Viviroma.it spettacoli a Roma - Presentato oggi l'ARMONIE D'ARTE FESTIVAL, dal 20 luglio al 15 settembre

Venerdì, 31 Maggio 2019

conferenza stampa di Armonie d’Arte Festival presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati.

Il festival è giunto alla 19esima edizione e contribuisce a diffondere un immagine dinamica della Calabria grazie alla presenza di grandi artisti italiani ed internazionali.

Un'occasione per visitare questa magnifica terra in un mix di storia, musica, teatro, danza su palcoscenici archeologici di grande fascino.

 

 Armonie d’Arte Festival

Musica, Teatro, Danza

spettacoli, mostre, stage, residence artistiche

storia, mito, natura tra pietre millenarie e ulivi secolari

Sitos & food, anima mundi

 20 luglio – 15 settembre 2019 

Parco Archeologico Nazionale di Scolacium - BORGIA (CZ)

PARCO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI LOCRI (RC)

TEATRO POLITEAMA DI CATANZARO 

MUSEO MUSABA – MAMMOLA (RC) 

Il cartellone del festival amato da grandi artisti come Zubin Mehta, Pat Metheny, Riccardo Muti, Nicola Piovani tra tanti altri, realizzato prioritariamente in un luogo di straordinario fascino dalla Fondazione Armonie d’Arte con il supporto di istituzioni pubbliche e private (dai Comuni del territorio, alla Regione Calabria, Mibac - Polo Regionale della Calabria, Mibac - Direzione generale spettacolo dal vivo, Italia Festival, Accademia di Belle Arti di Catanzaro, Bcc Centro Calabria, Camera di Commercio Catanzaro, ecc), è stato illustrato oggi in conferenza stampa dal suo ideatore e direttore artistico Chiara Giordano.

Quando un festival illumina un parco archeologico, sul medio ionio dalle spiagge bianche e dalla terra che ancora si porta civiltà antiche nel sangue, e quando questo luogo, di pietre millenarie tra ulivi secolari, restituisce tutto il suo respiro poetico ed evocativo, l’incanto è servito. Così i grandi artisti internazionali ospiti sul palco e il pubblico di ogni dove ospite in platea, sono puntualmente stregati. E puntualmente il festival arriva, ogni anno, da diciannove anni. 

Parliamo di Armonie d’Arte Festival al Parco archeologico Scolacium a Roccelletta di Borgia in provincia di Catanzaro, luogo di straordinaria suggestione paesaggistica e importante valore monumentale, sito d’eccellenza dell’intera area meridionale; colonia magnogreca, romana, poi insediamento normanno, in un vasto uliveto su una lieve collina che digrada al mare ad appena duecento metri in linea d’aria, in un’area ad alta vocazione turistica e a venti minuti da Lamezia Terme, il più importante snodo aeroportuale e ferroviario della Calabria. 

E se è vero che l’Arte possiede la capacità di trasformare i luoghi come una forza plastica, ARMONIEd’ARTEFESTIVAL ha sempre assecondato il fascino incomparabile e archetipico di Scolacium, aggiungendo valore contemporaneo al suo valore intrinseco, con un’attività densa e intensa, di musica, teatro, danza e altro ancora. 

D’altronde armonie d’arte, che sta per armonia tra le arti, esprime la naturale inclinazione del festival verso un’idea complessa di cultura che nell’intersezione di generi e stili artistici diversi, di diversi tempi e diversi mondi, pur declinati con ordine e temi, trova la propria cifra connotativa e il proprio umanesimo. Questo lo spirito di Armonie d’Arte Festival, sostenuto dalla Regione Calabria, dal Mibac, dai Comuni e dalla Camera di Commercio del territorio, da Sponsor e Mecenati tra cui la Bcc Centro Calabria. 

