Viviroma.it spettacoli a Roma - TEATRO - Abbiamo visto: I GIGANTI DELLA MONTAGNA al Teatro Eliseo

Venerdì, 15 Marzo 2019

I GIGANTI DELLA MONTAGNA

Teatro Eliseo

via Nazionale 183

fino al 31 marzo

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Immaginiamoci di passeggiare a Firenze il 5 giugno del 1937 ed, a fianco a Palazzo Pitti dove sorge l’edificio neoclassico “Della Meridiana”, accedere ai Giardini di Boboli e raggiungere un ampio spazio erboso, con un accentuato declivio, con i sentieri che lo circondano disseminati di statue, ed assistere all’ultimo afflato del Poeta e Drammaturgo, insignito del Premio Nobel per la Letteratura nel 1934, morto solo l’anno precedente di questa prima rappresentazione : Luigi Pirandello.

Oggi al Teatro Eliseo assistiamo, in due atti, alla sintesi pirandelliana che, attraverso  la ricerca di un senso all’Esistenza, va oltre la finitezza di corpo e di nome, ed esplora gli “Orli della Vita” o meglio delle tante Vite che possono esistere in noi, in direzione contraria ad un Sistema che ci vuole in veste individualmente collettiva.

Con alcuni passaggi del testo ripercorriamo sinteticamente la storia rappresentata:

«Favola del figlio cambiato» :  è il testo che un gruppo di attori, la Compagnia della Contessa, vuole mettere in scena e, non trovando teatri disposti a rappresentarla, approda alla Villa degli Scalognati, ove li accoglie Cutrone, una specie di demiurgo che, invece che trasmutare la vita in sogno, trasforma i sogni in realtà all’interno ed intorno alla Villa stessa.

«Ci vogliono i poeti per dar coerenza ai sogni» : Ilse, la contessa, vuole comunque rappresentare la sua unica grande opera pur consapevole che ne possa uscire svilita, per poter comunque incidere, con le sue capacità artistiche, sulle menti in ascolto pur non preparate. Cutrone, quindi, le propone di offrirla ai Giganti della Montagna, in occasione di un fastoso matrimonio di imminente celebrazione. 

«I bambini  fanno il gioco e poi ci credono e lo vivono come vero»Il messaggio di far vivere i sogni dei poeti, i nostri sogni, senza necessariamente rappresentarli, a teatro o nella vita, con mille maschere, toglie però il sogno di far quanto meno destare le menti di chi si mette in ascolto. I Giganti della Montagna, le moderne élite, indaffarati nella realizzazione di grandi opere materiali, se è vero che non prestano attenzione all’elevazione artistica dell’animo umano, è vero altresì che, pur nell’apparente sacrificio dell’artista e dell’Arte in genere, rimane viva la Poesia, dettata dagli innumerevoli personaggi che vivono in Noi, e che magari anche altri rappresenteranno.

Un ultimo accenno ai bravi Gabriele Lavia, regista di una brava e numerosa Compagnia, ed in cui, nei panni di Cutrone, vediamo i tratti dello stesso Pirandello, e Federica De Martino nella contessa Ilse che, volendo recitare la sua Favola di un poeta suicida d’amore per lei, forse, rappresenta l’Arte di far vivere i sogni, anche quelli artistici, tesa costantemente verso quella parte più sensibile e nobile di Noi che ci porta “Oltre”.

Roma 14 marzo 2019                    Maurizio Moretti

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MxM

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