Viviroma.it spettacoli a Roma - Abbiamo visto “Vernia o non Vernia” Teatro Olimpico di Roma 2 dicembre 2019

Martedì, 03 Dicembre 2019

"Vernia o non Vernia” è uno spettacolo scritto da Giovanni Vernia, Paolo Uzzi, con la collaborazione di Pablo Solari. La regia è di Giampiero Solari e Paola Galassi. La produzione esecutiva è di Ballandi Factory.

VERNIA

Una serata travolgente che sorprende tutto il pubblico con le sue due ore di spettacolo, e che risate, che spazia dal canto al ballo dai suoi infiniti monologhi accompagni dalla musica che è un requisito che non può essere eluso, che raccontano la sua vita sin da bambino nei luoghi di appartenenza e che durante la sua carriera da ingegnere scopre la sua anima dispettosa che non riesce a reprimere costringendolo a diventare comico di professione.Un vero talento dell’intrattenimento.

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Dopo il successo dei precedenti tour, con un comico dilemma shakespeariano torna in scena nei teatri italiani GIOVANNI VERNIA!
“VERNIA O NON VERNIA” è il nuovo ed esilarante spettacolo teatrale dello showman, diretto da Giampiero Solari e Paola Galassi e prodotto da Ballandi Factory, che, a partire da novembre, farà tappa nei migliori teatri italiani.

Giovanni Vernia è un vero talento dell’intrattenimento. Sempre alla ricerca di originalità e modernità nel suo modo di fare comicità è uno dei pochi artisti italiani che si muove con agilità in ogni ambito dello spettacolo.

In radio, dove nel suo programma mette in luce quotidianamente la sua vena creativa, le sue inedite gag canore con ospiti di caratura nazionale ed internazionale sono già cult e realizzano milioni di click sul web. One Republic, Luis Capaldi, Ermal Meta, Negramaro, LP, Boomdabash e Alessandra Amoroso, Elisa, Marco Mengoni, Luca Carboni, Benji e Fede sono solo alcuni dei nomi con cui Giovanni ha interagito con successo.

Sul web, dove dà libero sfogo alla sua creatività ed è seguito da oltre 2 milioni di follower. Celebre è il suo format “#ungiornocapirai” in cui l’attore, con il pretesto di spiegare a suo figlio i paradossali fatti di attualità del nostro Paese, confeziona compendi di divertente e mai banale satira di costume e/o politica. Per la sua viralità #ungiornocapirai sconfina spesso su quotidiani online e in tv ed è un esempio di come Giovanni Vernia riesca ad essere crossmediale.

Al vulcano in perenne attività Giovanni Vernia non basta però attraversare i media ed attraversa anche i confini. E’ infatti l’unico comico italiano ad avere un intero show di oltre un’ora esclusivamente per platee straniere. “How To Become Italian” è il suo spettacolo in lingua inglese con cui ha fatto ridere sui vizi degli italiani platee provenienti da oltre 70 Paesi diversi. Lo show sarà in scena a New York nell’estate 2020.

Il teatro è il luogo principe per lui. Perchè è lì che è libero di esprimere tutta la sua incontenibile voglia di divertire in un onemanshow tutto suo. E lo fa col suo stile, che è uno stile mai volgare, contemporaneo, dove ci sono i monologhi ma dove la musica è un elemento imprescindibile per creare e scatenare la risata, dove il ritmo è altissimo e non lascia mai fiato allo spettatore e dove il bersaglio dell’ironia è in primo luogo sè stesso, con i suoi vizi e le sue manie, in cui tutti per magia si riconosceranno scoppiando in risate di identificazione.

LO SPETTACOLO. Vernia o non Vernia è la vera novità teatrale. Chiunque conosca Giovanni Vernia associa il suo nome alle irresistibili maschere con cui ha conquistato tv e web. In questo spettacolo l’artista racconta da dove nasce la sua follia comica. È un demone interiore il suo, che comincia ad apparire da bambino, stimolato dalla Genova in cui è cresciuto e degli stravaganti parenti pugliesi e siciliani. È una sorte di spiritello dispettoso, che si manifesta in modo sempre più invadente durante la sua carriera da ingegnere, costringendolo a diventare comico di professione. Questo nuovo spettacolo è un esercizio di leggerezza intelligente, dove la storia personale dell’artista si sovrappone a un divertentissimo ma acuto viaggio attraverso i luoghi comuni di questi strani tempi moderni. Ne emerge uno showman completo, che spazia con disinvoltura dal racconto alla parodia, dal canto al ballo, creando un rapporto col pubblico unico e coinvolgente”.

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