Viviroma.it spettacoli a Roma - Abbiamo visto POLE DANCE al Teatro Cometa Off, finora il miglior spettacolo di questa stagione

Mercoledì, 04 Dicembre 2019

Non perdetevi questa commedia surreale in scena nel piccolo e delizioso teatro di Testaccio fino a domenica 8 dicembre. 

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Immaginate un palco praticamente vuoto dove la scenografia si compone come un origami sotto i vostri occhi.

Immaginate un rapporto di coppia focoso e travolgente dove uno straripante desiderio di maternità della compagna mina le certezze di un docente di storia della religione e di filosofia, Ruben Moretti.

Immaginate lo smarrimento del professore quando si trova di fronte ad un figlio dal colore diverso dal suo.

Immaginate lo stupore del pubblico che, incantato dalle acrobazie di Virginie, una ballerina di pole dance professionista, scopre che si tratta anche di una fine psicologa, capace, mentre volteggia seducente, di inquadrare Ruben e le sue angosce.

Immaginate che compaiano nuovi e stupefacenti personaggi ad arricchire e deviare una trama già così intricata ed intrigante.

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Immaginate che si creino situazioni di una comicità travolgente che vi costringano a ridere come non ricordavate di aver fatto da anni.

Immaginate che i dialoghi, i paradossi e le rivelazioni tengano impegnata la vostra mente in una sfida tra l’ironia e l’intelligenza.

Ebbene vi sarete fatti solo un’idea di come questo spettacolo di Sargis Galstyan saprà sorprendervi e divertirvi.

Una vera chicca nel panorama teatrale romano.

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La Compagnia InControVerso presenta

Pole Dance

testo e regia Sargis Galstyan
con
Stefano Antonucci, Cristiano Leopardi, Marine Galstyan, Ermanno De Biagi, Vittoria Rossi, Eleonora Scopelliti, Lorenzo Girolami,
scenografie- Sargis Galstyan, disegno luci- Mattia Albanese, costumi- Atelier Mirror,
Stagione teatrale 2019/20 Pole Dance Teatro Cometa Off di Roma



Sinossi


Pole Dance è una commedia dove il principale personaggio è Ruben Moretti, un docente di storia della religione e di filosofia. All’inizio dello spettacolo Ruben Moretti appare come una persona razionale, intelligente, con la mente aperta riguardo i rapporti tra donne e uomini e, per come si descrive lui, una persona civile. Presto accadranno delle situazioni che lo faranno riflettere sulla vita che ha vissuto e su particolari che gli sembravano insignificanti. Dovrà affrontare le conseguenze dei princìpi che, da persona civile e rispettosa verso i diritti delle donne, ha sempre tollerato. Tutto ha inizio con l’arrivo del figlio che nasce con la pelle nera, una tragedia personale che lo sconvolge completamente! Ovviamente il primo pensiero, e unica risposta, sembra essere quella di essere stato tradito dalla moglie Angeline. Lei, una missionaria, è un personaggio che si presenta con caratteristiche positive: carità e onestà, due parole che descrivono meglio questo personaggio; il tradimento sembra essere una risposta impossibile, ma tutto pian piano inizia ad avere uno sviluppo piuttosto inaspettato e complesso. Tutto quello che dovrà scoprire Ruben gli cambierà completamente il modo di vedere quelle cose che sembrano banali, insignificanti o incivili, ma che possono percettibilmente influenzare e radicalmente cambiare la vita di chiunque.
Durante la ricerca delle verità che avvalorino il suo sospetto, Ruben incontra Virginie: una ballerina di pole dance che paradossalmente, nonostante il lavoro che fa, risulta essere una persona molto intelligente, laureata in psicologia. Nel suo percorso incontrerà anche Shalom Kaganovich, un ebreo ortodosso patologicamente interessato al proprio albero genealogico, e Chicco Marrone, imprenditore fallito, altrettanto fissato ai significati dei nomi delle persone. Questi, due pazienti della Dottoressa Fottichina apparentemente, o forse realmente, psicopatici lo faranno riflettere ancora di più. I consigli e le informazioni che riceve dai pazienti, diventati trappole per loro stessi, paradossalmente sembrano essere preziosi e sinceri, ma soprattutto ragionevoli per Ruben.
Una scena brillante e leggera, nonostante si tratti della scena cardine da cui scaturisce il conflitto dello spettacolo, è quella con la Dottoressa Agrippina Nerone che annuncia a Ruben la nascita del figlio. Agrippina è un personaggio razionale, come Ruben, tale da dire senza alcuna delicatezza ad un paziente di prepararsi a morire perché ha una malattia incurabile. Dall’incontro di questi due personaggi razionali scopriamo una delle caratteristiche di Ruben: un grottesco atteggiamento civile, che lo rende incapace di affrontare, per l’appunto civilmente, una tragedia personale.
Con l’ultimo personaggio infine, si arriva alla scena chiave: l’incontro con Padre Onan, uno scienziato che lo aiuterà a trovare la risposta definitiva; una rivelazione paradossalmente scientifica, inaspettata, “inindovinabile” che fino all’ultimo tiene il pubblico incuriosito.
Lo spettacolo è pieno di paradossi e strane coincidenze che possono sembrare costruite apposta per dare allo spettacolo lo sviluppo previsto ma, come dice Chicco Marrone, “Tutte le coincidenze sono strane, altrimenti non si chiamerebbero coincidenze”. I paradossi invece sono dei fatti che ci circondano dappertutto e ogni volta, scoprendo un paradosso, ci rendiamo conto che qualsiasi modello o fatto comunemente accettato, può nascondere una verità paradossale oppure un significato molto più profondo.
Lo spettacolo è molto leggero e divertente nonostante gli argomenti trattati. Parallelamente alle azioni dei personaggi, nelle nuvolette dei loro pensieri, si proiettano delle scene surreali che entrano in conflitto con l’atteggiamento degli stessi. Il titolo Pole Dance può essere interpretato come un riferimento indiretto al rapporto sessuale tra uomo e donna, e qui la psicologa che fa pole dance, diventa un simbolo dei vari paradossi presenti nello spettacolo.

