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Sabato, 18 Gennaio 2020

UN NEMICO DEL POPOLO

Teatro ARGENTINA

fino al 26 gennaio

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Roma 18 gennaio 2020                                                    articolo di : Moretti Maurizio

 

 

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Va dato al Popolo ciò che chiede o ciò di cui ha bisogno ? E’ davanti a questo conflitto, di natura prettamente educativa e sociale, in cui si cimenta la regia di  Massimo Popolizio, per questo lavoro teatrale, “Un Nemico del Popolo”, scritto da Henrik Ibsen nel 1882 e, oggi, proposto con la produzione del Teatro di Roma.

Ibsen è stato definito “il fotografo dei vizi umani” e, quest’opera,  fa parte dell’ultima fase della sua produzione artistica, nella quale, si è condensata anche una sua dimensione spiritualistica. Emersa, quest’ultima, in particolare, dopo aver lasciato la sua Norvegia per arrivare proprio a Roma.

E a Roma, al Teatro Argentina, uno dei più belli e meglio conservati d’Italia, con la sua iscrizione, dedicata alle muse della tragedia, della musica e della danza, sul bassorilievo, in alto sulla facciata che fa mostra di sé dal 1732, sul luogo, dove fu ucciso Giulio Cesare, oggi, potete assistere dalla platea o da uno dei suoi “piccoli salotti sospesi”, come definì Proust i suoi palchetti,  alla messa in scena di questa storia, ambientata nella immaginaria Valle dei Mulini, descritta con l’aiuto di alcuni filmati e dalla voce narrante di uno dei personaggi, sita in una contea americana nel 1920.

Un medico, il dott. Thomas Stockmann, ha l’idea di utilizzare le acque termali, presenti nella zona, per le cure ed il benessere delle persone. Il fratello Peter, sindaco del paese, fa sua questa idea e realizza uno stabilimento termale. Nomina il fratello direttore sanitario e gli risolleva, così, anche le condizioni lavorative ed economiche, personali e della famiglia.

Il ligio e scrupoloso medico, in un controllo approfondito delle acque, per il manifestarsi di vari casi di malattie sospette, ha la prova che, le stesse acque, sono infette e ne imputa la causa alla cattiva realizzazione dei condotti.

Amante della verità e fiducioso, nell’affidare ad essa, il percorso per risanare il problema, vuole informare la popolazione affidandosi all’organo di stampa locale; a cui consegna la documentazione, mandata contestualmente al fratello sindaco.

Prima della pubblicazione il medico vuole incontrare il fratello e, da questo incontro arriva, sulle spalle del dottore, come il getto di una cascata, tutta la reazione del sistema di interessi che gravitano intorno allo stabilimento termale.

L’ondivaga posizione della “Voce del Popolo”, l’organo di stampa locale, porta il medico ad indire un’assemblea cittadina, ma lì, scopre la differenza tra informazione e comunicazione e come, il potere, sa manipolare le opinioni della maggioranza e, soprattutto, chi è, il vero Nemico del Popolo.

La conclusione ve la lasciamo scoprire a teatro ma, al di là della storia, già intrigante di suo per la drammatica attualità che ancora oggi riveste, alcune considerazioni vanno fatte.

Ibsen stesso diceva che “il Fine più alto dell’Uomo è la realizzazione di noi stessi, in Spirito e Verità”. Per compiere questo, il messaggio che si trae da questo spettacolo è che, la spinta Umanistica di rimettere la Persona al centro del Sistema, oggi governato dagli interessi economici, non può prescindere dalla responsabilità individuale che, ognuno di noi, si assume nel vivere con gli altri e, nel farlo, bisogna forse ridiscutere modelli che non aderiscono più al Bene Comune. La frase della Moglie del medico quando dice : “In cucina non funziona così”, dopo aver ricevuto la proposta di interessarsi anche lei di politica, ed ammettendone i propri limiti, esprime molto del senso, che deve essere dato, ad una fase di transizione verso un nuovo modello, in termini di capacità ed affidabilità.

Permeare di nuovi significati il mondo Accademico Scientifico, rappresentato dall’integrità del Medico, il potere politico con il Sindaco che sostiene il consenso con mille compromessi, i Media che con le tre figure dell’Editore, il Direttore ed il Redattore, alternano interessi, scopi ed intenzioni mutevoli, in virtù delle momentanee convenienze, è certamente un’operazione educativa di carattere sociale dove, l’individuo, non può esimersi dall’impegno di apportare il suo valore di consapevolezza.

Della rappresentazione si è percepito che, tutti i quattordici personaggi in scena, sono tutti a loro modo protagonisti perché caratterizzati dalla regia e caratterizzanti dei loro ruoli, muovendosi nel caleidoscopio di un’arte teatrale che nulla lascia trascurato, fin nei minimi dettagli. L’apoteosi dello spettacolo è certamente il momento dell’assemblea cittadina, in cui anche lo spettatore, soprattutto in platea, si sente avvolto dall’evento e, squarciando la quarta parete, entra in relazione partecipativa con l’avvenimento.

Non a caso, dopo il successo dello scorso anno che ha visto a “Un Nemico del Popolo”, ricevere due premi UBU (il riconoscimento più importante di teatro in Italia), come “Migliore Spettacolo” e “Migliore Attrice”, quest’anno lo vede, dopo Roma, in tournée in diverse città italiane, riproponendo questo profondo spunto di riflessione.

Massimo Popolizio è il Medico Thomas Stockmann.

Maria Paiato è il Sindaco Peter Stockmann.

Francesca Ciocchetti è Kathrine, la moglie del medico.

Maria Laila Fernandez è Petra, la figlia del medico.

Francesco Bolo Rossini è Suocero del medico, ed ha una conceria.

Michele Nani è l’Editore della “Voce del Popolo”, media locale.

Paolo Musio è il Direttore della “Voce del Popolo”.

Tommaso Cardarelli è il Redattore della “Voce del Popolo”.

Martin Chishimba è la voce narrante e l’Ubriaco.

Francesco Santagata è il Portiere e il Fotografo.

Flavio Francucci, Cosimo Fraschella, Dulio Paciello e Gabriele Zecchiaroli per gli altri ruoli dei popolani.

                            MxM  ✍︎

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MxM

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