 

Ogni anno un tema diverso anima la programmazione, da protagonista o da contro canto; e per la diciannovesima edizione, da luglio a settembre 2019, il direttore artistico Chiara Giordano ne ha individuato uno in grado di coinvolgere davvero tutti: Sitos & Food, Anima Mundi. Se nel concetto di ‘armonia’ risiede anche quello di ‘bellezza’ - spiega Chiara Giordano - allora un respiro universale è avvertito dal singolo uomo come da interi popoli; ma se ancor più forte è la percezione di universalità che la creatività artistica restituisce, allora è bello scorgere, in contrappunto, un tema che appartiene alla materialità quanto all’immaterialità, alla carne quanto allo spirito: il cibo. Dell’anima, del corpo, sempre una necessità. Dalla notte dei tempi. Abbiamo pensato, quindi, alla parola greca Sitos - lingua internazionale antica - e a quella inglese Food - lingua internazionale contemporanea - per creare un ponte ideale tra il passato, matrice nobile del mondo occidentale moderno, e il nostro tempo che guarda al futuro, nel segno di una comunanza tutta posta nel familiare quanto filosofico latino di ‘anima mundi’. La mela, con la sua potente valenza simbolica, ne esprime sintesi e immagine. Questo il festival 2019 amerà raccontare, suggerire, porgere. Il ‘cibo’, così, sarà un lieve contro canto, ma anche un riferimento puntuale che, attraverso testi, degustazioni a tema, incontri, ricettari d’epoca, accompagnerà le performance di Musica, Danza, Teatro, quindi il cartellone principale del festival che rimane prioritariamente di spettacolo dal vivo, con un programma che cerca di coniugare il respiro internazionale all’attenzione per il territorio, la forte spinta produttiva, la ricerca, la creatività dei giovani, alla valorizzazione dei luoghi, con un team man mano più solido e competitivo, pur in un tempo in cui il rischio di carestie materiali ed etiche è ancora perdurante.

 

Un cartellone articolato, con artisti internazionali, giovani emergenti, produzioni, esclusive e una grande attenzione generale al profilo femminile; cinque sezioni principali, I solisti, Gli anniversari, Non solo spettacolo, La nostra Bellezza, E-Venti, con cinquanta spettacoli e attività collaterali; e poi mostre, workshop, residenze artistiche, incontri, degustazioni.

Apre il festival Ute Lemper con un progetto esclusivo per Armonie d’Arte. Un percorso poetico lungo il Novecento musicale, sul filo della parola che diventa musica e viceversa. Con gli occhi di Marlene, da Brecht a Nino Rota e Astor Piazzolla il 20 luglio al Parco archeologico di Locri, in uno spazio diverso da quello d’elezione di Armonie d’Arte, quale gesto etico di valorizzazione di un luogo troppo spesso indicato solo come simbolo di criticità. Voce raffinatissima, presenza elegante ed ironica, poetica e brillante insieme, la carismatica interprete delle opere di Kurt Weill racconta di un secolo artistico che ancora mantiene intatto tutto il suo fascino. Una serata attesissima in cui l’affascinante e poliedrica artista tedesca, amata e acclamata da tutte le platee del mondo, accompagnerà il pubblico in questo viaggio avvolgente, profumatissimo, a tratti drammatico e a tratti lieve come quel libero vento estivo delle coste mediterranee. 

Artista intensissima che incanta, il 26 luglio arriva Dulce Pontes con il suo ensemble, ed è la voce del fado che lei definisce commozione, tuffo interiore, suono che viene dalle viscere, profondo e forte. Da Amalia Rodriguez a Morricone, la cantautrice portoghese dalla personalità trascinante, una delle voci più apprezzate della scena mondiale contemporanea, sarà protagonista di una serata ricca di echi di terre appassionate e di melodie tra le più amate, che scaldano il cuore come memorabili immagini di film. Uno stile unico che, grazie a straordinarie doti vocali ed interpretative, fonde le sonorità piene di saudade del fado con quelle più moderne del pop e del folk.

Il 2 agosto è la volta di Shine, lo spettacolo dedicato alla luna (nei cinquant’anni dell’allunaggio) e ai Pink Floyd di Micha van Hoeche. Sua la regia e le coreografie, con la musica dal vivo eseguita dai Pink Floyd Legend e sul palco i Solisti e il Corpo di ballo di Daniele Cipriani Entertainment. Il coreografo russo-belga si fa ispirare stavolta dai suoni psichedelici, ipnotici della leggendaria band e lo fa partendo dalla canzone Shine on You Crazy Diamond, in cui Roger Waters e gli altri membri omaggiavano il leader, Syd Barrett, smarritosi nei meandri dei suoi disturbi mentali. Ma qui la follia si trasfigura in incanto leggero, un percorso a ritroso negli anni giovanili di Micha, fatti di rock e danza. Un lavoro con un sapiente gioco di luci, laser e videoproiezioni che trasformano il palcoscenico in uno spazio surreale abitato da personaggi come Pierrot Lunaire e Petrushka o da maschere uscite dai sipari della Commedia dell’arte: visioni oniriche che s’incrociano per creare mondi siderali, che pure appartengono allo spirito profondo di ciascuno. 

