Viviroma.it spettacoli a Roma - Abbiamo visto: HU_ROBOT del Balletto di Roma al Teatro Vascello

Domenica, 06 Ottobre 2019

Un braccio meccanico e 7 ballerini, tre pareti bianche che diventano schermi, un palco dove si alternano figure, luci ed ombre, una quarta parete che diventa essa stessa parte dello spettacolo, scansionata da robotici fasci di luce.

Un rapporto dinamico tra i ballerini ed un robot che è elemento statico ma danzante, proiettore, telecamera, scanner, regista.

Ariella Vidach, Claudio Prati costruiscono uno spettacolo complesso ed affascinante dove il corpo di ballo anima con le sue coreografie una musica spesso monotona ed ossessiva.

Un mondo nel quale l'umano pensa di servirsi della tecnologia per ampliare le proprie possibilità espressiva, ma dove gli algoritmi e l'intelligenza artificiale riescono a leggere il suo DNA ed inscatolarlo in un semplice QR CODE.

Balletto di Roma conferma con questo spettacolo grande coraggio e capacità realizzativa, lasciando nello spettatore più domande che risposte, come sempre dovrebbe accadere.

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4-5-6 ottobre 2019  venerdì h 21 - sabato h 19 - domenica h 17 Progetti Danza

BALLETTO DI ROMA

Hu Robot

Spettacolo in atto unico

Ideazione e Regia Ariella Vidach, Claudio Prati

coreografia di Ariella Vidach

in Co-Produzione con Lis Lugano In Scena
Ariella Vidach Aiep / Avventure In Elicottero Prodotti

con il Sostegno di Mibact | Next Regione Lombardia
Comune Di Milano | Decs Canton Ticino Swisslos, Comune di Lugano

Disegno sonoro e programmazione audio max/msp

Paolo Solcia, Riccardo Santalucia e Alessandro Perini

Disegno luci Stefano Pirandello

Programmazione grafica vvvv Sebastiano Barbieri

Realtà aumentata e visione robotica Giovanni Landi

Scenografia ed elementi visivi Claudio Prati

Designer elementi UR10 Gisto – Alessandro Mason 

Drammaturgia Ariella Vidach e Claudio Prati in collaborazione con Enrico Pitozzi 

Maitre/assistente alle coreografie Anna Manes 

Assistenza alla programmazione UR10 Massimiliano Davi /Max Effects 

Stiamo vivendo il tempo dell'effettiva integrazione fra uomini e automi e la continua frequentazione con macchine che sembrano dotate di facoltà tipiche del genere umano, come la parola e il comportamento, suscitano molte domande e dubbi. Quali sono gli effetti psicologici ed etici di questa coesistenza ed interazione sempre più profonda ed intima? Quali sono le nuove forme e modalità di comunicazione e fino a che punto si possono spingere le relazioni fisiche e psichiche tra uomo e automa? Due robot possono dialogare tra di loro e in che lingua lo fanno? È accettabile provare emozioni per un robot e pensare di utilizzarli come badanti o partner sessuali? 

La performance propone visioni e prospettive in relazione alle domande poste e agli aspetti che creano più inquietudini e timori, focalizzando l’attenzione sulle forme di comunicazione, di dialogo e d’interazione tra la nuova generazione di robot collaborativi ed esseri umani. Utilizzando la tecnologia per potenziare l’osservazione, lo sguardo e l’ascolto dell’altro da sé, il lavoro propone l’esperienza empatica ed immersiva di una dimensione inorganica, artificiale, infinita e disponibile fuori dall’ordinario. In questo modo, uno “sguardo” ed un “ascolto” aumentato possono portare a comprendere meglio la dimensione virtuale che permea sempre di più la nostra esistenza.

I coreografi e registi: 

Ariella Vidach / Coreografa e danzatrice Nata ad Umag (Croazia), si forma nella New York degli anni Ottanta con i protagonisti della danza postmoderna americana da Trisha Brown, Twyla Tharp, Dana Reitz, a Steve Paxton e Bill T. Jones. Inizia la sua produzione proprio nella metropoli statunitense con la realizzazione di performance che saranno presentate anche in Europa. 

