Una cantastorie prestata al teatro: Laura Monaco

Giovedì, 23 Maggio 2019

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E’ piacevole incontrare una delle più brave e promettenti attrici italiane che si rivela essere piena di sorprese e vulcanica nelle sue molteplici attività. 

 Redazione ViviRoma.it: Laura, che cosa rappresenta per te il teatro?

Laura: Per me è raccontare storie e far vivere emozioni. Ho iniziato a fare l’attrice per questo, se fosse stato per me avrei anche fatto la lettrice di drammi radiofonici, perchè di base sono una persona abbastanza timida. È stato strano il percorso teatrale. Ho iniziato come cantante e anche lì volevo farlo solo radiofonicamente, ma mi hanno detto che dovevo per forza andare sul palco... mi si bloccavano le labbra. E’ stato un dramma! Alla fine sono tornata al teatro dopo una laurea in architettura. Mi ricordo i la faccia di mio padre quando gli ho detto che volevo fare teatro a livelli professionali... Per fare curriculum ho accettato di tutto però sempre cercando di raccontare storie nell’accezione più vera del termine.

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R: oggi con i social media che spopolano e il pubblico che si fa le proprie storie ha ancora senso andare a teatro?

Laura: Purtroppo si nel senso che è vero che stiamo tutti sui social, ma non ci si ascolta, ci si parla addosso. Il teatro invece ti costringe ad ascoltare. In questo momento il teatro ha più senso del cinema perchè ha un rapporto più stretto, vedi una persona in carne e ossa. Il problema dei telefonini è la mancanza di un dialogo completo.

R. La carenza di spettatori è una realtà purtroppo

Laura: Bisogna fare un passo indietro: perchè abbiamo questa situazione? Forse ci sono stati spettaccoli inguardabili, storie trite e ritrite? E poi la televisione che impigrisce e per contro spettacoli di poco valore morale, poco divertimento, pocho contenuti.... Perchè devo uscire per andare a teatro? Cosa mi racconti di importante? Ecco, bisogna un po tutti metterci in discussione. Poi c’è il problema economico, costi eccessivi soprattutto per una famiglia.

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R. Ma è vero che scrivi anche?

Laura: Tempo fa sui social avevo scritto dei miei pensieri che sono stati scambiati per poesie da una rivista che li ha perfino voluti pubblicare. Poi mi è accaduto con un’associazione di poeti... forse devo cambiare mestiere! Nel 2008 scrissi un libro sull’architettura della Garbatella poi ho anche scritto fiabe per bambini, anche in versione teatrale. Di commedie ne ho scritta ultimamente una ambientata nel 48, un ‘altra sul dramma dei social, un piccolo giallo sul Natale e altre. Quello che mi interessa di più è commentare i fatti umani, narrare episodi che possono creare empatia con lo spettatore.

R: Quali sono i prossimi spettacoli?

Laura: Partecipo al Coriolano di Shakespeare, una rivisitazione che non dura tre ore ma una e mezza con una compagnia di giovani che ha debuttato al Teatro Vittoria per la regia di Simone Ruggiero. Interpreto Volumnia, la madre del protagonista, un ruolo difficile di una donna che manipola il figlio. Poi un giallo che ho scritto io al Teatro L'Aura, tante sfumature diverse e vari personaggi. Per chiudere uno spettacolo di Natascia Bonacci ‘Al posto di Dio’, con la compagnia La Maieutica con cui collaboro, presentiamo una commedia in cui si ride tanto ma in realtà si pensa altrettanto.

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