Viviroma.it spettacoli a Roma - ABBIAMO VISTO LA PRIMA DE "LA MENZOGNA" CON PAOLO CALABRESI E SERENA AUTIERI

Giovedì, 05 Dicembre 2019

E’ stata una felice coincidenza che il primo, vero, giorno di freddo stagionale a Roma sia coinciso con la prima de “La Menzogna” al Teatro Ambra Jovinelli con Paolo Calabresi e Serena Autieri: alla temperatura rigida dell’esterno ha fatto da contraltare, infatti, il calore che la Compagnia degli Artisti Riuniti ha portato in scena e che ha riscaldato il pubblico presente sia per il tema trattato nella commedia e sia per la bravura degli attori coinvolti.

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La Menzogna è un’opera teatrale scritta nel 2014 dallo scrittore e drammaturgo francese Florian Zeller che ha visto nella primavera di quest’anno la messa in scena della prima italiana al Teatro Politeama di Genova.

Nella rappresentazione in scena all’Ambra Jovinelli, la regia e l’adattamento sono di Pietro Maccarinelli e la scenografia è affidata a Carlo Di Marino.

Il tema della commedia è quello del desiderio del tradimento, della verità e della menzogna nella coppia.

La trama è snella: Paolo (Paolo Calabresi) e Alice (Serena Autieri) organizzano una cena nella loro casa borghese con Michele (Toto Onnis) e sua moglie Lorenza (Eleonora Vannis). Due coppie di amici, quindi, che tuttavia anziché trascorrere una tranquilla cena in allegria, vivono la serata con un malessere imprevisto e, a poco a poco, strisciante. La realtà è che Alice ha scoperto che Michele tradisce Lorenza e da qui il dilemma se informare o meno Lorenza della scoperta. Ma è solo l’avvio di una trama che vede le loro vite di coppia nascondere insidie e piccole falsità, cose non dette e recriminazioni.

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Alice vorrebbe confessare la sua scoperta a Lorenza mettendo davanti a tutto il principio della verità, Paolo vorrebbe, invece, trascinare tutto nell’omertà ovvero nella menzogna, salvaguardando il proprio amico e la sua vita di coppia. Il pubblico in sala, dapprima sorpreso dalla piega degli eventi, sembra poi volersi schierare e prendere posizione su cosa sia giusto fare in questi casi, immedesimandosi in ciò che gli attori stanno vivendo e raccontando sul palco.

E’ in quest’ottica che emergono nei discorsi, frustrazioni, risentimenti, bugie e quella falsa morale borghese che si annida nelle convenzioni ma che alla prova dei fatti crolla, lasciando entrambe le coppie ferite e deluse. Paolo e Alice, Lorenza e Michele si affidano a turno ad un abile gioco di maschere, divertente, ma allo stesso tempo crudele, confondendo i confini tra il reale e l'immaginato.

La Menzogna è una commedia brillante, ma solo apparentemente leggera, infatti lo spettatore rimane spiazzato faticando a comprendere come due belle coppie di successo, benestanti e senza apparenti problemi possano non essere completamente appagati dalla loro relazione matrimoniale.

Dai dialoghi traspare la leggerezza della menzogna e la facilità con la quale le due coppie giocano a turno un ruolo opposto a quello che viene vissuto nella scena precedente.

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A condurre il gioco è Alice, una splendida Serena Autieri che in questa commedia dà l’ennesima conferma del suo talento. Lo spettatore rimane incantato, non solo dalla bellezza di Serena e dal suo sguardo dolce e severo allo stesso tempo, ma soprattutto dal suo modo di tenere la scena, calamitando l'attenzione del pubblico, in ogni momento. Si fatica a capire come lo sguardo di Alice possa accomunarsi, nell’esposizione della narrazione, a poco a poco, alla menzogna; ma forse è proprio questo che rende l’interpretazione della Autieri intensa, autentica, non facile da dimenticare. Non la scopriamo in questa occasione, Serena Autieri, ma solo la sua presenza, credeteci, vale il prezzo del biglietto.

Tuttavia è un Paolo Calabresi in gran forma che scatena gli applausi più convinti del pubblico sia con battute e gesti sia con espressioni facciali che coinvolgono emotivamente soprattutto gli spettatori delle prime file. Gli scambi verbali con Serena Autieri sono intensi e dai ritmi serrati e l’ottima scenografia, composta da un salotto borghese arredato con elementi d’arredo di design, aiuta gli attori ad avere punti di riferimento e a mantenere costante l’attenzione del pubblico sugli spazi del palcoscenico.

Toto Onnis ed Eleonora Vannis supportano splendidamente i due protagonisti principali e negli applausi finali il pubblico lo riconosce tributandone la giusta dose.

Una menzione particolare per i costumi curati da Alessandro Lai, le musiche di Antonio Di Pofi e le luci di Umile Vaineri.

All’uscita dal teatro, gli spettatori appaiono divertiti ma si interrogano anche su tematiche più profonde, quali la trasgressione nella coppia ed in particolare su cosa porti alla menzogna ed in generale alla crisi coniugale: forse la vita stressata di oggi con le frustrazioni, le preoccupazioni ed i piccoli risentimenti che viviamo tutti sono i principali responsabili, ma anche le piccole bugie, che forse non sono neppure vere e proprie bugie ma varianti di verità, fanno la loro parte e comunque sia contribuiscono a consolidare il logorio di un rapporto spesso falsato ed in crisi.

Claudio Padellini (Claudio 7483)

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