Torna a Milano nel 1990 e nel 1996 costituisce la compagnia di danza Ariella Vidach - AiEP, con la quale produce performance multimediali che affiancano alla ricerca coreografica l’interesse per il rapporto tra corpo e tecnologia. 

Dal 2015 realizza numerose produzioni, tra cui: .Mov, presentata in occasione dei mondiali di ciclismo di Mendrisio, Relais, Bodhi, Vocset, selezionato alla NID 2014 Piattaforma della danza italiana, e ID, commissionato dall'Istituto Italiano di Cultura a New York e presentato all'interno di European Dreams, manifestazione realizzata in collaborazione con altri 4 paesi per la promozione della danza europea negli Stati Uniti. Realizza molti progetti site specific in collaborazione con Urban Experience e all’interno della mostra Body Worlds Carnem presso la Cattedrale della Fabbrica del Vapore. Continua la sua attività di ricerca e produzione e l’impegno nella divulgazione del rapporto tra danza e tecnologie interattive. È attiva anche nel sostegno dei giovani autori con il progetto residenze NAOCREA (2009-2017), di cui è direttrice artistica. Nel 2016 realizza lo spettacolo Temporaneo Tempobeat e collabora con artisti di rilievo internazionale come Moni Ovadia e Studio Azzurro per lo spettacolo Delfi Cantata. Nel 2017 crea la performance HABITdata e collabora con CAREOF e Nico Angiuli per il progetto The Tool’s Dance, vincitore del Bando MigrArti 2017 del MiBACT. Vive a Milano, dove insegna alla Scuola Paolo Grassi e all'Accademia di Belle Arti di Brera.

Claudio Prati / Videoartista e regista Nato a Berna nel 1954, dopo il diploma cantonale di scuola magistrale di Ginnastica e Sport presso il politecnico federale di Zurigo, frequenta dal 1982 al 1986 l'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, diplomandosi in scultura con il prof. Alik Cavaliere, e la scuola del Piccolo Teatro nel corso specializzazione mimo e pantomima. Dal 1986 al 1988 studia alla New York University con il prof. Peter Campus nei corsi M.A di Videoart e Special Project Mixed Media. Studia Contact Improvisation presso il Movement Research e il PS122, e danza contemporanea negli studi di M.Cunnigham e A.Nikolais, partecipando ad alcune performance della compagnia di  Elisabeth Streb e Yoshiko Chuma. Nel 1988 ritorna in Europa e fonda a Lugano l'associazione culturale Avventure in Elicottero Prodotti (AiEP) con cui produce performance multimediali e organizza rassegne, workshop di teatro, danza e nuove arti visive. Nel 1996 crea con Ariella Vidach la Compagnia Ariella Vidach - A.i.E.P., con cui produce spettacoli e performance interattive presentate in numerosi festival europei. Nel 1998 è membro della giuria internazionale del prestigioso “Premio PIXEL IMAGINA - INA” a Montecarlo. Realizza come regista diversi lavori di video danza, come Elicon Silicon (1994), Exp (1997) e altri co-prodotti dalla RSI come E-motions (2000 menzione speciale al festival Coreografo Elettronico di Napoli), Les Buffers (2003) Cromosonic (2007). Dal 2005 cura la regia di Meet The Media Guru, una rassegna che presenta le personalità culturali internazionali più significative del nostro tempo. Guida dal 2005 al 2011, come capofila per la svizzera, i progetti Interregg  INnet e Tec Art Eco, laboratori, seminari e festival dedicati al rapporto tra performance, teatro, danza, multimedia, interattività ed ecologia. Tra il 2009 e 2011 è condirettore artistico dei progetti NAO Nuovi Autori Oggi impegnandosi nella promozione e diffusione dei saperi legati alle nuove tecnologie alle nuove generazioni di autori. 

 

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