TEATRO - Abbiamo visto: STAND-UP BABY al Teatro Keiros

Domenica, 26 Maggio 2019

Abbiamo visto  Stand-Up Baby al Teatro Keiros sabato 25 maggio di e con Maria Beatrice Alonzi, musiche dal vivo in scena di Francesco Guglielmi.


Lo spettacolo fa parte della rassegna IL TEMPO NON ESISTE(E’ per questo che lo facciamo).il Teatro Stabile di Roma lancia infatti un Festival a chiusura della programmazione artistica del 2019 riportando in scena due spettacoli della stagione appena trascorsa e due spettacoli inediti, sotto il grande tema del tempo.

Il programma
Giovedì 23 maggio RENATORTO, inedito di Alessia Giovanna Matrisciano, per la regia di Francesco Guglielmi. Con Chiara Cappelli, Maria Caterina Catroppa, Federica Ciminelli, Amandine Delclos, Margherita Maggio, Lorenzo Giovannetti, Lorenza Molina, Francesco Renna, Valeria Pian

Venerdì 24 maggio TRILOGIA DI UN CORPO IN PUNTO DI MORTE, di e con Francesco Guglielmi. 

Sabato 25 maggio STAND- UP BABY, di e con Maria Beatrice Alonzi, musiche dal vivo in scena di Francesco Guglielmi

Domenica 26 maggio QUESTO NON È UNO SPETTACOLO DI BECKETT, per la regia di Jacopo Neri. Con Chiara Cappelli, Maria Caterina Catroppa, Amandine Delclos, Margherita Maggio, Valeria Pian.



Così recita la presentazione del festival:” La rassegna IL TEMPO NON ESISTE (È per questo che lo facciamo) in scena dal 23 al 26 Maggio al Teatro Keiros di Roma trasporta lo spettatore in un mondo fantastico, al limite del tempo e dello spazio, dove uccelli si radunano per decidere il destino del mondo, un uomo vive la morte attraverso il dialogo dei suoi organi e uomini senza identità aspettano qualcuno che possa dare un senso alle loro vite. Il tempo non è più quello scientifico misurato con precisione da orologi ultramoderni, ma diventa il tempo dell’anima e delle emozioni, dove un secondo può sembrare un eternità (se si sta aspettando chi ci potrà portare alla salvezza) e dove cento anni possono passare rapidi come un secondo. 
Una rassegna sull’assurdo della vita e della morte dominate dal caso o forse no. Questo solo lo spettatore sarà a deciderlo. E se nemmeno la morte fosse la soluzione per uscire dal (non) senso della vita? Questa la domande che gli attori, attraverso le pièces del ciclo di spettacoli, mescolando leggerezza e profondità, risate, riflessioni e colpi di scena, faranno al pubblico in sala. I registi: Francesco Guglielmi, classe ’94 e Jacopo Neri, classe ’95, entrambi già selezionati al premio Hystrio, si confronteranno con il teatro dell’assurdo 2.0.  La serata di Sabato 25 Maggio, sarà poi un gradito ritorno: Stand-Up Baby di e con Maria Beatrice Alonzi, che dopo il sold-out di tutte le date di Marzo, riporta a Roma per una sera la sua comicità frizzante e completamente improvvisata, senza copione e senza appigli. Per perdere di nuovo la concezione nel tempo, questa volta, ridendo a crepapelle”.

Per quanto riguarda Stand-Up Baby, niente della presentazione del festival sembra avere un’attinenza con quello che abbiamo visto. La descrizione ed il tema della rassegna  risultano dunque senza alcun nesso, né evidente, né impalpabile  , con questo spettacolo. Che tuttavia è gradevole.

Stand-up comedy è l'espressione in lingua inglese  che indica il cabaret, inteso come spettacolo che si svolge "in piedi" (dal termine «stand-up»; stand-up comedian: "cabarettista") e senza la quarta parete. La commedia stand-up privilegia l'artista. I temi affrontati dal comico stand-up vanno dal politico al sociale. Oltre al classico monologhista, esiste anche il comico one liner (che pronuncia battute secche, non collegate tra loro).

Sono cinquant'anni che la stand-up può considerarsi una forma d'arte oltre che d'intrattenimento. Maria Beatrice Alonzi  intrattiene il pubblico , a tratti lo fa’ sorridere ed è brava soprattutto a coinvolgerlo ed a farlo partecipare attivamente con garbo, leggerezza ed umorismo, senza superare i limiti del buon gusto. E’ accompagnata da Francesco Guglielmi, che muove appena qualche accordo di chitarra e dice poche cose. Tuttavia è una presenza gradevole ,semplice e leggermente ironica.Un’ottima  spalla, che contribuisce a rendere godibile la performances di circa un’ora. In uno spazio, dove le sedie per il  pubblico  disposte intorno  per tre lati, creano un contesto piacevole, come la serata.

Danilo Ferrin

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