Viviroma.it spettacoli a Roma - Abbiamo visto DELIRIO A DUE al Teatro Vascello

Mercoledì, 27 Febbraio 2019

Nella Sala Studio del Teatro Vascello è andata in scena la pièce del rivoluzionario drammaturgo Eugene Ionesco, padre del teatro dell’assurdo Delirio a Due. In questo atto unico, come in altre sue opere, tramite un uso disarticolato, paradossale e provocatorio del linguaggio Ionesco ritrae in situazioni folli delle verità essenziali.

Delirio a due foto

Sullo sfondo della scena principale, incentrata su una difficile comunicazione di una coppia chiusa in sé stessa, emerge, come fosse un terzo protagonista, tramite proiezioni su un fondale e con un suo linguaggio fatto di suoni di bombardamenti, granate, crolli e vetri rotti, la Guerra. Una guerra infinita, che sa parlare anche nei silenzi tramite le immagini, che resiste anche quando sembra finire e cambia il suo nome in Pace.

La guerra è sia interna tra i due protagonisti, due generici Lui e Lei, nei loro ridicoli battibecchi senza senso, ed appare altrettanto assurdamente illogica all’esterno, per la strada, nel mondo.

La coppia, sospesa nella fragile stabilità di un comodo e annoiato ménage coniugale, sta insieme da tantissimi anni, diciassette, e nonostante lui e lei siano un riferimento l’uno per l’altra, hanno instaurato un meccanismo nevrotico di recriminazioni verbali. La colpevolizzazione dell’altro sembra l’unica cosa che tiene in vita la relazioni tra i due, incapaci di prendere una strada indipendente.

Apparentemente non parlano di niente di importante se non per loro, ma in realtà ci raccontano della paura della solitudine, della necessità di avere accanto un altro essere che testimoni della nostra esistenza, dell'irresistibile forza comica nascosta dentro le tragedie quotidiane che a tratti ci sembrano tanto importanti da impedirci totalmente di allargare lo sguardo al resto del mondo.

Il mondo piccolo della coppia, i mondi piccoli dei vicini, che nonostante la situazione sono andati in vacanza, il dramma del soldato che cerca una ragazza, la gente per le strade, o nascosta, ogni mondo sembra isolato e non comunicante.

La coppia per puro caso resta illesa al disastro che via via la circonda. I muri, le scale, il cortile, la strada non esistono più, corpi senza testa gli piovono in casa, rappresentati da bambole rotte, ma loro continuano imperterriti nel loro battibecco futile sulla differenza tra la tartaruga e la lumaca in una pace che, pur autocelebrandosi in una parata, non è che una nuova forma di guerra.

La ricorsività della situazione iniziale e finale, è usata spesso dall’autore (come nella Lezione) per sottolineare l’immutabilità della natura umana nelle caratteristiche umane evidenziate.

La pièce, un capolavoro di analisi e di critica attraverso la risata e l'ironia sui temi centrali, a mio parere, della colpevolizzazione dell’altro, è ben rappresentata fedelmente al testo e la regia di Fabio Galadini è pulita ed efficace. Per essere proprio pignoli potrebbe avere un maggiore respiro nei tempi sottolineando alcuni passaggi e aggiungendo pause tra le divertenti battute, visto che il testo è breve e lo spettacolo dura 50 minuti.

Gli attori, Fabio Galadini e Valentina Morini, impeccabili, ci appaiono quasi come emblemi, avatar, marionette tragicomiche in attesa di una felicità propria che non riescono a trovare.

Purtroppo, la Sala Studio non rende fruibile a pieno questo spettacolo che dovrebbe essere un must, un classico da conoscere per tutti gli amanti del teatro. Le sedie del pubblico sono poste al livello del palco e perciò risulta impedita la vista di parte degli oggetti, come i modellini di casette sul tavolo con cui Lui giocherella come un bambino e che Lei distrugge e alcuni dei movimenti.

DELIRIO A DUE 

di Eugène Ionesco
Compagnia Mauri Sturno
con Fabio Galadini e Valentina Morini

video Laura Girolami

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