Viviroma.it spettacoli a Roma - Abbiamo visto SUMMER SHORT al Teatro Golden

Mercoledì, 10 Luglio 2019

Lunedì 8 e Martedì 9 Luglio si è svolta al Teatro Golden Summer Short, la rassegna di sette piccoli racconti con divagazioni musicali presentata dal Laboratorio di arti sceniche di Massimiliano Bruno.

Proprio Massimiliano Bruno, direttore artistico e docente della Laboratorio, ha aperto la rassegna recitando con simpatia e naturalezza brevi monologhi a più personaggi, quasi a settare il livello di un’asticella con cui i suoi allievi si stavano andando a misurare, pur essendo molti di loro volti già noti al pubblico.

La lunga serata è iniziata alle 20 e si è protratta fino a oltre le 23:30 per dare spazio ai sette atti unici di circa 40 allievi attori di livello professionistico, che con precisione ed energia hanno preparato in questi giorni caldissimi di Luglio, insieme ad autori e registi interni ed esterni alla scuola.

Difficile sintetizzare in poche righe quanto visto. In questo tipo di spettacoli di fine laboratorio con tanti allievi la ricchezza delle capacità attoriali non può essere messa completamente in luce per favorire invece i percorsi di crescita. Merito della scuola è anche nello stimolare la scrittura drammaturgica; i testi presentati infatti, scritti per l’occasione, hanno messaggi significativi e risultano fruibili dal pubblico in modo per quanto possibile leggero, con toni da commedia brillante e battute comiche.

Il primo corto La custode della sorella, scritto e diretto da Luigi Russo, ha affrontato il tema della vendetta per i torti subiti. Purtroppo, pur essendo ambientato in un luogo diverso, in una sala provini, mi ha ricordato nella sostanza, con l’aggiunta di una verbosità a tratti eccessiva, il primo episodio Pasternak del film Storie Pazzesche.

Chi è di scena scritto e diretto da Carlo Coculo, atto unico di teatro nel teatro sul tema dei luoghi teatrali negati dagli interessi della politica e dell’economia mi è sembrato nella parte finale un’occasione persa per toccare corde emotive e far innamorare il pubblico durante la recitazione di un testo classico che poteva avere più cura e durata. Anche in questo caso sono mancati un po’ i respiri, i silenzi che aiutano il pubblico ad assimilare il messaggio, a favore delle battute veloci e nervose.

Complici di Coscienza, scritto e diretto da Maurizio Lops, è una crudele riflessione sulle motivazioni della chirurgia, efficacemente resa dal contrasto tra la insensibile e cinica chirurga Francesca De Cupis e il personaggio più sfortunato perché deceduto durante l’intervento di trapianto di un occhio, rappresentato con giocosa simpatia da Federico Maria Galante.

Polvere, scritto e diretto da David Mastinu, affronta il tema pesantissimo della ferocità della guerra in particolare quando vengono impiegati soldati bambini. Efficace la caratterizzazione dei personaggi dei soldati, per lo più donne, e il ritmo del dramma crescente, che va a toccare un apice quando in scena appare il cecchino, un bambino incappucciato; i soldati si divideranno nella decisione di ucciderlo, ma l’epilogo sarà tragico per l’uccisione del piccolo, provocando uno shock negli spettatori.

Nella seconda parte della serata sono andati in scena altri tre corti.  

Sisifo felice scritto da Lorenzo Nuccio e codiretto con Gianni Aureli. Prendendo ispirazione da Il mito di Sisifo di Camus l’atto rappresenta con una regia interessante e divertente l’assurdità della condizione umana tramite dialoghi filosofici tra due coppie di attori ai lati del palco; da un lato si affronta il tema del suicidio come scelta di autodeterminazione, dall’altro il potere della morte che gioca e danza con le vite. Sullo sfondo un uomo, Sisifo stesso, costruisce un fragile castello di carte, futile come la vita, sottolineando le battute degli altri (i suoi pensieri) con tempi comici.

First date scritto e diretto da Rose Marie Gatta è una storia commovente che accosta due temi: dopo un primo appuntamento, come fossero amici invadenti, diversi pensieri si scontrano nella testa di una donna, così come nell’uomo vivono insicurezze e aspettative; e il tema della difficoltà di aprirsi all’amore dopo la morte del proprio compagno, che si svela essere stato un fantasma per tutta la pièce. La storia si avvia in modo divertente e termina con l’amore e le lacrime, le mie in particolare!

Infine Audience scritto da Silvia Maria Vitale e diretto da Lorenzo Trane è un cinico e assurdo Reality con struttura e personaggi abbastanza tipici di questo genere di show e che termina però con l’eliminazione fisica dei vari concorrenti. Alla ricerca dell’audience i partecipanti si espongono sempre più senza dignità e censure alla telecamera fino addirittura ad usare un’accetta con cui il vincitore arriverà ad evirarsi. Testo, movimenti scenici, tempi comici e interpretazioni sono ben amalgamati e rendono il corto veramente avvincente.

La serata è stata intervallata dalla voce e dalla chitarra di Luca D’Aversa, cantautore giovane dall’aria vintage.

Mi ha colpito l’omogeneità anagrafica degli allievi oltre alla generale professionalità e divertita energia. Complimenti a tutti!

Link al video: Summer Short

 

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