 

Ad agosto il festival produce in prima assoluta, con nuovi e sperimentali allestimenti, due opere liriche tra le più amate e con un cast che vede voci tra le più apprezzate nel contesto internazionale proprio per i vari ruoli del caso, con Orchestra in residenza diretta da Leonardo Quadrini: I Pagliacci, il 9 agosto, che è anche il giorno dei cent’anni della morte di Leoncavallo, con Piero Giuliacci, Alberto Mastromarino, Rossana Potenza, Coro lirico siciliano, consulenza didattico registica di Francesco Micheli, e Tosca, il 23 agosto, con Dimitra Theodossiu, Francesco Anile, Carmelo Caruso, Coro lirico Cilea e la regia di Marco Gandini. 

Nel cartellone spicca poi la “Settimana OMAGGIO A PINA BAUSCH” nei dieci anni dalla morte. Dal 9 al 15 settembre a Catanzaro la madre del teatro-danza, icona ormai del linguaggio artistico contemporaneo, la sua indimenticabile genialità, sarà protagonista di mostre, workshop, proiezioni, incontri e performance. In particolare arriverà in prima esecuzione italiana Since She, l’ultimo lavoro dell’artista eclettico Dimitris Papaioannou (13, 14, 15 settembre) creato per il TanzTheater Wuppertal Pina Bausch, che con questo lavoro ha dato vita ad una nuova era. La coreografa tedesca infatti è stata l’ultima ad aver realizzato un intero lavoro per la sua compagnia fondata nel 1973. Dopo la sua scomparsa nel 2009, Since she è la prima creazione a serata intera del Tanztheater Wuppertal Pina Bausch da parte di un coreografo ospite ed è anche il primo lavoro che il coreografo greco Dimitris Papaioannou ha realizzato al di fuori della sua compagnia. Nel 2015 era stato fatto un primo tentativo e la compagnia aveva debuttato a Wuppertal in una serata composta da tre lavori firmati da quattro giovani coreografi. Ora, invece, questa nuova commissione fatta a Papaioannou si unirà al repertorio della Bausch e sarà presentata a livello internazionale. Formatosi come artista visivo, autore di oltre quaranta libri a fumetti, coreografo, regista, performer, direttore creativo della Cerimonia di apertura delle Olimpiadi del 2004 ad Atene, Dimitris Papaioannou è rinomato per la sua atmosfera onirica, abitata  da un  circo di  creature contorte e assurde. Il  suo stile si collega con lo spirito di Pina Bausch e la sua poetica senza copiarne lo stile si sovrappone a quella della celebre artista scomparsa. 

Tra le novità del cartellone di quest’anno anche un progetto speciale dedicato a valorizzare, per la prima volta con attività spettacolistica strutturata, il fantasmagorico Museo all’aperto MuSaBa (Mammola- Rc) nei cinquant’anni dalla creazione e i novant’anni del suo creatore Nik Spatari, pittore, scultore, architetto che ha frequentato e collaborato con i grandi del Novecento come Picasso, Le Corbusier, Cocteau, Ernst. Il 27 luglio gli spazi dell’antico Complesso Monastico di Santa Barbara, con la chiesa restaurata dell’anno 1000 e il grande spazio all’aperto con installazioni colorate, ospitano Il colore parlante, performance ideata e diretta da Hiske Maas, consorte di Spatari e co-fondatrice con lui del MuSaBa nel 1969, e da Chiara Giordano. In questo luogo di narrazioni visive e creatività fantastiche, dove un tempo sorgevano templi arcaici e terme romane, nel solco della possibile intersezione contemporanea del gesto, del suono, della parola, si darà vita ad una serie di installazioni viventi in cui teatro-danza, poesia e musica dal vivo, con artisti noti e meno noti, saranno la voce unica di questo indimenticabile museo nel cuore della Calabria, dove sono passati grandi artisti che hanno creato le loro opere, tra cui Il sogno di Giacobbe, uno straordinario dipinto tridimensionale conosciuto come la “Cappella Sistina calabrese”.

Il programma completo, ogni informazione e biglietti su www.armoniedarte.com

 

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