Viviroma.it spettacoli a Roma - TEATRO - Abbiamo visto: MACBETTU al Teatro Argentina

Venerdì, 03 Maggio 2019

ABBIAMO VISTO MACBETTU AL TEATRO ARGENTINA

MACBETTU
di Alessandro Serra
tratto dal Macbeth di William Shakespeare
regia, scene, luci, costumi Alessandro Serra

Con Fulvio Accogli, Andrea Bartolomeo, Leonardo Capuano, Andrea Carroni, Giovanni Carroni, Maurizio Giordo, Stefano Mereu, Felice Montervino
Traduzione in sardo e consulenza linguistica Giovanni Carroni
Collaborazione ai movimenti di scena Chiara Michelini
Musiche pietre sonore Pinuccio Sciola
Composizioni pietre sonore Marcellino Garau
Produzione Sardegna Teatro, Compagnia Teatropersona
Con il sostegno di Fondazione Pinuccio Sciola, Cedac Circuito Regionale Sardegna



In scena al Teatro Argentina lo spettacolo in sardo barbagino con sopratitoli in italiano vincitore del premio UBU 2018 e del premio Hystrio, per la miglior regia, ricevuto proprio in questi giorni.
Dopo l’eclatante successo della scorsa stagione, torna sul palcoscenico del Teatro Argentina Macbettu di Alessandro Serra, creazione pluripremiata che si insinua tra le intuizioni del Macbeth di Shakespeare e l’ispirazione del regista di fronte al Carnevale barbaricino. L’universalità dei sentimenti tipici shakespeariani e le visioni del carnevale sardo si mescolano a creare una visione suggestiva tra maschere tetre e passi cadenzati. Una riscrittura potente operata dallo stesso Serra e tradotta in lingua sarda da Giovanni Carroni, pervasa da una affascinante sonorità e musicalità, che si allontana dal giogo dei significati per magnificare il senso. Lo spettacolo tradisce volontariamente l’originale sostituendo la Scozia con una Sardegna ancestrale, terra di archetipi e pulsioni dionisiache, attraverso un lavoro di contaminazioni che il regista definisce: «Quell’incedere di ritmo antico, un’incombente forza della natura che sta per abbattersi inesorabile, placida e al contempo inarrestabile: la foresta che avanza». Un Macbeth che si esprime in sardo e, come nella più pura tradizione elisabettiana, interpretato da soli uomini, mentre le sorprendenti analogie tra il capolavoro shakespeariano e le maschere della Sardegna diventano così il fulcro della messa in scena: uno spazio vuoto, attraversato dai corpi degli attori che disegnano luoghi ed evocano presenze, pietre, terra, ferro, sangue, positure di guerriero, residui di antiche civiltà nuragiche. Materia che non veicola significati, ma forze primordiali che agiscono su chi le riceve.
Ha fatto un patto, il regista Alessandro Serra, con le sue convinzioni e i suoi studi sul corpo, conosco da vicino i suoi lavori e il lavoro che fa con gli attori, che straordinari in Macbettu, sembrano non stancarsi mai pur vedendo la fatica in scena.
La polvere, il vento, le rocce e mi sento immersa tra le terre sarde cercando riparo e ombra sotto un albero. Riparo dal caldo e dalla ferocia di un abile Macbettu che con un lavoro notevole sulla voce mi fa tornare a casa con i suoi suoni ancora nella orecchie e dalla parte delle Streghe che capovolte diventano pipistrelli che osservano, ridacchiano e manipolano il protagonista. In questo spettacolo rivedo i primi lavori di Serra, la passione e la dedizione che contraddistingue questo regista, che sin da giovanissimo era abile nel creare immagini di rara bellezza. Un ragazzo di provincia, Civitavecchia, che dopo anni riempie il Teatro Argentina di Roma e lo fa esplodere di applausi mi rende ancora fiduciosa verso il Teatro. Chissà magari qualcosa sta cambiando. Chissà!

3 Maggio 2019
VDG

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