Viviroma.it spettacoli a Roma - TEATRO - Abbiamo visto IL NEMICO DEL POPOLO al Teatro Argentina

Giovedì, 04 Aprile 2019

Nella splendida cornice del Teatro Argentina (proprio dove risiedeva la Curia Pompeii dove fu ucciso Giulio Cesare!) è andata in scena la commedia ‘Il nemico del popolo’ scritta da Henrik Ibsen nel 1882, con la regia di Massimo Popolizio nelle vesti anche del medico di una località termale dell'epoca, il Dottor Thomas Stockmann.

La modernità del grande drammaturgo norvegese è nell’aver proposto storie di personaggi inquieti e tormentati su temi sociali irrisolti e senza tempo; qui un problema di rappresentanza democratica fa largo all'amara riflessione sulle ragioni negate alle minoranze perché "La maggioranza ha sempre ragione!"

La storia si sviluppa in una scenografia mobile lineare e severa fatta di pannelli che dividono il palco creando l’appartamento di Stockmann, una redazione di giornale, un’aula per assemblea cittadina.

La località ci viene anche illustrata tramite filmati proiettati nella parte superiore del palco, accompagnati da musica ritmata afro-blues e dal racconto di un narratore nero, il bravo Martin Chishimba. Il personaggio, introdotto rispetto al testo originale, ha il compito, insieme alle proiezioni e alle musiche, di fare da intermezzo alle scene permettendone il cambio. Ma non solo, rappresenterà insieme al dottore, la minoranza zittita durante l’Assemblea in cui il dottor Stockmann tenterà invano di metter in guardia i cittadini sulla sua scoperta: alcuni suoi pazienti si sono sentiti male perché le acque termali sono contaminate per la posizione delle tubature a ridosso di una conceria.

Siamo nel periodo in cui la ricerca medica scientifica scopre le cause batteriche delle malattie, ma ancora non ha conquistato la fiducia assoluta delle masse come avverrà pochi decenni più tardi. Il sindaco Peter Stockmann, fratello maggiore del medico, interpretato autorevolmente e magistralmente da Maria Paiato, il rappresentante del ceto medio e editore del giornale locale Aslacksen, Michele Nani, insieme al direttore Hovstad, Paolo Musio, e al redattore Billing, Tommaso Cardarelli, tengono le redini dell’opinione pubblica.

Il dottor Stockman, anche per una rivalsa familiare sul potente fratello, vorrebbe conquistare la gratitudine della popolazione pubblicando il suo rapporto sulle analisi delle acque sul giornale, mentre il fratello mira a mantenere lo status quo e ad evitane la diffusione opponendo che per rimediare saranno necessari contributi dei cittadini per i costosi interventi di manutenzione e la chiusura per tre anni dello stabilimento termale.

Le due ragioni, quella della verità scientifica e quella dell’interesse politico ed economico si scontrano. La stampa ondeggia tra le due per poi piegarsi al volere politico.

Al dottore, che riesce comunque a diffondere la notizia, viene concesso un dibattito in un’assemblea pubblica dove in realtà la parola gli viene data solo dopo tutti e soprattutto dopo le abili argomentazioni del sindaco che riesce a scagliargli gli animi contro. La scena dell’assemblea è stata estremamente coinvolgente per il pubblico in sala perché, insieme all’accendersi del dibattito sul palco, il vociare della cittadinanza e numerose voci di cittadini provenivano dai palchi del teatro, inglobando nella scena e rendendo partecipi tutti gli spettatori.

Il dottore, incapace di usare la dialettica politica e di controbattere alle accuse di essere un ‘Nemico del popolo’ ne esce perdente. Con l’accompagnamento di filmati viene associata la prepotenza della maggioranza alle caratteristiche dittatoriali: il dottore viene aggredito, perde il lavoro, la sua casa viene danneggiata, la figlia Petra, Maria Laila Fernandez, viene licenziata e offesa, la famiglia allontanata da tutti. Addirittura, si insinua un interesse del medico volto a far diminuire il valore delle azioni delle terme, azioni che vengono tutte presto acquistate dal suocero Morten, Francesco Bolo Rossini.

La moglie Kathrine, Francesca Ciocchetti, lo aveva avvertito: “A che serve la ragione se non hai il potere? A che serve la verità se non la vogliono?”.  Ma nessuno riesce a convincere il medico a rinnegare la verità e, indipendentemente dal prezzo da pagare, il dottore vuole proseguire solo nella sua battaglia, dichiarando che "l'uomo più forte del mondo è anche quello più solo".

La regia di Popolizio mantiene, come nel testo di Ibsen, una morale aperta, non giudicante. I conflitti sociali non si risolvono e le contraddizioni etiche mostrano tutta la loro attualità. La caratterizzazione dei personaggi della commedia è marcata, volutamente esasperata per ridicolizzarne gli aspetti caratteriali più umani. La grande cura per i gesti da fumetto, le luci e l’audio perfetti, insieme alla bravura del cast rendono onore al testo di Ibsen.

UN NEMICO DEL POPOLO
di Henrik Ibsen
traduzione Luigi Squarzina
regia Massimo Popolizio
con Massimo Popolizio e Maria Paiato
e con Tommaso Cardarelli, Francesca Ciocchetti, Martin Chishimba
Maria Laila Fernandez, Paolo Musio, Michele Nani, Francesco Bolo Rossini
e Dario Battaglia, Cosimo Frascella, Alessandro Minati
Duilio Paciello / Andrea Volpetti, Gabriele Zecchiaroli

scene Marco Rossi
costumi Gianluca Sbicca
luci Luigi Biondi
suono Maurizio Capitini
video Lorenzo Bruno e Igor Renzetti
asistente alla regia Giacomo Bisordi
foto di Giuseppe Distefano

fotofoto

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