Viviroma.it spettacoli a Roma - Abbiamo visto: OTTO DONNE E UN MISTERO al Teatro Ciak di Roma

Lunedì, 25 Febbraio 2019

“Otto donne e un mistero” - il cui titolo originale era semplicemente “Otto donne” - è una commedia scritta dal versatile scrittore, attore e regista francese Robert Thomas, scomparso nel 1989, che si caratterizzò per essere stato il creatore di un nuovo genere teatrale, definito dai francesi “commedia poliziesca” o “thriller comico”. Al suo talento si interessò perfino Alfred Hitchcock che aquistò i diritti di una delle sue commedie aiutandolo ad affermarsi come autore di drammi psicologico-criminali conditi con un originale tocco di comicità.

La rinnovata versione italiana, che sarà in scena al Teatro Quirino di Roma dal 2 al 14 aprile, ha puntato con decisione su un cast di tutto rispetto tra cui spicca la figura magistrale di Paola Gassman, accompagnata da altre star nostrane tra cui Anna Galliena, Debora Caprioglio e Caterina Murino.

Il cast dunque è interamente rosa, essendo composto da sette donne alle quali se ne aggiunge, più tardi, un'ottava e quindi la prima vittima della commedia è, di fatto,  l'elemento maschile sulla scena, il che ci fa sorgere il sospetto che voler proporre in questo momento storico proprio questa commedia sia un premeditato tentativo di androcidio attoriale, come messaggio di protesta contro il femminicidio, ma poi, quando finalmente le luci si spengono, i riflettori illuminano la ribalta e la scena comincia ad animarsi, questo sospetto irrisolto e probabilmente infondato abbandona la nostra preoccupazione e ci troviamo calati, come per magia, nel tipico contesto del giallo noir alla Agatha Christie.

In una villa della campagna francese del tardo Novecento, completamente isolata da una tormenta di neve che impedisce perfino di aprire il cancello di entrata, sette donne si preparano a festeggiare il Natale quando si apprende che il capofamiglia è stato ucciso nel suo letto con una pugnalata alle spalle.

Tutte le donne sono sospettate, dato che ciascuna avrebbe avuto un valido movente per uccidere e, a peggiorare la situazione, c'è il fatto che tutte serbano misteriosi segreti.

Tra scontri e confronti, rivelazioni e intrighi, inganni e tradimenti, bugie e faticose ammissioni, ciò che emerge è che nessuna di esse compiange il defunto la cui morte è appresa e vissuta con gelido distacco e sorprendente aridità, a tal punto che sembra quasi che la vittima venga uccisa una seconda volta.

Via via che la trama si infittisce la commedia si colora di nuove tinte che superano il consueto tracciato del giallo per rivelare un'intenzione pirandelliana che stravolge ogni stereotipo nel tentativo di trovare una propria direzione autonoma. Sembra quasi di assistere ad un esperimento teatrale che scompone e ricompone vari generi proponendo diverse chiavi di lettura.

L'unica preoccupazione delle donne rimane quella di allontanare i sospetti da sé e, nel farlo, una alla volta, abbassa la maschera dell'ipocrisia e della falsità per apparire finalmente in tutta la propria immorale bassezza.

Il loro atteggiamento è così simile che giungono perfino ad assumere atteggiamenti di reciproca comprensione e complicità, come se si riconoscessero a vicenda guardandosi nello specchio degli occhi dell'altra.

A quel punto sorge il sospetto che la vicenda sia individuale solo in apparenza. E se non ci fosse un solo colpevole? Se si trattasse di un atto di un'accusa rivolto all'individualismo e all'utilitarismo borghese dell'intera società? Un monito contro l'aridità e la povertà di spirito collettive? Un severo richiamo ai giusti valori della vita? Ma non abbiamo il tempo di rifletterci perché la commedia giunge improvvisamente al termine con un doppio colpo di scena che ci lascia di sasso e suscita in noi ammirati applausi.

 

Roberta Misuri

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Autore

Roby

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