FERDINANDO al Teatro della Cometa

Domenica, 03 Novembre 2019

Abbiamo visto una Gea Martire faticare sudare urlare apostrofare dannarsi in una grande interpretazione della baronessa Donna Clotilde nel ‘Ferdinando’ di Annibale Ruccello per la regia di Nadia Baldi.

L’opera ha vinto due premi IDI, nel 1985 come testo teatrale e nel 1986 come miglior messinscena e vale la pena vederla per conoscere l’autore, attore e personaggio del teatro napoletano morto a soli 30 anni in un incidente automobilistico.

Dopo un inizio lento dove la scena viene tenuta solo dalla bravura della Martire e dalla sua spalla, la cameriera Chiara Baffi, con un chiaro riferimento a Le Malade imaginaire di Molière rivisitato in chiave Eduardiana, l’arrivo del bel Ferdinando (Francesco Roccasecca) mette in moto la serie di accadimenti che si concluderanno nella piccola tragedia di un crimine.

Denuncia della cultura piccolo borghese nata dopo l'unificazione d'Italia, e del periodo di decadenza della società borbonica che invece aveva animato il Regno delle Due Sicilie, e soprattutto di un degrado dove regnano solo Sesso Avidità.
Anche la lingua italiana viene derubricata a lingua dell’invasore, e tutta la commedia e parlata in stretto napoletano che ne preclude a volte la comprensione. Personalmente mi sono perso intere frasi anche se ne ho apprezzato la musicalità, il sapore forte e velenoso nelle invettive della guerra feroce e continua tra le due donne nelle loro giornate solitarie e tutte uguali.

Un discorso a parte merita la parte di Don Catellino, forse troppo forzato nella sua insaziabile depravazione sessuale che diviene un allegoria poco credibile e che finirà per portarlo alla rovina.

Notevoli sono i costumi e la scenografia che denotano un attenzione ai particolari e dando un tocco moderno e surreale alla scena, insieme alla non presenza degli oggetti e cibi bottiglie che i personaggi fingono di tenere in mano prendendoli dalle corde che riempiono la scena

Come al solito la parola alla regista Nadia Baldi:

FERDINANDO contiene notevoli elementi espressivi per una realizzazione teatrale delle emozioni umane specchiandosi nella tagliente forza di una storia che attraverso il teatro ruoti intorno al disvelamento di una serie di segreti. FERDINANDO si concentra su quello che è forse il più insondabile mistero: la mente umana. Nasce così in me l'esigenza di indagare il possibile e impossibile mondo creativo che le donne sanno attuare quando i freni inibitori e culturali non hanno più il loro potere censurante. Tutti i personaggi in una prima fase si presenteranno nel loro quotidiano per poi disvelare geniali strategie e stupefacenti mondi interiori.
Lo spettacolo si incentrerà su un'indagine minuziosa, sul cogliere le sottigliezze dei gesti, degli sguardi, dei corpi in agguato.
Racconterà la singolare dinamica attraverso la quale gli oggetti divengono padroni dei luoghi, mentre le fantasie interiori dei personaggi diventano padroni della loro esistenza fino a spingerla verso una dimensione surreale, comica, drammatica e imprevedibile: esiste sempre una connessione tra noi e i luoghi, tra noi e gli oggetti, tra noi e la memoria.
Le follie e gli incroci amorosi contenuti nella trama emergeranno come elementi contemporanei e modernissimi che da sempre regolano la potenza dei sogni e degli affetti presenti nella storia dell'umanità. FERDINANDO mette in luce le connessioni esistenziali fra dramma e malinconia, comicità e solitudine, sottolineando tali contrasti attraverso un uso di una messinscena che mira a svelare gli opposti sentimentali disseminati in tutte le esistenze.

Fino al 10 Novembre 2019

con Gea Martire, Chiara Baffi, Fulvio Cauteruccio, Francesco Roccasecca

regia Nadia Baldi

costumi Carlo Poggioli

scenografia Luigi Ferrigno

consulenza musicale Marco Betta

aiuto regia Rossella Pugliese

organizzazione Sabrina Codato

progetto luci Nadia Baldi

foto in videoproiezione Davide Scognamiglio

produzione Teatro Segreto srl

 

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