Viviroma.it spettacoli a Roma - Abbiamo visto "Wilhelm Furtwängler. Processo all’Arte" al Teatro Stanze Segrete

Sabato, 18 Gennaio 2020

Entrare in questo piccolo teatro, in via della Penitenza, vicino al carcere romano di Regina Coeli è di per sè già un'esperienza: una sala rettangolare con trenta posti, due file di sedie sulla parete lunga più qualche sedia sotto la scaletta a chiocciola sulla parete corta di fronte all'ingresso. Biglietteria e foyer occupano, abbondando, due o tre metri quadrati.

 

I muri sopra le pareti lungo le quali siede il pubblico sono parzialmente ricoperte di specchi per cui entrando non si ha subito l'impressione di uno spazio così piccolo.

In scena due scrivanie, un giradischi, 4 sedie e poco altro.

Scopriamo che le dimensioni contenute hanno il loro peso perché non ci ritroviamo seduti di fronte alla scena ma dentro di essa.

 

Le luci si spengono e prendono posto Virna Zorzan dietro alla macchina da scrivere e Marco Mete, affondato nella sua divisa, addormentato dietro la scrivania.

Ci troviamo così a metà del secolo scorso a fare i conti con indagini su responsabilità meno eclatanti di quelle giudicate nel processo di Norimberga e per questo più vicine a noi, talmente vicine ed avvolgenti da non permetterci di schierarci (non c’è spazio) né di giudicare. 

 

Lo straordinario inquisitore Marco Mete è brusco e feroce perché è convinto che chiunque gli sieda di fronte sia in qualche modo complice delle atrocità commesse nei campi di sterminio almeno per omissione. Solo chi è morto od espatriato è per lui al di fuori di ogni sospetto.

Ovviamente la realtà è più complessa e quando finalmente arriva il momento del “capobanda”, del carismatico Ennio Coltorti nella veste del direttore dell’orchestra di Berlino, si comincia a parlare di arte e del ruolo dell’artista. 

 

L’inquisitore, con la corazza della sua dichiarata ignoranza, cerca di portare a termine la propria missione, ma le note della musica di Wilhelm Furtwängler affiorano nei ricordi o sul giradischi (sapientemente manovrato dalla tedesca “buona” Virna) e scombinano l’apparenza delle cose.

 

Potremmo continuare a scrivere pagine intere sulle cose che ci sono piaciute in questo spettacolo, ma non ci sostituiremmo mai all’esperienza che potrete fare vivendolo di persona.

Ve lo consigliamo di cuore, fino al 9 febbraio, non ve ne pentirete.

Ennio Coltorti e Marco Mete
in
Wilhelm Furtwängler
Processo all’Arte
di Ronald Harwood
Adattamento a Regia e Allestimento scenico di Ennio Coltorti
e con Tomaso Thellung, Virna Zorzan, Licia Amendola,
Federico Boccanera

In prima nazionale, dall’8 gennaio al 9 febbraio 2020, al
 Teatro Stanze Segrete - Via della Penitenza 3  (Roma)

A distanza di 25 anni dalla pubblicazione di Taking Sides, scritto nel 1995 da Ronald Harwood, debutta in prima nazionale al Teatro Stanze Segrete di Roma l’8 gennaio 2020 Wilhelm Furtwängler. Processo all’Artetratto dall’opera dell’autore britannico, con l’adattamento, l’allestimento scenico, e la regia di Ennio Coltorti: uno spettacolo filosofico, un’indagine storica unica sul ruolo dell’Arte e dell’impegno.

In scena due “mattatori” contemporanei, eccellenze del doppiaggio italiano, Ennio Coltorti e Marco Mete, affiancati da Tomaso Thellung, Virna Zorzan, Licia Amendola, Federico Boccanera.

“Chi è senza peccato scagli la prima pietra”. Nessuno è tanto puro da poter giudicare. Ma di fronte a milioni di morti freddamente pianificati? Il titolo originale di questa straordinaria pièce (da cui è stato tratto anche un magnifico film) che mette in scena lo stringente interrogatorio  a cui un inflessibile e volgare maggiore americano alla fine della seconda guerra mondiale, durante il processo di denazificazione, sottopone il più grande direttore d’orchestra di tutti tempi, è “Taking side”: “Prendere posizione”. Si è responsabili di ogni azione, nel bene e nel male. Vale anche per l’artista? Per Caravaggio, Rimbaud, Byron, Marlowe, D’annunzio etc.? O l’artista è al di sopra dei comuni mortali e non può essere giudicato per colpe riguardanti il vivere civile? È recente il caso del grande attore Kevin Spacey. L’autore, abilmente, non dà risposte. Il delicato momento che sta attraversando il nostro paese rende estremamente attuale questo testo che esorta in ogni caso a “Prendere” coraggiosamente “posizione”. Un  inquietante viaggio quasi “artaudiano” nei misteriosi, e a volte mostruosi, meandri dell’animo umano. Un allestimento e una recitazione prettamente “cinematografici”. 

Uno spettacolo che, anche grazie allo spazio magico di Stanze Segrete, porta lo spettatore “dentro un film”. 

Wilhelm Furtwängler. Processo all’Arte è in scena al Teatro Stanze Segrete di Roma, Via della Penitenza 3, dal 8 gennaio al 9 febbraio 2020, dal martedì al sabato ore 21.00

Prezzo biglietti 17 e 13 euro + tessera semestrale obbligatoria 3 euro. Info e prenotazioni: 0649772027,  info@stanzesegrete.it - www.stanzesegrete.it

 

 

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