a confronto, la vita della madre e le angherie del Vicerè.

Ma forse è nella seconda parte che cerchiamo, ancora non completamente sazi, qualcosa che ci parla ancora al nostro cuore e, ci veniamo accompagnati, da quell’elemento che sa di infinito e materno sentimento, il mare.

Cambia scenografia ed irrompe sulla scena il grande "Mimmo"; lo fa evocato dalla presenza di un “vecchio frac”e, Gennaro Cannavacciuolo, si esibisce in un tip-tap, volteggia, canta e accompagna il pubblico fino a coinvolgerlo nel Volare finale, tanto desiderato.

Alla fine, la piacevole sensazione che rimane è, come declamata in un passaggio del Recital, quella di “un vento di seta fine, salato dal mare”. La capacità di Gennaro Cannavacciuolo, oltre alla sua interazione con il pubblico, di cui ne cattura subito l’empatia, è il “Volare”, con questo spettacolo porgendo, come un elegante dono, le sue versatili capacità artistiche, dal palcoscenico al pubblico che si sente parte, come la macchietta del fioraio che scoprirete vedendo lo spettacolo, di quel giardino di emozioni che è il Teatro.   

MxM  ✍︎

Volare: Recital con la Regia di :

 Marco Mete

 movimenti coreografici:

 Leda Lojodice

 musiche eseguite dal vivo da :

 Marco Bucci - pianoforte - Francesco Marquez - violoncello - Andrea Tardioli - clarinetto e sax contralto

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Autore

MxM

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