Abbiamo visto, Vincent Van Gogh -  L’odore assordante del bianco, al Teatro  Vascello, giovedì 28 novembre

Domenica, 01 Dicembre 2019

Tanto geniale quanto incompreso se non addirittura disprezzato in vita, Van Gogh influenzò profondamente l'arte del XX secolo; dopo aver trascorso molti anni soffrendo di frequenti disturbi mentali morì all’età di soli 37 anni. È considerato uno dei più grandi artisti di sempre. Inizio a dipingere seriamente verso i 30 anni. Van Gogh soffriva di frequenti attacchi di panico ed allucinazioni alle quali reagiva con atti di violenza e tentativi di suicidio seguiti da stati di torpore. Aveva un rapporto stretto con il fratello Theo, mercante d’arte che per anni lo sostenne economicamente. Alcuni avvicinano lo stile di Van Gogh all’impressionismo, ma nelle sue opere non descrive la realtà dal suo punto di vista. La realtà diventa una creazione ed una rappresentazione dell’io interiore dell’artista. Per questo è considerato un pioniere dell’espressionismo. Il testo di Stefano Massini racconta un momento della vita di Van Gogh che ha luogo tra le pareti di una stanza del manicomio di Saint Paul dove era stato rinchiuso.  Ed offre l’opportunità di profonde riflessioni sui processi creativi e sul loro rapporto con i processi psichici interiori. La scena si apre con Van Gogh che rotola in una stanza dalle pareti e dalle luci completamente bianche. Il pittore del colore si trova imprigionato in un luogo dove non c’è altro colore che il bianco. È il 1889 e l’urgenza dell’artista è quella di lasciare quelle mura. Attraverso la metafora del temporaneo isolamento di Van Gogh lo spettacolo procede con dinamica avvincente che tiene incollato lo spettatore agli avvenimenti, dall’inizio alla fine.  A proposito di ciò che il testo vuole comunicare al pubblico, racconta Alessandro Preziosi:” … L’ingiustizia rispetto al fatto che una determinata arte totalmente priva di interesse fosse più importante di quella di Van Gogh, o il fatto di essere recluso in un ospedale dove le prepotenze nei confronti del paziente erano all’ordine del giorno. L’ingiustizia di non essere capito. Credo che la cosa più importante che questo testo ribadisce con grande forza è il fatto che nessuno riuscisse a comprenderlo… parlare di Van Gogh, parlare di una persona che è riconosciuta nella sua forza, anche fragile, la sua forza indolore e la sua forza di disperazione, per me, ha lo scopo, in questo spettacolo, di approfondire questo argomento e far capire che la fragilità è una forza nella misura in cui fa parte dell’essere umano e quindi la sua accettazione ne rappresenta una grande forza.”

Danilo Ferrin

preziosi web

Vincent Van Gogh -  L’odore assordante del bianco

di Stefano Massini

con
Alessandro Preziosi
Francesco Biscione
Massimo Nicolini
Roberto Manzi
Leonardo Sbragia
Antonio Bandiera

scene e costumi Marta Crisolini Malatesta
disegno luci Valerio Tiberi, Andrea Burgaretta
musiche Giacomo Vezzani
supervisione artistica Alessandro Preziosi

regia
Alessandro Maggi

una coproduzione Khora.teatro, TSA Teatro Stabile d’Abruzzo
prodotto da Alessandro Preziosi, Tommaso Mattei, Aldo Allegrini

personaggi e interpreti
Vincent Van Gogh Alessandro Preziosi
Dottor Peyron Francesco Biscione
Theo Van Gogh Massimo Nicolini
Dottor Vernon-Lazàre Roberto Manzi
Gustave Leonardo Sbragia
Roland Antonio Bandiera
Voce Vincent bambino Davide Piccirillo

Testo vincitore del Premio Pier Vittorio Tondelli Riccione Teatro 2005

Tanto geniale quanto incompreso se non addirittura disprezzato in vita, Van Gogh influenzò profondamente l'arte del XX secolo; dopo aver trascorso molti anni soffrendo di frequenti disturbi mentali morì all’età di soli 37 anni. È considerato uno dei più grandi artisti di sempre. Inizio a dipingere seriamente verso i 30 anni. Van Gogh soffriva di frequenti attacchi di panico ed allucinazioni alle quali reagiva con atti di violenza e tentativi di suicidio seguiti da stati di torpore. Aveva un rapporto stretto con il fratello Theo, mercante d’arte che per anni lo sostenne economicamente. Alcuni avvicinano lo stile di Van Gogh all’impressionismo, ma nelle sue opere non descrive la realtà dal suo punto di vista. La realtà diventa una creazione ed una rappresentazione dell’io interiore dell’artista. Per questo è considerato un pioniere dell’espressionismo. Il testo di Stefano Massini racconta un momento della vita di Van Gogh che ha luogo tra le pareti di una stanza del manicomio di Saint Paul dove era stato rinchiuso.  Ed offre l’opportunità di profonde riflessioni sui processi creativi e sul loro rapporto con i processi psichici interiori. La scena si apre con Van Gogh che rotola in una stanza dalle pareti e dalle luci completamente bianche. Il pittore del colore si trova imprigionato in un luogo dove non c’è altro colore che il bianco. È il 1889 e l’urgenza dell’artista è quella di lasciare quelle mura. Attraverso la metafora del temporaneo isolamento di Van Gogh lo spettacolo procede con dinamica avvincente che tiene incollato lo spettatore agli avvenimenti, dall’inizio alla fine.  A proposito di ciò che il testo vuole comunicare al pubblico, racconta Alessandro Preziosi:” … L’ingiustizia rispetto al fatto che una determinata arte totalmente priva di interesse fosse più importante di quella di Van Gogh, o il fatto di essere recluso in un ospedale dove le prepotenze nei confronti del paziente erano all’ordine del giorno. L’ingiustizia di non essere capito. Credo che la cosa più importante che questo testo ribadisce con grande forza è il fatto che nessuno riuscisse a comprenderlo… parlare di Van Gogh, parlare di una persona che è riconosciuta nella sua forza, anche fragile, la sua forza indolore e la sua forza di disperazione, per me, ha lo scopo, in questo spettacolo, di approfondire questo argomento e far capire che la fragilità è una forza nella misura in cui fa parte dell’essere umano e quindi la sua accettazione ne rappresenta una grande forza.”

Danilo Ferrin

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