TEATRO - Abbiamo visto: LA DIVINA COMMEDIA OPERA MUSICAL al Teatro Brancaccio

Mercoledì, 03 Aprile 2019

Con curiosità ed un pizzico di scetticismo ci siamo avvicinati ieri sera al teatro di via Merulana: la Divina Commedia, il poema più straordinario che sia stato concepito da un uomo, guardacaso (anche in questo caso) un italiano, trasformato in musical.

Ebbene non perdetevi l'occasione di ammirare quest'opera nell'ultima tappa del tour cominciato lo scorso 7 novembre ad Isernia ed in scena da ieri e sino al 7 aprile 2019 a ROMA al Teatro Brancaccio.

Qui il trailer da guardare solo se non andrete a teatro, altrimenti lasciatevi sorprendere dalle emozioni dal vivo.

Come non partire dalla colonna sonora di Marco Frisina (QUI il link per l'ascolto integrale) musiche che, partendo dalle sonorità del rock, esprimono la drammaticità dell’inferno e, attraverso le struggenti melodie del Purgatorio, giungono al Paradiso, dove arie sinfoniche accompagnano un’esplosione di colori e luci.

Straordinarie le Scenografie di Lara Carissimi che in combinazione con le Proiezioni di Roberto Fazio, le Coreografie di Massimiliano Volpini, le Luci di Valerio Tiberi e i Suoni di Emanuele Carlucci, trasportano lo spettatore in un mondo magico ed onirico.

Soprattutto nell'Inferno, le Percussioni suonate dal vivo da Giulio Costanzo, posto sul palco sulla sinistra del palcoscenico, scuotono le ossa.

Centrale in un'opera come la Divina Commedia è il testo e bellissima è la trovata della proiezione della scrittura con un raggio laser che sublima alcuni frammenti del poema.

Un uso intelligente della tecnologia che non fa sfoggio di se ma si integra armoniosamente nel contesto.

Così come straordinari e coinvolgenti i diversi livelli di immagini proiettate che a volte integrano la scena a volte la sovrastano come un sipario.

Bravissimi tutti gli interpreti, si percepisce la piena padronanza del cantato grazie anche alla fortuna di assistere allo spettacolo al termine del lungo tour.

Un plauso alla regia per la scelta degli episodi, per la sceneggiatura, per il coinvolgimento del pubblico, avvolto, perlomeno in platea, dal canto degli attori nel finale paradisiaco.

Il corpo di ballo, straordinario, esalta i momenti coreografici e descrittivi, con delle individualità di altissimo livello.

Non assistevamo da tempo ad uno spettacolo così riuscito, sicuramente il migliore della stagione, a prescindere dal genere.

 

LA STORIA

Dante è protagonista di un duplice viaggio, fisico e spirituale, che attraverso i tre regni ultramondani, Inferno, Purgatorio e Paradiso, diviene exemplum per l’umanità. Ne La Divina Commedia Opera Musical, Dante è in viaggio, su binari distinti e paralleli: da una parte cammina verso e dentro se stesso alla ricerca nostalgica del proprio esistere, dall’altra naviga tra le rovine della dannazione, le storture e le brutture del proprio limite, condotto tra vizi e ossessioni, perversioni e peccati.
Lo spettacolo La Divina Commedia Opera Musical utilizza diversi linguaggi espressivi
e asseconda l’inesauribile fantasia di Dante.
Il Dante Viaggiatore in scena diventa la proiezione fisica della voce di se stesso, che nella magistrale interpretazione di Giancarlo Giannini (esclusiva voce narrante dello spettacolo), rappresenta la maturità di un Dante che si ricorda con tenerezza, quando a metà della propria esistenza, spinto da una forte depressione, trova nella scrittura una salvezza creativa e fertile. Lo smarrimento nella selva diventa evocazione di una memoria: pretesto fortunato e ispirazione per il capolavoro che viene “sfogliato” in scena, come un libro animato, attraverso la magia teatrale.


Dante si muove in molteplici ambienti scenici, nei quali passa da coltri infuocate e sulfuree della Città di Dite a tempeste desolate e violente che colpiscono Francesca; da mari tempestosi e mortali, come quello di Ulisse,

a foreste pietrificate e mortifere,

o a laghi ghiacciati, nei quali si trovano Pier delle Vigne prima ed Ugolino poi.
Il viaggio non ha mai fine ed il maestro Virgilio accompagna il poeta di Firenze, proteggendolo, incoraggiandolo, esortandolo nei momenti di maggior difficoltà e abbandono.
Gli ambienti che si susseguono si fanno sempre più tranquilli: boschi dai colori autunnali, come quelli di Pia dei Tolomei, o fiabeschi, come il giardino di Matelda. Infine, luminosi e celestiali, come quelli che attendono Dante in occasione dell’incontro con Beatrice.


