Abbiamo visto NON E’ UNA TRAGEDIA, ovvero Edipo c’entra poco

Sabato, 01 Febbraio 2020

Cosa ha voluto dirci l'autore, Geppi Di Stasio, con questo titolo? Prima di tutto ci rassicura che sarà una commedia sulla condizione umana, molto ironica, e non un dramma. E poi quel 'c'entra poco', che sembra più un sottotitolo, vuole un po sviarci, ma è riferito soprattutto al fatto che non si richiama alla drammaturgia greca. Gli interessa l'aspetto psicologico e quindi molto aderente al mito greco.

Infatti l'autore, che ne è anche interprete e regista, dice: "Se gli psicanalisti, Freud in testa, si sono arrogati il diritto di saccheggiare la mitologia per suffragare le loro teorie, allora noi ci arroghiamo il diritto di ricamarci sopra una commedia che, come è stato detto da più parti, contiene una risata che penetra in profondità in uno spettacolo ironico, sconvolgente, profondo".

Sul palco tre personaggi. Oreste, un cinquantenne in cerca di appuntamenti hard sul web, con un fallimento matrimoniale alle spalle e una figlia adolescente che non lo vuole vedere, Renata un’affermata psicologa e Attilio il marito, ingegnere informatico, anche lui affermato professionalmente.

La recitazione colpisce per la naturalità e la perfetta immedesimazione nei personaggi, grazie anche una una corretta narrazione delle caratterizzazioni.

Ci sorprende che la scena si attiene alle regole della tragedia del teatro greco, unità di spazio, di luogo e di azione, al contrario del genere popolare della commedia che prevede più movimento. Questa ambientazione molto statica da un punto di vista migliora la concentrazione sugli aspetti psicologici, ma ne depaupera la fruibilità.

Da una ricerca di un'avventura su siti web tra Oreste e Renata, molto più anziana di lui, nasceranno una serie di colpi di scena che ci portano a riflettere sui drammi familiari e situazioni affettive irrisolte. Soprattutto quanto dista la realtà da quello che pensiamo? Cosa percepisce la gente di noi, cosa vogliamo noi trasmettere agli altri e cosa siamo in verità noi stessi.
La pièce è ricca di doppisensi e di malintesi, che ci portano a sorridere delle debolezze umane, per finire in un colpo di scena di grande effetto ma per i più attenti in parte rivelato. Forse meglio cambiare il sottotitolo?

Non è una tragedia – ovvero Edipo c’entra poco”

scritta e diretta da Geppi Di Stasio, con la Compagnia Stabile del Teatro delle Muse, Rino Santoro, Wanda Pirol, Geppi Di Stasio.

Fino al 9 febbraio, Teatro delle Muse

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