 

Perché lo spettacolo Pole Dance

Con lo spettacolo Pole Dance andiamo a scoprire una vita piena di domande senza risposte. Non si tratta di domande del tipo “Qual è il senso della vita?” oppure “Cosa ci aspetta dopo la morte?”, domande globali queste sulle quali ci interroghiamo oramai da migliaia di anni, ma si tratta invece di domande che porrebbero i bambini all’iniziano della scoperta del mondo; domande che sembrano banali, semplici e buffe non meritevoli di una risposta o un pensiero profondo. Una volta una bambina mi ha domandato “Come ti chiami?” Ho risposto ..., e lei “Perché ti chiami così?” Ho risposto “Non lo so”. Mi sono allora ricordato inizialmente che da piccolo avrei tanto voluto avere un altro nome, perché con quello mi sarei sentito più importante, più forte; in conseguenza a questo, il pensiero che mi ha tormentato è stato che quel nome avrebbe cambiato il mio comportamento, l’atteggiamento e sicuramente avrebbe influenzato il percorso della mia vita.
Una delle semplici domande che mi sono posto poco dopo è stato interrogarmi sul perché le cose si chiamano in tal modo. Le ricerche della risposta a questa banale domanda mi hanno portato a scoprire un filo di collegamento diretto tra l’alfabeto armeno, la tabella degli elementi chimici di Mendeleev, la mitologia greca, la simbologia, la Kimatika, la fisica quantistica e la Telegonia. Al di là dei collegamenti, la cosa importante è che ho scoperto perché il lavoro si chiama “lavoro”, e devo dire che la risposta a questa domanda mi ha sconvolto.
Lo spettacolo Pole Dance ci fa riflettere su ogni piccolo dettaglio che ci circonda e ci dimostra che non c’è niente che non abbia una ragione: a volte le piccole cose, apparentemente insignificanti, potrebbero avere la forza di cambiare un intero mondo.


La compagnia InControVerso

L'Associazione nasce in Italia. Viene fondata da Sargis Galstyan e Marine Galstyan. Si tratta di un nuovo gruppo di artisti professionisti del panorama culturale in Italia, che è composto da artisti giovani di nazionalità italiana e armena. L’obiettivo è quello di promuovere la diversità e il dialogo delle culture, contribuire alle cooperazioni culturali italiane e alla diffusione della cultura armena in Italia: produzioni teatrali, manifestazioni artistiche, promozione del patrimonio artistico e culturale, cooperazioni linguistiche e universitarie, politica del libro e nuovi media. Punto di forza della compagnia è proprio il confronto tra culture e scuole d’arte di Paesi diversi.

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