Viviroma.it spettacoli a Roma - Abbiamo visto LA LOCANDIERA al Teatro Vascello

Martedì, 04 Febbraio 2020

Rivisitazione in chiave giocosa della locandiera di Goldoni. La storia gira tutta intorno a un tavolo: tavolo da gioco e tavolo da pranzo e non si sa bene cosa accade sopra e sotto. Mirandolina è in chiave giocosa la figura al femminile del don Giovanni. E si può dire che è una commedia spensierata, amorosa. Un allestimento essenziale, ma formalmente elegante e curato, un affiatato gruppo di giovani interpreti, una recitazione fresca e molto vivace. I personaggi che appaiono e scompaiono tra una moltitudine di costumi. Appare una Mirandolina furba e seduttivo il tutto accompagnato da una grande dose di ironia e divertimento.

By Mondapa

La Locandiera

di Carlo Goldoni

regia Andrea Chiodi

con (in ordine alfabetico)
Caterina Carpio, Caterina Filograno, Tindaro Granata, Mariangela Granelli, Fabio Marchisio

scene e costumi Margherita Baldoni, assistente alla regia Maria Laura Palmeri, disegno luci Marco Grisa musiche Daniele D'Angelo, realizzazione costumi Maria Barbara de Marco

produzione Proxima Res

Sorprende e a fa sorridere La locandiera, apparente, spensierata commedia amorosa, classico goldoniano dal carattere universale e squisitamente moderno, nella versione della Compagnia Proxima Res di Tindaro Granata. L’astuzia, la diplomazia e le debolezze del cuore della donna sono i temi che danno ritmo a questa brillante edizione, fedele all’originale, ma non priva di trovate che la rendono una piacevole novità. Un allestimento essenziale ma formalmente elegante e curato, un affiatato gruppo di interpreti, una recitazione fresca e vivace fanno il resto.

Nei suoi Memoires Carlo Goldoni racconta di essersi avvicinato al teatro da bambino, giocando con delle poupettes. È così che Andrea Chiodi ha immaginato di far interagire gli attori con delle piccole bambole, per rappresentare in modo efficace i rapporti tra i personaggi di questa straordinaria macchina teatrale. “E’ una locandiera che agisce tutta intorno ad un grande tavolo - spiega il regista nelle sue note - tavolo da gioco e tavolo da pranzo, così chiaro il che cosa avviene sopra e meno chiaro che cosa avviene sotto; una locandiera che è sicuramente la rappresentazione del Don Giovanni letterario ma al femminile, con i personaggi che appaiono e scompaiono tra una moltitudine di costumi del repertorio del teatro di Goldoni”.

 

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