La fantasia dantesca asseconda le suggestioni e la visione registica di Andrea Ortis. Le emozionanti musiche orchestrali di Marco Frisina sorreggono i testi suggestivi di Gianmario Pagano e Andrea Ortis. Il tutto si svolge su un palco modulare automatico con sollevamento di piani e con la presenza di elementi scenici costruiti su disegno di Lara Carissimi, con la presenza di proiezioni di ultima generazione animate in 3D. Non mancano coreografie acrobatiche dirette da Massimiliano Volpini e un allestimento luci su disegno di Valerio Tiberi.

 

LO SPETTACOLO

Dante (Antonello Angiolillo) è nella sua solitudine e lo troviamo tormentato nella selva all’inizio dello spettacolo, nel mezzo del cammin della sua vita, selva che lo aggredisce, come un dubbio inguaribile che corrode, da dentro, ogni convinzione, ogni certezza. Una donna, Maria (Noemi Bordi) anima il mondo, la relazione tra La donna (Mariacarmen Iafigliola) e l’uomo (Brian Boccuni) lo fanno vivere e gli danno un senso. E’ Maria che tesse le fila e che da inizio al viaggio di Dante. Viaggio che viene interrotta bruscamente dall’incontro con le Fiere, preludio alla necessità di affrontare con un faccia a faccia coraggioso le resistenze dettate dalle profonde paure che lo attanagliano. E’ Virgilio (Andrea Ortis), consegnato alla scena da un’apparizione carica di mistero, a prendere per mano Dante, conducendolo, con fermezza e protezione paterni, all’interno dell’intricato viaggio fino alle pendici del Monte del Purgatorio.

Insieme vengono traghettati dall’eccentrico Caronte (Francesco Iaia), uomo grottesco, visibilmente folle e ridondante che schernisce malamente le anime che traghetta perennemente verso le sponde opposte dell’Acheronte. La sua enorme barca in scena è mortifera, imponente, immersa in una palude dai riflessi color petrolio, è Caronte che apre le porte a una sequela di straordinari incontri. 

Dante conoscerà Francesca da Rimini (Manuela Zanier), incarnazione formidabile della passione amorosa che nel peccato di lussuria trova la propria dannazione, costretta a vivere nella tempesta infernale ed irrimediabilmente abbracciata all’amato Paolo. Alla compassione per chi morì d’amore segue il terrificante passaggio attraverso la Città di Dite, in cui l’aggressione di demoni infernali, a volte volanti, altre volte striscianti, minaccia l’avanzata di Dante, che, sempre accompagnato dalla guida illuminata del suo amato Maestro, approda nella mortifera foresta dei suicidi che allo spettatore appare pietrificata, immota e lugubre. Qui l’incontro con Pier delle Vigne (Daniele Venturini), altro personaggio storico, accusato in vita di tradimento: suicidatosi a causa di un onore irrimediabilmente compromesso, si presenta a Dante come uomo-albero, figura mutante disperatamente immobilizzato nel tronco che ne sostituisce le membra, impressionante immagine di sterilità e negazione di vita, a cui solo la presenza dello straordinario visitatore offrirà la possibilità di animarsi per poco, per raccontare col canto la propria pena.

Profondamente scosso dalla crudeltà dei destini con cui entra a contatto, Dante inizia a scrostare pian piano le proprie certezze, nell’acquisizione - seppur dolorosa - di un senso progressivamente nuovo e continua il suo cammino incontrando l’affascinante storia di Ulisse (Angelo Minoli), immerso in un ambiente portuale, attraverso contenuti Visual animati in 3D, porta in scena la libertà del mare aperto e dell’intelletto audace, arma pericolosa che diventa essa stessa causa della dannazione di uno dei personaggi più amati della tradizione classica. Dante e Virgilio osservano la nave volante di Ulisse alzarsi verso mete ardite, troppo ardite che lo condannano a certo fallimento.

È il ghiaccio a chiudere il cerchio del passaggio infernale: con Ugolino (Francesco Iaia) Dante raccoglie la disarmante testimonianza di un padre che divora i propri figli e ne rimane scosso e raggelato, tanto quanto la landa desolata all’interno della quale si consuma l’incontro con l’ultimo dannato.

Dopo la densità opprimente e le forti tinte visive, emotive e musicali del Primo, con il Secondo Atto Dante si trova immerso in uno scenario più rarefatto, alleggerito nelle cromìe e nelle atmosfere: sulla spiaggia del Purgatorio incontra Catone (Brian Boccuni), che attraverso il proprio racconto canta la forza e l’elevatura morale di chi non cedette al compromesso e si batté in maniera integerrima in difesa della propria libertà di pensiero contro Cesare (Francesco Iaia).

