Viviroma.it spettacoli a Roma - Quartet: il talento non ha età

Martedì, 19 Novembre 2019

 

Che bellezza al teatro Ciak di Roma, dove abbiamo assistito alla commedia "Quartet" tratta dal testo di Bran Harwood che la portò per la prima volta al successo cinematografico in un cast che includeva anche Dustin Hoffman e che gli valse le candidature al David di Donatello e ai Golden Globes.

In questa riuscitissima versione teatrale dalla regia di Patrick Rossi Gastaldi, brilla un cast di assoluta eccezione, composto da Erica Blanc, Paola Quattrini, Cochi Ponzoni e Renato Pambieri.

La vicenda si svolge in un pensionato per artisti sul viale del tramonto. Un luogo accogliente e curato nella sua asettica austerità, dotato di tutti i comfort, dalla piscina al parco, circondato da un'ampia cinta di inferriate che avvolge completamente la scenografia, evidente metafora della prigione della vecchiaia in cui i personaggi sono irrimediabilmente custoditi e dalla quale non possono fuggire.

La recitazione dei quattro attori sul palco è semplicemente magistrale, con tempi comici perfetti che fruttano parecchi applausi, specie alla brillante e divertente Paola Quattrini. Un copione che sa di amarcord, dove l'umorismo si tinge di venature malinconiche e si mescola all'amarezza e alla nostalgia di un passato che non tornerà mai più.

La vita dei protagonisti si svolge infatti più nel passato che nel presente poiché sono i ricordi degli applausi, delle standing ovations, dei complimenti e dei premi ricevuti a motivarli per affrontare ogni nuovo giorno, inderogabilmente simile al precedente.

Un evento, tuttavia, manda in fibrillazione i quattro pensionati. In occasione della commemorazione della nascita di Giuseppe Verdi l'istituto chiede loro di allestire una rappresentazione sull'improvvisato e sgangherato palco del pensionato.

Sebbene lo spettacolo sia ovviamente privo di qualsiasi richiamo ed interesse per la stampa e per il pubblico al di fuori di quella realtà, per i nostri non è così. Al contrario, per loro si tratta di dimostrare di essere ancora vivi, così come vivo è il loro talento. Si tratta, come dice Pambieri in una felice battuta: "di riaffermare le loro esistenze"; un modo, insomma, per esorcizzare lo spettro della morte e per prendersi, almeno per una volta, una rivincita sul tempo che passa inesorabilmente.

E così, tra accenni di demenza senile, anche doloranti e acciacchi vari, gli attori si esibiscono e, ancora una volta, è un successo, perché il talento non ha età.

 

Stefano Mc Vey

 

 

 

 

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Steve

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