Viviroma.it spettacoli a Roma - TEATRO: Abbiamo visto IL PIACERE DELL'ONESTÀ al Teatro Vascello

Domenica, 07 Aprile 2019

IL-PIACERE-DELL-ONESTA1

Abbiamo visto “Il piacere dell’onestà”, al Teatro Vascello, martedì 2 aprile 2019.

Con “Il piacere dell’onestà” di Luigi Pirandello, l’attore e regista Alessandro Averone torna a mettere in scena Pirandello, dopo “Così è se vi pare”.

In scena con lui, Alessia Giangiuliani, Laura Mazzi, Marco Quaglia, Gabriele sabatini, Mauro Santopietro. Le scene sono di Alberto Favretto, i costumi di Marzia Paparini, le luci di Luca Bronzo, le musiche a cura di Mimosa Campironi. Assistente alla regia Antonio Tintis. Una produzione Teatro Metastasio di Prato in collaborazione con Knuk Company.

Pirandello, nato a Girgenti nel 1867 e morto a Roma nel 1936, per le tematiche del racconto teatrale e per la sua copiosa produzione è considerato uno dei maggiori drammaturghi del novecento. Ha vinto il Premio Nobel per la letteratura nel 1934.

Il pensiero di Pirandello è assolutamente attuale ai nostri giorni, in linea con il pensiero di Freud, interprete della crisi dell’io  dell’uomo moderno, vicino al pensiero di vari maestri dell’epoca, come ad esempio quello di Gurdjeff, sulla frammentazione ed assenza d’identità dell’essere umano contemporaneo. Secondo Pirandello ogni persona ha un proprio modo di vedere la realtà. Credere ad un’unica realtà oggettiva è un illusione, in quanto esistono tante realtà quante sono le persone che credono di possederla. L’incomunicabilità e la solitudine producono un sentimento di esclusione da se stessi e la  frammentazione dell’io interiore, per cui lo spirito dell’uomo finisce per essere una serie di pallidi riflessi discordanti tra loro.

Pirandello diviene famoso proprio grazie al teatro che deve essere una raffigurazione della vita senza le maschere  e le ipocrisie sociali cosicché  lo spettatore possa guardarsi come in uno specchio.

In “ Il piacere dell’onestà”, attraverso il paradosso l’autore mette in evidenza la sua visione. Angelo Baldovino  è  stato un individuo di malaffare ed è “un relitto”, come lo definisce Gramsci, secondo le apparenze della società. Accetta per denaro  di sposare Agata, l’amante incinta del marchese Fabio Colli, che è già ammogliato. Si deve trattare di un matrimonio di pura facciata. Ognuno continuerà a vivere la propria vita. Ma in realtà Angelo Baldovino prende molto sul serio il ruolo che gli viene proposto, spingendolo ad essere via via più sincero, cosa che man mano  crea scompiglio in chi gli sta intorno. Così finirà per mandare all’aria i progetti del marchese che non troverà più accoglienza da parte di Agata, che penserà solo ad essere una buona madre. Alla fine sarà proprio lei ad essere conquistata da questo comportamento di  Angelo e quello che doveva essere un matrimonio apparente finisce per diventare una vera unione.

La commedia, interpretata secondo uno stile classico di recitazione , è stata abbastanza chiara, comprensibile e leggibile nei suoi vari momenti. E’ stata enfatizzata  particolarmente  una componente ironica ed umoristica dell’opera. E’ un po’mancato un coinvolgimento  più diretto con l’opera ed il pensiero dell’autore, che forse si sarebbe potuto ottenere con una messa in scena più asciutta.

 

Non sei iscritto, partecipa a Vivi Roma!

Accedi con Facebook

Chi è in linea