Tra sfumature cangianti e paesaggi carichi di magia, in un autunno nostalgico e fortemente suggestivo, Dante si imbatte in una processione di anime in preghiera, tra cui è Pia de’ Tolomei (MariaCarmen Iafigliola), vittima di femminicidio ad opera del marito, ad avvicinarlo, supplicandolo col canto di riportare in terra il proprio ricordo di anima ingiustamente sottratta alla vita. Depositario del dolore di chi, dannato, non potrà mai riscattarsi dalla colpa, Dante incontra adesso la speranza, nella luce fiduciosa di anime che confidano nell’espiazione.

Dopo un malinconico canto notturno che incornicia Dante e Virgilio nell’unico momento di sosta lungo il viaggio, durante la quale scopriamo un Virgilio inconsueto e commovente, l’Angelo della Penitenza consente un nuovo e cruciale passaggio: attraverso l’ammissione di pentimento, Dante supera con Virgilio la Porta del Purgatorio e incontra con emozione e gioia gli amici poeti Guido Guinizzelli (Angelo Minoli) e Arnaut Daniel (Daniele Venturini).

Con essi ritrova la condivisione dell’amore puro e incondizionato per l’arte e la poesia, all’interno di un quadro dal gusto cortese in cui le danze e la musica animano la scena.

A illuminare come un faro nella notte il percorso, le brevi e topiche apparizioni di Beatrice (Myriam Somma) rinfrancano la fiducia di Dante, che adesso più che mai percepisce prossimo l’avvicinamento, come spinto da una felicità ancora incosciente. E proprio questa fanciulla incoscienza lo “distrae” dal momento in cui il Maestro lo lascia affinché continui da solo il viaggio, momento in cui Virgilio stesso canta il suo struggente Addio scomparendo alla fine dalla scena.

Da solo Dante approda dunque nel paradiso terrestre, in cui la stravagante e leggiadra figura di Matelda (Manuela Zanier) lo conduce al fatidico incontro con l’amata. Una solenne processione introduce e sancisce il momento fortemente emozionante, in cui Beatrice diventa luce che rischiara e guarisce dalle tenebre, simbolo di quell’Amor che move il sole e l’altre stelle, unica possibile chiave di accesso alla felicità: solo nell’incontro con la donna e con l’amore, Dante - o meglio - l’uomo, ritrova sé stesso, scioglie i nodi della selva, e trova Dio.

 

IL CAST

2 atti, 10 Interpreti, 14 ballerini, 50 persone coinvolte, oltre 200 costumi di scena.

 

Team Creativo

Andrea Ortis Regia

Marco Frisina Musiche

Gianmario Pagano – Andrea Ortis Testi

Lara Carissimi Scenografie

Roberto Fazio Proiezioni

Massimiliano Volpini Coreografie

Valerio Tiberi Luci

Emanuele Carlucci Suoni

Giulio Costanzo Percussioni

 

 

Cast

Antonello Angiolillo nel ruolo di Dante

Andrea Ortis nel ruolo di Virgilio

Manuela Zanier nel ruolo di Francesca / Matelda

Angelo Minoli nel ruolo di Ulisse / Guido Guinizzelli

Francesco Iaia nel ruolo di Caronte / Ugolino / Cesare / San Bernardo

Mariacarmen Iafigliola nel ruolo di Pia dei Tolomei / La Donna

Brian Boccuni nel ruolo di Catone / L'Uomo (1° Atto) / San Tommaso

Daniele Venturini nel ruolo di Pier delle Vigne / Arnaut Daniel / L'Uomo (secondo atto) 

Noemi Bordi nel ruolo di Maria

 

 Corpo di Ballo

Mariacaterina Mambretti, Danilo Calabrese, Raffaele Iorio, Alessandro Trazzera, Mirko Aiello, Marina Barbone, Michela Tiero, Federica Montemurro, Raffaele Rizzo, Giovanna Pagone, 

Elisabetta Dugatto, Carla Del Giudice, Jacopo Busnelli

 

Staff Tecnico

Gabriele Moreschi Direttore Tecnico

Vas srl Responsabile Video Mappature e Rendering 3D

 

Staff Artistico

Rosy Bonfiglio Primo Assistente Regia

Gianmarco Cro Secondo Assistente Regia 

Mariacaterina Mambretti Assistente Coreografo

 

Staff Produzione

Lara Carissimi Produttore Esecutivo

Davide Ienco Amministratore di Compagnia

Gabriella Monaco (Monaco Adv) Responsabile Comunicazione 

Dino Fratelli (Monaco Adv) Responsabile Social

Simone d’Angelo (Cortò) Riprese Video 

Costanzo D’Angelo (Occhio Magico) Fotografo di Scena

Nerolucido Design Studio Grafica

Unopuntozero Web

 

 

Non sei iscritto, partecipa a Vivi Roma!

Chi è in linea