Abbiamo visto 'Una casa di donne' al teatro Ivelise

Domenica, 01 Dicembre 2019

Una scena spoglia, con un’unica panca bianca in mezzo. Una sola attrice. Tutto ridotto all’osso.

Non sembra presagire nulla di buono questo spettacolo. Invece ci si ritrova in una pazza corsa a perdifiato lungo un dirupo, si trattiene il respiro, un’ora è volata via senza avere il tempo di guardare l’orologio.

Certo il testo di Dacia Maraini aiuta, ma la differenza la fa Ottavia Orticello, giovane attrice che ci travolge come un turbine dando voce alle tre protagoniste di questa pièce, tre prostitute che hanno scelto di condividere la stessa casa per aiutarsi e proteggersi.

La Maraini ha raccontato donne libere e peccaminose: Veronica Franco, cortigiana del Cinquecento e poetessa, Camille Claudel, amante e musa di Auguste Rodin, che ha vissuto libera e senza regole fino alla follia. Qui ci narra la storia di Manila, una ragazza romana, laureata in filosofia, che decide di fare la meretrice in una casa condivisa con due colleghe, Marina ed Erica. Si vende consapevolmente, sa quello che fa e rivendica la sua libertà di scegliere, dice: - Tu come hai cominciato? - Non so se è per curiosità o per amore, o per… non so… io, dico, non so come… ho cominciato…...una casa di donne.

 ottavia

La voce narrante di Manila ci ipnotizza. Non riusciamo a toglierle gli occhi di dosso mentre con disinvoltura ci racconta tutto l’orrido possibile: aborti botte furti vessazioni persecuzioni, un vero incubo vissuto da lei e da chissà quante persone reali, dietro l’angolo di una strada che non vogliamo guardare. Ma Manila ci urla in faccia e non possiamo che fissarla negli occhi, questi grandi occhi neri che esprimono tutta la dolcezza di un animo rimasto candido nel più turpe squallore.

 

“Ma che ne potete sapere di una puttana che si è mangiata il cuore?”

 

Perchè Manila ha lasciato il ragazzo che l’amava? Perchè non ha scelto una professione in linea con la sua laurea? Che colpa deve espiare?

Libertà e dolore si contorcono nel corpo scenico di Manila, si sfogano sulla povera panca bianca che diviene a un certo punto un carico da portare sulle spalle… ogni centimetro viene sfruttato per dare rappresentazione alle parole, le mani i piedi… assolutamente da vedere

  

Una casa di donne

Di Dacia Maraini.

Regia di Jacopo Squizzato

Con Ottavia Orticello

Scene: Sara Gicoradi.

Costumi: Sara Gicoradi.

Assistenti alla regia: Katia Mirabella e Giulia Odetto

Produzione: Golden Show Trieste

 

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