Abbiamo visto "Arsenico e vecchi merletti" al Teatro Quirino

Martedì, 14 Gennaio 2020

Arsenico e vecchi merletti è un classico evergreen passato dalle sapienti mani di Monicelli a quelle operose di Gleijeses che con i due mostri sacri del teatro italiano Giulia Lazzarini e Anna Maria Guarnieri si è garantito un posto nell'olimpo dei beati e postuma gratitudine del drammaturgo Kesselring. La trama è semplice quanto dark, le sorelle Brewster si spendono per tutti al fine di fare del bene, raccolgono giocattoli e preparano pasti caldi per i bisognosi, aiutate dal nipote Teddy convinto di essere Rooswelt e a tratti Eisenhower. Il loro affezionato nipote Mortimer, a cui viene dato il triste compito da Gleijeses di annunciare la morte del teatro e la vacuità della critica, scopre che le candide e graziose ziette tra un manicaretto e l'altro seccano con dolcezza e gustoso rosolio i viandanti soli, occupandosi persino del rito dell'ultimo addio con abiti neri e letture di circostanza. Non mancano i poliziotti seppure non molto perspicaci, uno ha persino velleità di scrittore  ma viene ridicolizzato persino da se stesso. Così Mortimer, timoroso per il suo futuro e quello del parentado, cerca di sistemare il guaio evitando l'internamento delle ziette ma verrà ostacolato dall'arrivo del fratello cattivo Jonathan in fuga dalla polizia, con la faccia e le movenze di Frankestein per le ripetute operazioni. 

A questo punto oltre alle esilaranti battute e alla sequela di equivoci dal ritmo incalzante, le strombettate di Teddy e i tempi comico-grotteschi perfetti, immersi in una scenografia dall'odore di altri tempi, sorge un caso di coscienza. Il brutto è cattivo e il grazioso no? Quello che hanno in comune i Brewster è che uccidono, è nel loro DNA dai tempi del dottor Brewster. Il cattivo però è solo Jonathan. Le ziette sono simpatiche canaglie con all'attivo 12 vittime. Se mettessimo da parte petulanti e sorpassate riflessioni restando nella bellezza dello spettacolo... il caso sarebbe risolto e... ci passerebbe la voglia di accettare caramelle da dolci vecchine.

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