Abbiamo visto Le Parole Note, il 4 agosto al teatro di Ostia Antica

Sabato, 10 Agosto 2019

Abbiamo visto Le Parole Note con Giancarlo Giannini e Marco Zurzolo Quartet, il 4 agosto al teatro di Ostia Antica

ostia antica foto roberto panucci 2

“…La poesia è la sintesi di un pensiero, ti insegna l’armonia, il senso della pausa, dell’intonazione, il tono; la poesia è la bellezza. La poesia è l’immensità, la gioia di quello che verrà. Cosa ci aspettiamo dal domani? Dammi una poesia e te lo dico. E’ l’unica maniera che conosco per guardare oltre le cose di tutti i giorni, i fatti di cronaca, l’attualità che ci rimanda la televisione…la poesia è tutto ciò che puoi vedere di quello che sarai… “. Giancarlo Giannini (dal libro Giancarlo Giannini- sono ancora un bambino, ma nessuno può sgridarmi).

 Le Parole Note , uno spettacolo di poesia e musica nella suggestiva cornice del teatro di Ostia Antica, sono presentate così:  “un singolare incontro tra letteratura e musica. Giancarlo Giannini e la sua recitazione, la sua voce calda e penetrante, accompagnato dalla musica del quartetto di Marco Zurzolo, con brani inediti del sassofonista partenopeo, condurrà gli spettatori in “atmosfere”, mistiche, malinconiche, amorose e ironiche in un viaggio che dal lontanissimo passato arriva ai giorni nostri.  Da Angiolieri Shakespeare, Salinas a Pablo Neruda, Garcia Lorca, Marquez. Vari autori e un unico tema: l’amore, la donna, la passione, insomma... la vita!”

E’ il sax di Marco Zurzolo ad iniziare la serata. Dopo pochi minuti, compare discretamente, in completo blù e cravatta Giancarlo Giannini per uno spettacolo di  poesie lette da un semplice leggio. accompagnate ed alternate con musica. I brani musicali sono a volta a volta richiesti dall’attore a seconda della lettura che decide d’intraprendere. Tra una poesia e l’altra, brani di Jazz gradevole e leggero, con numerosi “a solo” di Marco Zurzolo, anche abbastanza lunghi, che ci fanno quasi dimenticare la presenza di  Giannini, che si defila spesso sullo sfondo, ad ascoltare in disparte, in attesa di un nuovo momento. L’attore   scherza spesso durante la serata con Zurzolo, rompendo schemi consolidati, con uno stile familiare che trancia ogni possibilità di retorica. Così , insieme alla musica ed alla poesia, si aggiunge un terzo elemento: le battute in scena di Giannini , rivolte ai suoi compagni di serata. Queste  divertenti e pungenti trovate dell’attore hanno l’effetto di asciugare e rendere quotidiano l’ascolto dei brani. Così la serata scorre tra versi di Alda Merini, Petrarca , D’Annunzio, Prevert,  Leopardi, Salinas, Pasolini. Garcia Lorca. Vale la pena ricordare anche  il capitolo dedicato a Shakespeare, con due brani che trascendono il tema della serata: il monologo di Amleto e, particolarmente, quello di Antonio su Cesare,  intenso, palpitante, trascinante  e commovente, grazie alla grande bravura tecnica di Giannini. Una serata, in definitiva, un po’ diversa dalle aspettative, dove, forse, non   tutti i momenti erano ben connessi  tra loro e con il tema centrale,  comunque allietata da  bella poesie  e da  musica leggera e gradevole.

 

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