Viviroma.it spettacoli a Roma - Abbiamo visto BELLE RIPIENE al Teatro Sistina

Sabato, 25 Gennaio 2020

 

Belle ripiene, la commedia di Massimo Romeo Piparo con Rossella Brescia, Tosca D’Aquino, Roberta Lanfranchi, Samuela Sardo fa tappa al Teatro Sistina di Roma nel suo lungo tour che si concluderà a Palermo, verso la fine di marzo, dopo aver percorso l'Italia per lungo e per largo.

Le protagoniste sono quattro amiche cuoche che hanno deciso di aprire un ristorante in proprio, ma sarebbe più coretto dire che i veri protagonisti sono tre: l'irresistibile comicità delle quattro simpaticissime (oltre che belle) attrici, gli uomini, assenti sul palco, ma molto presenti nei dialoghi e, naturalmente, il cibo.

Scritta da Giulia Ricciardi e dallo stesso Piparo, questa commedia “dimagrante” è ambientata dunque in cucina. Si badi tuttavia che non si tratta di una semplice messa in scena: la cucina c'è davvero e le nostre protagoniste sfornano piatti che consegnano personalmente non già ai tavoli di un ristorante di fantasia quanto, piuttosto, agli spettatori/avventori del Sistina omaggiati a più riprese nel corso dello spettacolo. Idea, questa, davvero originale e assai azzeccata anche se chi scrive, purtroppo, non è stato tra i fortunosi selezionati e quindi non è dato estendere la recensione anche alle abilità culinarie delle suddette che, per chi scrive, restano misteriose.

La cucina che va in scena è un mix di varie regioni: campana (Tosca), pugliese (Rossella), settentrionale (Roberta) e romana (Samuela).

Ada, Ida, Dada e Leda sono dunque quattro amiche che, con l'impresa del ristorante, intendono riscattare le proprie delusioni d'amore, di carriera e di famiglia, nella costante e trepidante attesa dell'ispettore (che scambiano erroneamente e continuamente con una serie di avventori) dal quale ambiscono l'attribuzione della tanto sospirata stella Michelin.

La commedia, semplice e leggera, intrattiene il pubblico strappando sorrisi in quantità. Difficile decidere chi sia la più brava tra le ottime protagoniste. La napoletanità di Tosca è una marcia in più e l'istrionica e scoppiettante artista cattura a tratti il palco, ma le altre non sono da meno. La romanità di Samuela è prorompente e, forse perché “gioca in casa”, il pubblico la applaude diffusamente, soprattutto quando si scontra in continue scaramucce con la “nordica” Roberta Lanfranchi anch'essa simpaticissima e brava come al solito, ma forse trattenuta un tantino dal dialetto settentrionale, più composto e misurato rispetto a quelli del Centro Sud. Briosissima, divertente e perfino, a tratti, sorprendente, Rossella Brescia che improvvisa perfino un accenno di lap-dance.

 

Roberta Misuri

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Roby

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